PROJECT
*COFFEESHIRT

by Rossana Calbi

Uno spazio in evoluzione continua

Intervista ad Ariana e Tommy
Nel turbinio di cose belle che è il festival Ratatà ci sono due teste bionde che macinano idee e hanno sempre le mani sporche di colori: Ariana di origine argentine e Tommy, che ricorda un elfo dei boschi teutonici, deve tutti quei capelli biondi alla madre polacca.
Una combinazione che non poteva che generare creatività!
Coffeshirt è una laboratorio di serigrafia, ed è un negozio di moda con spazio espositivo e sta per cambiare ancora. D’altronde credo che sia impossibile frenare la voglia di fare di Ariana, sempre attiva nell’interazione con le persone per creare e co-operare. Forse Tommy potrà anche chiudersi nel laboratorio, sfornando magliette e mille altri oggetti personalizzati, ma poi, tutto arriva al pubblico per raccontare nuove storie!
Il loro fare si basa su una notevole forza fisica e su sorrisi costanti.

* Coffeshirt si è evoluto: da laboratorio a spazio espositivo. Ospitate nel cuore di Ancona non solo i vostri lavori in serigrafia ma anche le realtà che avete apprezzato e conosciuto in questi anni di frequentazione dell’arte underground. Raccontateci quali tesori avete custodito.

     Nel nostro “Good Shop” ad Ancona , così lo abbiamo chiamato per differenziare lo spazio rispetto al laboratorio di serigrafia, proponiamo tutto ciò che ha a che fare con il mondo della stampa artigianale, oltre alle nostre produzioni ospitiamo progetti e prodotti indipendenti. La realtà con la quale abbiamo avuto fin da subito un grande feeling è Officina Typo un laboratorio artigianale di Modena che vuole preservare e valorizzare la stampa tipografica con torchi a mano e caratteri mobili, i loro libri d’artista sono veri tesori. Abbiamo poi una collaborazione stretta con il Ratatà festival, tutto il materiale che di anno in anno viene prodotto per il bookshop durante i giorni del festival è presente nel nostro spazio, grazie a Ratatà abbiamo opere di Blexbolex, Jesse Jacobs e Riccardo Mannelli. C’è poi una parte dedicata all’abbigliamento stampato, collaboriamo con artisti e illustratori per progettare t-shirt e felpe in edizione limitata, curiamo molto i particolari e utilizziamo tessile proveniente da produzioni etiche, scegliamo con attenzione i materiali e la loro provenienza.

* Da sempre presenti al Festival di illustrazione Ratatà, come lo avete vissuto: raccontateci la sua evoluzione e anche la vostra.

Per noi Ratatà festival è sempre una grande opportunità, gli artisti che incontriamo ogni anno hanno arricchito la nostra vita e la nostra professione in modo determinante, supportiamo e collaboriamo con il festival dalla prima edizione e vederlo crescere è incredibile! Autoprodotto e autofinanziato è nato dentro al C.s.a. Sisma e negli anni si è aperto per le vie della città fino ad arrivare al centro cittadino, ospitando mostre, incontri e workshop. Conosciamo la passione, la determinazione e la qualità del lavoro degli organizzatori, crediamo che sia un progetto culturale di grande valore e necessario per la città e per il territorio.

* Questo nuovo inizio vi sta permettendo di stringere nuove collaborazioni, quali?

Il nostro obiettivo è creare un luogo di connessioni per questo motivo abbiamo previsto un evento diverso con cadenza mensile, che si tratti di esposizioni, workshop o incontri c’è la volontà di fare scoprire mondi nuovi, approcci innovativi e talenti nascosti. Abbiamo inaugurato con la presenza di MD Interventions un progetto di valorizzazione e personalizzazione di capi vintage a cura di Milagros Delger artista argentina, con tecnica pittorica Milagros ha dipinto capi in pelle per tutta la durata dell’evento. A febbraio abbiamo ospitato la mostra di IMPUBBLICABILE! Il progetto fotografico di Marco Criante e Francesco Torresi, nato nel 2017 con l’obiettivo di documentare l’underground musicale marchigiano e il contesto sociale che lo circonda, ora abbiamo la personale di Simone Sdolzini in arte Sdolz che si occupa di illustrazioni, fumetti, tatuaggi e murales, in esposizione una raccolta di tavole nate da un mix d’influenze dal tatuaggio tradizionale/americano a quello giapponese.

* Chiudiamo con il passato perché le evoluzioni richiedono un trascorso ben ponderato: come è nato il progetto Coffeshirt?

Coffeeshirt è nato nel 2009 con una stampante digitale in 18 m2, lavoravamo esclusivamente online e non avevamo idea di cosa fosse la serigrafia, abbiamo fatto un percorso assurdo, siamo passati dal digitale alla serigrafia fatta a mano. Siamo in due, lo siamo sempre stati, dire che siamo nati per caso è scontato ma è reale. Ci siamo sempre occupati di personalizzazione di abbigliamento e l’evoluzione è stata continua, avevamo capito che non bastava un prodotto ben fatto c’era bisogno di cura nelle scelte, nei prodotti neutri da proporre ai clienti e ci siamo messi a studiare e confrontarci con altri serigrafi.

WEB* coffeeshirt.it