X-MAS 2018
*10 COOL BOOKS FOR XMAS!

by Adriano Ercolani

A Natale regala un libro!

Si avvicinano le feste di Natale e per gli amanti di lettura inizia quel momento in cui si farebbe meglio a tagliare con le forbici la carta di credito per evitare la bancarotta immediata. Chi scrive queste brevi note (vivendo ogni giorno dell’anno quella pericolosa condizione) si è proposto di suggerire alcuni libri per orientare in maniera saggia i vostri acquisti.
Vi consiglierò libri molto differenti, per stile e tema, tra loro, ma che hanno alcuni elementi in comune: sono frutto della passione degli autori, sono scritti con stile e competenza e, soprattutto, sono miniere di spunti. Ognuno di questi testi è a sua volta un portale che apre a innumerevoli altre possibilità di lettura. Insomma, sono il regalo perfetto per gli amanti della lettura: eleganti, eruditi, molto spesso venati di umorismo.
Mostrano uno sguardo non convenzionale sulla realtà, ma senza rabbia, né sciocca arroganza.
Per dirla con un termine inglese divenuto celebre nell’accezione probabilmente originaria nello slang jazz degli anni ’40: sono cool.
Ecco a voi 10 cool books for Xmas!

  • Flâneur: L’arte di vagabondare per Parigi di Federico Castigliano

(autoprodotto, ordinabile su Amazon in formato Kindle e cartaceo)

Diciamolo subito: è difficile scrivere su un tema affrontato, in pagine rocambolescamente ritrovate nei primi anni ’80, da Walter Benjamin (a sua volta ispirato da Baudelaire, a sua volta ispirato da E.A. Poe) ed esserne degni. Il libro è scritto con deliziosa eleganza ma anche con considerevole erudizione. Un esempio, tratto dalle prime pagine: “Parigi è la droga del solitario, un labirinto inesauribile in cui l’ansia del possibile si placa. La città appare come una successione di scene, per cui ogni sequenza è connessa a un’altra da un filo sottile, e l’insieme si ricompone fino a creare un film coerente. È nel territorio sacro della metropoli che la camminata è diventata, per me, un rituale ascetico”. La flânerie (l’arte di smarrirsi bighellonando nella metropoli) non è un passatempo per sfaccendati: è l’esercizio spirituale che richiede più sprezzatura. Di cui questo libro è un manuale imperdibile.

  • Eterni di Elisa Giobbi (VoloLibero)

Non è una nuova uscita, ma è uno dei libri più gradevoli che ho letto nell’ultimo anno. Dopo aver raccontato le tragiche coincidenze del Club 27 (le grandi rockstar morte tutte a 27 anni, come Robert Johnson, Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain ed Amy Winehouse) in Rock’n’Roll Noir (Arcana), la scrittrice fiorentina ha avuto un’illuminazione semplice e geniale: raccontare allo stesso modo le esistenze romantiche e“maledette” dei grandi della musica classica. Con rispetto e attenzione, ecco dunque il dettagliato racconto della misteriosa morte di Henry Purcell, della fulminante giovinezza di Pergolesi, della scapigliata fierezza di Schubert, dell’infelice grazia di Bellini, accanto alle più note esuberanze mozartiane. Un tributo dotto e coinvolgente, che mostra come Chopin possa essere fascinoso come e più di Amy Winehouse e come la musica classica sia un giacimento infinito di meraviglia.

  • Rock Lit. Musica e Letteratura di Liborio Conca (Jimenez Edizioni)

Liborio Conca è uno dei più attivi critici contemporanei, ha curato per anni la rubrica Re: Books su Il Mucchio Selvaggio ed è uno dei pilastri del blog culturale minima&moralia. In questo libro raccoglie con acume le sue riflessioni sui “legami/intrecci/visioni” (come recita il sottotitolo) che uniscono musica rock e letteratura. Si parte da un obbligatorio omaggio a William Burroughs (grande padre maledetto della controcultura del Dopoguerra), si passa a una approfondita rassegna delle inquietanti atmosfere del cosiddetto Southern Gothic (tra Cormac McCarthy, Flannery O’ Connor e Nick Cave), si attraversa uno stupendo capitolo sul grande Leonard Cohen (devoto di Lorca e Kafavis), si approda sulle sponde inquiete di Albione (Morrissey vs. Robert Smith, anyone?) per infine esplorare il grande oceano della visione psichedelica, in una vertiginosa ebbrezza di citazioni e riferimenti, da Jung a Rimbaud. Un libro a tratti esaltante, un parco giochi intellettuale.

  • Inquisizione Michelangelo di Matteo Strukul (Newton Compton)

Dopo il successo planetario di Dan Brown, e delle sue raffazzonate ricostruzioni, leggo sempre con sospetto i romanzi storici legati all’aspetto occulto dei grandi artisti. Detto ciò, quindi, con la distanza di chi considera perfino il tanto celebrato Il Nome della Rosa di Umberto Eco nient’altro che un giocattolone ben costruito, ho apprezzato questo sguardo eretico su Michelangelo, nutrito di un rigoroso studio delle fonti. Anche perché, senza questa preparazione, difficilmente lo scrittore padovano sarebbe potuto diventare, come dichiarato, “lo scrittore italiano di romanzi storici più venduto nel mondo”.

Ben costruito e, se letto con giusto discernimento, stimolante.

  • Guida da combattimento a Sylvester Stallone de I 400 Calci (Magic Press)

Come dite? Una lista troppo intellettuale, troppo seriosa? Ecco, beccatevi questa!

I 400 calci sono il gruppo fondatore di uno dei siti di critica cinematografica più affilati e orgogliosamente anti-snob (i nickname dei redattori sono tutti gustose parodie pop dei registi di culto dell’intellighenzia, ad esempio Darth Von Trier o George Rohmer). Ma questo non è certo sinonimo di scarsa competenza, al contrario: il sito (fondato da Nanni Cobretti), per dire, ha vinto per ben tre volte l’Internet Italian Award come miglior sito cinematografico.

Questo peana nei confronti di Sly non è solo un atto di folle amore filologico nei confronti dell’icona più americana del cinema anni ’80 (e più anni ’80 del cinema americano), è proprio un paletto nel cuore nei confronti di quell’amico che vuole portarvi a vedere l’ennesimo film francese su un ménage à trois composto da una violinista ingenua e  repressa, un dolcissimo esistenzialista impotente e un maniaco nichilista sudicio e manesco (e per questo irresistibile).

  • Come Ibra, Kobe, Bruce Lee di Franco Bolelli (Add Editore)

Negli ultimi anni, soprattutto dopo il celebre saggio di David Foster Wallace su Roger Federer come esperienza religiosa, la riflessione estetico-filosofica sullo sport non è più mero appannaggio di rare penne raffinatissime, come nei decenni precedenti Brera o Clerici. Un giusto compromesso tra divulgazione pop e narrazione sapiente è certamente quello proposto, ad esempio, da Federico Buffa. Su questo confine, sospeso tra epica moderna e manuale motivazionale, si pone questo libro di Franco Bolelli (già autore di diversi libri, di cui tre con Lorenzo Jovanotti Cherubini). Tredici momenti iconici dello sport contemporaneo, in cui tra frequenti citazioni di Nietzsche e affermazioni provocatorie sulla superiorità di Icardi su Maradona, si illustra lo straordinario ruolo che può avere lo sport nella formazione del nostro carattere. Da regalare ai giovani atleti, ma anche a chi non ha ancora capito il potere psichico ed estetico della pratica sportiva.

  • Storie di Pugili di Marco Nicolini (Piano B)

Su una traccia affine al precedente, ma confinato all’ambito della noble art, questo libro di Marco Nicolini restituisce l’antico fascino primordiale del pugilato. L’autore, ex pugile, è partito da una pagina Facebook, poi è giunto sulle pagine de La Voce della Romagna e ora finalmente ha raccolto in un volume alcune delle sue narrazioni. Oltre alle celeberrime vicende di Alì e Foreman a Kinshasa, di Smokey Robinson e Jack la Motta nel Massacro di S.Valentino, di Rocky Marciano e Primo Carnera, Nicolini riporta alla giusta gloria, tra le tante, le storie straordinarie di Lionel Rose e Joe Grim come dei nostri Tiberio Mitri e Federico Friso, senza snobbare le più moderne vicende dell’elegante Marvin Hagler o della furia cieca di Mike Tyson. Potente e preciso come un uppercut di Sugar Ray Robinson.

  • Io sono Maria Callas di Vanna Vinci (Feltrinelli Comics)

Vanna Vinci ci ha abituato a impeccabili ed eleganti biografie di icone femminili, fiere e trasgressive, come la Marchesa Casati (Rizzoli Lizard), Tamara de Lempicka e Frida Kahlo (24 Ore- Cultura). Stavolta si è superata: Maria Callas, trasgressiva nella sua rigidissima disciplina, fiera nella sua commovente fragilità, non era una sfida facile. Se all’inizio il racconto sembra seguire un ritmo didascalico, nella seconda parte Vanna Vinci estrae dal cilindro alcune trovate grafiche ispirate da un estro colto quanto pertinente. Un fumetto in cui la Diva appare in tutto il suo umanissimo splendore di autentica icona tragica.

Degno omaggio.

  • BowieNext di Rita Rocca e Francesco Donadio (Arcana)

Questo libro è il culmine editoriale di un progetto che ho avuto occasione di seguire fin dalla sua genesi. Rita Rocca, giornalista Rai, ha avuto un’intuizione efficace: all’indomani della notizia spettacolarmente commovente della morte di David Bowie, raccogliere in un documentario testimonianze e tributi degli ammiratori (noti e meno noti) in tutto il mondo. Accanto a lei, nel racconto di questa avventura, Francesco Donadio, autore di uno dei libri più vicini al concetto di “definitivo” sul Duca, ovvero David Bowie. Fantastic Voyage (sempre per Arcana). Un libro che mostra come l’amore per un artista non debba necessariamente scadere nel cieco fanatismo.

  • Insulti in latino di Andy Ventura (Slow Comix)

Presento solo alla fine questo libro per una questione di pudore: ho avuto infatti il piacere di curarne la postfazione. Personalmente, l’ho vissuta come una splendida occasione per conciliare pubblicamente le due note dominanti della mia psiche: l’amore per la conoscenza e la goliardia intesa come missione. Il libro, infatti, è fin dalla copertina (omaggio agli adorati Monty Python) un matrimonio riuscito tra compiacimento scollacciato e dottissima dissertazione. Insomma, immaginate un fumetto scritto a quattro mani da Piero Angela e Alvaro Vitali, mescolate gli opposti e otterrete questa piccola perla di divulgazione oltraggiosa.