GALLERY
*DMAKE

by Rossana Calbi

Un nuovo spazio a Roma dedicato alla street art: dMake.

dMake non è la classica galleria d’arte che cavalca la tigre scivolando sulle pareti, l’attenzione che ha nei confronti delle opere murarie ha un senso concreto: dMake è uno studio di architettura che lavora con nuove tecnologie e che struttura nuovi spazi. Per questo motivo, dMake analizza l’arte in un contesto urbano perché si occupa dell’essere umano e dei suoi limiti strutturali e li analizza anche nel suo sviluppo sulle pareti esterne, tanto da riportarli all’interno dei progetti espositivi nel cuore del rione Monti di Roma.


* Architettura e arte contemporanea: quale preferite e proponete?

Ci piace l’architettura che gioca con lo spazio, capace di sorprendere ma anche di rispondere in modo adeguato alle esigenze della committenza. Alcuni aspetti che caratterizzano il nostro lavoro sono gli spazi flessibili, il design di arredi trasformabili e un’architettura pulita capace di adattarsi alle esigenze spaziali delle persone. Giochiamo spesso sul mix tra elementi moderni dalle linee semplici e altri dal sapore più vintage e caldo.
L’arte contemporanea che proponiamo nasce a volte da incontri inaspettati. In linea generale ci appassionano le nuove collaborazioni, specialmente se legate al mondo dell’architettura, e quindi della ricerca sullo spazio.

* La street art e la urban art, quali le differenze estetiche più che concettuali che individuate?

La street art nasce dalla necessità dei ceti più poveri e deboli di New York di esprimere la propria energia trasgressiva, ecco quindi i primi veloci graffiti e tag su metropolitane, tunnel e muri, per arrivare a vette sempre più alte, vere e proprie opere d’arte su muro che hanno però perso il fuoco politico e ribelle degli albori.
Nella urban art invece, si legge il desiderio a volte esplicito, altre velato, di aprire un dialogo con il contesto, come accade, ad esempio con gli interventi site specific di Tresoldi, Summa o Christo, che si inseriscono in contesti urbani a volte di grande rilievo con i quali diventa impossibile non instaurare un qualunque tipo di confronto.
Di conseguenza gli esiti estetici sono assai diversi tra loro. Da una parte persiste il segno sul muro con le varie sue declinazioni legate alla personale ricerca espressiva dello street artist, che libera il proprio mondo sulla città, dall’altra l’estetica formale è pensata per relazionarsi in maniera più diretta con il luogo, ricevendo e restituendo significati sempre diversi e biunivoci con il contesto. Inoltre, mentre prima la differenza sostanziale era tra la bidimensionalità della street art e la tridimensionalità della urban art, oggi sono sempre più frequenti delle vere commissioni tra le due arti.

* Avete iniziato la stagione espositiva del 2018 con la collettiva di venti artisti legati a Memorie Urbane, quale il vostro rapporto con questo festival?

Sono diverse le mostre collettive e personali realizzate in collaborazione con Memorie Urbani. In questo senso dMake si è posto come vetrina di un mondo da scoprire: quello giovane e internazionale degli street artist, ognuno portavoce di una visione personalissima della vita e della società. Abbiamo avuto il piacere di collaborare con personalità molto interessanti del panorama internazionale, come Deih, Chazme 718, FRZ, Andrea Ravo Mattoni, e tanti altri.
La collaborazione con Memorie Urbane e con l’organizzazione 25 novembre ha portato alla realizzazione del primo murale a Isernia (opera dello street artist argentino Alaniz), in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

* La prossima mostra sarà un progetto personale? Come state procedendo nel lavoro curatoriale?

La prossima mostra riguarderà la personale dello street artist Lume, di origine campana, che preparerà delle opere appositamente per questa personale.
Il progetto curatoriale è di Davide Rossillo. Il tela della personale Lume – Flash riguarda la riappropriazione dello spazio da parte della natura attraverso l’elaborazione di suggestivi pattern organici creati dall’artista campano. Per questa mostra l’artista ha creato dei pezzi limitati su carta e ceramica.

WEB * dmake.itfacebook.com/Dmakestudio