INTERVIEW
*FRANCESCO VISCUSO

by Rossana Calbi

Viaggiatore vibrante in un mondo altro



Fotografo e collagista, Francesco Viscuso supera l’immagine coprendola e ricostruendola in nuove realtà. Il percorso dell’artista catanese si sviluppa sempre verso la composizione, la sua creatività si struttura sulla molteplicità degli elementi e la loro trasmigrazione in altro. Un’epifania sempre riconoscibile, quello di Francesco Viscuso non è uno stile, si tratta di una vera essenza che risulta sempre vivida e precipua, non puoi non capire che di fronte hai un suo lavoro che si tratti di un’installazione, di uno scatto fotografico o di collage.

* Qual è stata l’istallazione più complicata e assurda che hai realizzato?

Sicuramente Lucus, un’installazione realizzata insieme a Francesca Toscano, per Interiora Festival, al Forte Prenestino, nel 2014. Abbiamo allestito una zona boschiva e buia all’interno di una delle gallerie del Forte. I visitatori erano invitati a entrare all’interno dell’opera con una torcia e si trovavano immersi in un ambiente onirico, fatto di suoni, profumi e di una serie di oggetti e fotografie che si svelavano al passare delle luci delle torce. Per un mese ho vissuto praticamente in un laboratorio di essiccazione di gran parte del materiale vegetale usato poi per l’allestimento, e felicemente sommerso nella selva casalinga di assurde fantasie!

* Hai vissuto in una città complicata e bella: Roma. Cosa continua a stupirti mentre cammini per le sue strade?

Positivamente la varietà, la possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo, uno scorcio mai visto, il giardino interno di un palazzo che si spalanca all’improvviso, una periferia che salta fuori da chissà dove, un vecchio negozio che sembra rimasto fermo nel tempo. L’altra parte della medaglia però è quella di una Roma corrotta, scomoda e inefficiente che adagiata sugli allori del passato non guarda al futuro e sacrifica l’enorme potenziale della sua gente.

* Il tuo lavoro si è legato spesso alla musica, raccontaci queste esperienze.

Il fato ha da sempre messo sulla mia strada musicanti di grande talento e ho avuto il piacere di accompagnare visivamente questi ‘viaggiatori vibranti in un mondo altro’ realizzando copertine per Lili Refrain, Vincenzo Ramaglia, Juggernaut, Wow, Titti Smeriglio. Tutti artisti diversi tra loro, ma accomunati da grande professionalità e coraggiosa passione.

* Raccontaci il tuo Folklore.

Folklore è uno dei miei ultimi progetti di collage analogico. Nasce dalla riflessione sulla mancanza di rituale sacralità nel mondo a noi contemporaneo. Al di là delle obsolete grandi religioni ancora economicamente imperanti c’è un grande vuoto spirituale. L’epoca materialista della linea retta, dell’acciaio e del vetro disegna scatole prive di contenuto e di mistero, facili da etichettare e prezzare. Lo stesso genere umano è concepito come utile solo se inserito all’interno di un sistema di produzione, tanto che ormai sembra abbia importanza solo il lavoro che si svolge e non ciò in cui si crede. Questo desolante scenario anestetico, le cui origini sono da ritrovare nell’anima stessa dell’uomo, ha dato vita a un vizioso solipsismo, la nostra più dannosa malattia. In un tale contesto, Folklore si avvale di un simbolismo contemporaneamente antico e ‘futurista’ per evocare il caos ibrido di una minacciosa mutazione genetica da un lato e dall’altro la speranza di una rinnovata armonia tra Uomo e Regno Naturale, che consenta di lasciare in eredità a chi verrà un pianeta rivivificato da popoli coscienti e da culture di non discriminazione.

WEB* francescoviscuso.blogspot.com