EXHIBITION
*SHRI MATAJI

by Chiara Babuin

La riscoperta delle Origini a Villa Borghese

È stato un vero e proprio evento, intenso nella sua reale definizione, quello che ha avuto luogo domenica 23 settembre, all’interno di Villa Borghese, a Roma.
L’edificio della Casa del Cinema ha infatti ospitato l’eterogeneo programma di “Una Madre per Tutti”, organizzato dai volontari di Sahaja Yoga.
Una giornata interamente dedicata a far scoprire la tecnica meditativa ideata da Shri Mataji Nirmala Devi solo nel secolo scorso, ma che affonda le sue radici nelle origini del Sacro; ma anche nel Sacro delle origini.
Ma andiamo con ordine.
“Una Madre per tutti” inizia con una mostra didattico-fotografica su Shri Mataji Nirmala Devi.


Passando da un pannello all’altro si viene a conoscenza che Shri Mataji è stata una figura realmente eccezionale, priva di qualsiasi macchia oscura durante la sua vita: bambina di grande intelligenza e sensibilità è cresciuta nell’ashram del Mahatma Gandhi. Sin da giovanissima ha combattuto, secondo i canoni della non-violenza gandhiana, per la liberazione dell’India dalla corona inglese. Per questo Nirmala è stata imprigionata e torturata, resistendo, sicura della sua battaglia. E infatti nel 1947 l’India è stata finalmente liberata dal giogo britannico. In seguito, Shri Mataji ha studiato Medicina, per poi sposarsi con un diplomatico indiano, dal quale ha avuto due figlie.
Una volta cresciuta e resa indipendente la famiglia, Shri Mataji mise a frutto i suoi profondi studi sulla natura umana, creando un sincretismo tra nozioni scientifiche mediche e gli antichi saperi del cosiddetto “sistema sottile”, ovvero il sistema dei centri energetici chiamati chakra.

Il risultato di questo connubio è una tecnica meditativa che induce a uno stato di connessione chiamato “Realizzazione del sé”.

Come spesso accade in questo tipo di rassegne, il timore di essere vittime di un pensiero devozionale settario è sempre presente: si parla di spiritualità, di brutture sciolte e risolte con la meditazione, di energie che non possiamo vedere. Chi è interessato a questi temi sa che, paradossalmente, dietro a queste nobili discipline interiori, spesso possono nascondersi insidiosi e pericolosi insegnamenti di falsi guru, che agiscono spesso solo per il loro tornaconto.

Ma in “Una Madre per tutti” questo pericolo sembra non esserci. Proprio per la base medica dell’ideatrice di questa tecnica, si invita ad approcciarsi ad essa con piglio scettico, o meglio, scientifico: cioè, dubitare fino a prova contraria.
Si legge infatti in uno dei pannelli espositivi: “L’unica cosa che possiamo fare è assumere un atteggiamento scientifico, cercare di avere una mente aperta […]. Se andiamo in una qualunque università, cerchiamo di capire quel che c’è lì, nello stesso modo, quando vogliamo scoprire la verità, dobbiamo avere una mente veramente aperta”. E ancora: “… sperimentate la Realizzazione. […] Non sarete forzati a farlo, come potreste altrimenti gioire della libertà dello Spirito? Dunque tutto è nelle vostre mani, siate liberi e accettate, che poi raggiungiate o no la realizzazione”.

Ma cos’è dunque questa realizzazione e come si fa a sperimentarla? Per scoprirlo, basta arrivare al termine della mostra ed entrare in Sala Deluxe, dove i volontari di Sahaja Yoga, da mattina a sera, si mettono a disposizione per far provare questa esperienza.
Si tratta di risvegliare l’energia madre (da qui il nome dell’evento), insita in ognuno di noi, addormentata nell’osso sacro. Adesso, una frase simile potrebbe suscitare l’ilarità e lo scetticismo dei più, tuttavia, un video, questo proiettato nella Sala Kodak dell’edificio, dimostra che storicamente il mito de La Grande Madre, questa energia onnipervadente che tutto genera, ha percorso tutte le civiltà, di tutte le epoche in rappresentazioni archetipiche: dalle generose veneri del paleolitico, all’egizia dea Iside; da Pallade Atena alla Madonna cristiana. Figure ben immortalate dagli artisti di ogni civiltà.
Tranne quella contemporanea, a quanto pare – eccezion fatta per l’Energia Sferica che compare in Dragon Ball Z.

Tuttavia, grazie alla tecnica creata da Shri Mataji, è possibile andare ben oltre la rappresentazione di questa energia materna, della mera raffigurazione del suo archetipo. È possibile, appunto, sperimentarne il suo risveglio.
Ecco quindi che i meditanti, quasi tutti molto giovani, in forma completamente gratuita (discreta garanzia dell’onestà dell’iniziativa) hanno guidato questo risveglio, tramite una meditazione collettiva, che consisteva nella combinazione di gestualità volta a indirizzare l’attenzione in noi stessi e in questa energia interiore.

Dopo la meditazione, gli astanti sono stati omaggiati da canti (bhajan) e danze (bharatanatyam) indiani. Non per mero sfoggio folkloristico, ma poiché queste espressioni artistiche sacre sono considerate propedeutiche al manifestarsi dell’Energia Madre dentro di noi.
Ognuno dei presenti sa se questa energia è stata destata o meno, poiché la medesima si manifesta fisicamente all’interno del corpo di chi la risveglia.
Per quanto può essere assurdo, provare per credere. Questa era la premessa e questa vuole essere anche la conclusione, poiché di fronte a qualcosa di così sconosciuto, dopo non possono che aprirsi le porte della Conoscenza. Perchè è di questo che si tratta: uscire dalle proprie imposizioni culturali ed egoiche, per imboccare il cammino della Conoscenza che è fatta in primis di ricerca costante, per tentare di dare una risposta a quelle domande interiori, che, almeno una volta nella vita, ogni essere umano si pone: da dove vengo io e tutto ciò che vedo e sento?.
Ce lo hanno insegnato Eraclito, Socrate, Dante, Botticelli, Leonardo da Vinci, Leopardi,Tarkovskji e moltissimi altri geni della nostra cultura: l’uomo tende all’Altrove e per raggiungerlo deve andare oltre sé stesso, per diventare “ciò che si è”, tanto per citare il filosofo dell’Eterno Ritorno, Friedrich Nietzsche.