INTERVISTA
*JOSÉ WITTEVEEN

by Rossana Calbi

Street Gods and Divine Sinners

Rosa

Un cammino per l’Europa e un anno di lavoro a Roma che si racconta nella mostra ospite fino al 22 maggio presso la galleria Parione9. José Witteveen è un’artista olandese che usa le incisioni in acquaforte per raccontare il presente, un’antica tecnica per ritrarre un incontro che descrive in un volto, una faccia che descrive un luogo più del suo paesaggio.

Nelle sue stampe, l’artista indica la volontà di fermarsi in un istante che non sia così volatile come quello di uno scatto fotografico. Street Gods and Divine Sinners è un percorso reale, il momento finale in cui i volti negli occhi della Witteveen si ritrovano in un unico momento e un unico luogo.

* Berlino, Edimburgo o Reykjavík e ora: Roma, le espressioni che ritrovi sempre in ogni volto e in ogni città?

Be’, ci sono differenze sempre più piccole da trovare in ogni città, e naturalmente le persone sono condizionate in modo diverso in ogni luogo.
L’Islanda, per esempio, è un’isola con pochi abitanti, molta natura ed è, ovviamente, completamente diversa da Roma, credo che al momento ci siano quattro o cinque  milioni di persone che vivono qui.
In ogni posto in cui vivo mi interessano molto le persone che mi circondano e mi piace catturare il volto di questo momento nel tempo.
La gente è essenzialmente la stessa, nel senso che tutti noi abbiamo sogni, speranze e paure e siamo fortemente influenzati dal secolo in cui viviamo e dal suo passato.
Siamo tutti fatti di storie, e mi interessa molto, ma anche in che modo l’essere umano si comporta sotto l’influenza di cose come Internet. Questo fa parte delle mie riflessioni nel mio ambito lavorativo.

Laila

* Hai portato Roma in una mostra, la tua prima mostra personale, quali gli incontri che ti hanno più colpito e che hai voluto raccontare in questo progetto?


Ho provato per la prima volta a catturare l’atmosfera, il genius loci delle strade di Roma mentre esploravo la città. Ho imparato molto su questa città studiando la sua storia e ascoltando molte storie dalle persone che ho incontrato qui.
In questo modo le immagini superstiziose delle strade per me sono diventate immagini con una storia infinita.
Per saperne di più ho anche iniziato a parlare a caso con gente per strada e intorno a Corviale (quartiere di Roma, n.d.r.), dove si trova il mio laboratorio. Ho passato molto tempo con loro sul mio balcone e ho parlato per infinite ore della loro vita.
Ho tradotto questo nei loro ritratti e in quelli delle strade di Roma. A volte rimangono solo forme astratte e solo alcune parole continuano a risuonare e rimangono nella mai testa.
Ho trasformato questo in opere d’arte che si possono trovare nella mostra presso Parione9.
La mia volontà era di mettere uno specchio davanti allo spettatore, riflettere su questa società. Mi sembra che il motto cartesiano, cogito ergo sum, non abbia più valore, ma funziona di più il “condivido quindi sono”. Siamo tutti così accecati perché desideriamo tutti essere amati.
L’umano postmoderno sta attraversando il mondo come se fosse un turista, senza alcun piano di viaggio, in cerca di nuove esperienze, in cerca di una soddisfazione a breve termine.
È così importante comunicare in modo reale: faccia a faccia. E bisognerebbe dire ai propri cari o alle persone che incontri, che conosci e di cui ti fidi, cosa ti passa per la testa.
Tutti gli incontri per me hanno avuto un valore speciale e, come ho detto prima, voglio riflettere sulla città e sulla sua gente. Il nostro cervello è fatto per pensare, ma lo intorpidiamo costantemente.
Sartre ha detto che l’inferno sono gli altri, ma l’inferno di questi tempi sembra essere il fatto che ci sono molte persone che si sentono sole o completamente isolate.
Nel modo in cui condividiamo costantemente il nostro nulla online, noi diventiamo nulla.

Song bird

* Quali sono i passaggi del tuo racconto per immagini?

Voglio portare le nostre paure, i miei demoni, le mie speranze, le mie divinità che colorano il nostro mondo alla superficie.
Tutto è visto attraverso i miei occhi così ogni opera d’arte è parte di me. In ogni opera mi trasformo in una guida, una guida che è consapevole della sua vita e conduce le persone in uno stato in cui pensano e agiscono in modo più significativo. Questo è uno degli scopi dell’arte.

Roma

* Un lavoro che ha un’espressività semplice e che ritrova un linguaggio antico, descrivici la tua tecnica.

Mi esprimo anche attraverso la scrittura, il disegno, la pittura e i suoni.
L’incisione è la tecnica che ho usato di più negli ultimi quindici anni per mostrare le mie idee, ricerche e riflessioni.
Lavoro con il rame, su cui realizzo disegni con una matita appuntita e poi produco toni con i prodotti chimici.
Dopo questo processo è possibile realizzare diverse copie su carta dalla lastra di rame.
Sono ancora affascinata dall’equilibrio tra tecnica, calcoli e la parte in cui l’incisione prende il sopravvento. La crudezza del suo aspetto rispetto alla perfezione di colore, linea e struttura che puoi ottenere è ancora una sfida.

WEB* josewitteveen.nl parione9.com