TATTOO
*LUCILLE NINIVAGGI

by Rossana Calbi

Trust You

L’ibrido è sempre un terreno fertile, anche perché rifiutando la mescolanza rischiamo solo la sterilità. Quindi, i nostri punti fermi, che saranno comunque il frutto di concimi ben calibrati nella loro acidità rispetto al seme che hanno fatto crescere, si sono evoluti grazie a un miscuglio in cui non primeggia nulla, ma da cui è nato altro. Così si sviluppa Roots, lo spazio ideato e voluto dalla tatuatrice Lucille Niniviaggi. Un luogo in cui l’estetica diventa accoglienza e il bello si dichiara fuori per arrivare fortemente all’interno, per creare benessere. Un arredamento antico che ricorda il salotto della nonna, e forse anche i suoi abbracci, e una ricerca verso un cambiamento della bellezza intesa in modo rassicurante, che magari alle nostre nonne non sarebbe piaciuta molto, ma di cui avrebbero apprezzato il coraggio.

* Roots è un luogo ibrido; ci si occupa della pelle e dei capelli, come si intreccia quest’accudimento estetico totale dei vostri ospiti?

Roots nasce come un luogo dove potersi prendere cura di noi stessi sentendosi a proprio agio. Tutto parte da qui, stare bene in un posto che ti fa star bene.

* Quali sono le tue radici e dove hai messo posto le tue nuove diramazioni?

Ho ricordi di me fin da piccola con le matite colorate in mano.
Ho sempre sognato di creare. Cosa, non sapevo esattamente, ma sapevo che volevo fare qualcosa di creativo.
Dopo il liceo, mi sono fermata con gli studi perché non avevo la possibilità economica di proseguire. Ho fatto tanti lavori nella mia vita, poi un giorno sono riuscita a entrare in uno studio stilistico. In quel mondo sono rimasta circa quattordici anni. Sono cresciuta. Poi però qualcosa mi stava stretto. Avevo bisogno di essere felice e non incastrata in dinamiche malsane. 
Allora ho coinvolto i miei più cari amici e ho parlato loro di un posto, dove poter costruire e far stare bene gli altri, stando bene noi in primis.
Ricordavo Fiorucci, ero innamorata, era un posto magico, solo l’entrare ti faceva sentire speciale. Potevi spendere tanto o poco non importava, importava entrare lì dentro e vivere quel mondo parallelo. Io Roots l’ho immaginato così, non un normale negozio ma un luogo di  incontri, condivisioni, creatività, un salotto creativo.
Ecco le mie radici!


Il pezzo che hai addosso che ti racconta di più?

Una frase semplice, in un inglese neppure così tanto corretto forse, ahahahah! TRUST YOU.
In realtà tutti i miei tatuaggi sono importanti, rappresentano e immortalano momenti per di più difficili. Amo ricordare nel bene e nel male.

Collaborazioni e incontri, quali i più importanti nel tuo percorso artistico e lavorativo?

Sono sempre stata una curiosa, volenterosa di imparare dagli altri. Credo che ascoltare le persone e condividere delle emozioni sia la più grande e personale crescita artistica e lavorativa. Quando collaboro sposo non solo il progetto, ma anche le persone che me lo propongono, la pancia racchiude emozioni che vanno ascoltate, non sono solo i compensi economici che ti fanno crescere ma anche le condivisioni e la gratitudine nel sapere che qualcuno crede in te a tal punto di chiederti delle collaborazioni, più o meno grandi.

 WEB* www.rootsmilano.com