INTERVISTA
*STELLA TASCA

by Rossana Calbi

On the Wild Side

Il colore si stratifica sulla carta, si libera delle forme standardizzate e le immagini vincono sulla materia della quale si devono nutrire per la loro rappresentazione. On the Wild Side è il ritorno espositivo dell’artista romana Stella Tasca nella sua città, Roma, dopo la collaborazione con la galleria amaneï di Salina dello scorso anno e pronta ad altri progetti per l’estate imminente, Stella Tasca presenta i suoi animali, tigre e balena invase da colori pop in un allestimento che riempie ogni spazio della galleria capitolina Parione9 fino al 30 giugno 2018.
On the Wild Side è un progetto espositivo in cui l’opera d’arte non ha più solo la funzione di portarti al bello, ma diventa oggetto di design in cui la funzione si accompagna all’estetica e al significato. Stella Tasca ritorna a coniugare la praticità con la forma, un concetto che ritroviamo in tutto il suo percorso artistico.


* Il tuo ultimo progetto racconta nuovamente gli animali, quali aspetti dell’animo ferino hai voluto analizzare?


On the Wild Side è una celebrazione della bellezza del mondo animale e floreale. Scaturita da un sentimento di estranea quotidianità verso il naturale. L’immenso artificiale in cui viviamo ci è normale, e il mondo reale intorno ci è completamente sconosciuto.
Non sappiamo riconoscere un animale da un altro, non conosciamo l’aspetto degli alberi da frutta che mangiamo ogni giorno o distinguere una pianta carnivora da fiori curativi.
Tutto questo è pazzesco e va rivalutato.
Abbiamo più confidenza con l’ascensore e il modem che con gli elementi reali che ci permettono di vivere.
La mia è una dichiarazione d’amore per questo spettacolare aspetto della vita di cui noi tre razze: umani, animali e piante facciamo parte.
C’è un fascino, una perfezione  nella ferocia e nel selvaggio che cerco di rimandare in questa mostra, una poetica tutta mia che esprimo poi con colori e tecniche super pop.

* Il tuo rapporto con gli animali è una scelta quotidiana: sei vegana da oltre vent’anni, quando ancora il termine vegano non aveva un significato riconosciuto? Come è nata questa scelta e come si sta sviluppando nel tuo quotidiano?


Sono vegana da ventuno anni, da quando dire la parola vegana suscitava strane smorfie e completa ignoranza. La motivazione manda avanti, anche se all’epoca era difficile trovare anche le cose basilari per questo tipo di dieta. Ora sono felice di sentirne parlare senza difficoltà che ci sia una scelta vastissima e più semplicità nel supportare questo stile di vita. È giustissimo che sia così, bene!
Ma soprattutto, sono contenta che nessuno si senta più in diritto di fare il paragone con il leone che mangia la gazzella e la mia “rinuncia”, come se il primo fosse normale e io non lo fossi e come se io poi fossi un leone!

* Sei stata la titolare di una galleria d’arte nella Capitale, quali sono gli artisti che hai ospitato e che adesso ti rendono fiera del tuo occhio da lince?


Ho avuto due gallerie: Galleria Stella e Temporary Love Gallery. Due spazi con progetti diversi ma comunque con un’idea comune. Gli artisti con cui ho collaborato sono tantissimi, non che li abbia lanciati io erano già molto bravi  e ferratissimi all’epoca ma nomi come Diamond e JBrock hanno esposto da me alla loro terza mostra (come diceva proprio il comunicato) con al mostra Stickerism quando l’uso dello sticker era ben lontano da quello di adesso.
Nicoz Balboa espose due volte da me quando ancora si firmava Nicoletta Zanchi.
Il fotografo Roberto Timperi da me fece una delle sue primissime mostre e proprio in questi giorni è in mostra con un grande lavoro, Amor, al nuovo centro internazionale di fotografia di Palermo, o Miriam Leuchter che oggi è editor di Popular Photography.
Matteo Peretti che ha esposto anche alla Biennale di Venezia.
Insomma tantissimi nomi di visionari vari della street art, dei graffiti, della neopop, della tattoo art: Lucamaleonte, Sten & Lex, Pax Paloscia, Why Style, Amanda Toy, Rudy Fritsch, Paolo Guido , Desiderio, Zaelia Bishop, Elio Varuna, Zoe Lacchei, Karenina Fabbrizzi, Cesko, e tanti altri con cui ho lavorato bene.

* Stai lavorando a un nuovo progetto dedicato ai pirati, chi è già pronto a impugnare la spada?


Sto lavorando a un grande progetto in cui vorrei invitare e coinvolgere artisti di vario genere cominciando da quelli romani. Si chiama Pirate Your Government . L’idea è quella di esprimere attraverso anche il volto e l’approvazione degli altri il mio fuck personale o più carinamente detto disappointment riguardo certi personaggi o situazioni.

L’ho pensato in varie tappe e una importante sarà ad agosto al Beu Beu Festival , la mostra si chiamerà MEGA POSTER. Sono cinque ritratti su carta alti più di due metri, l’ uso della parola poster è per dare un senso di propaganda e manifesto.
Sono felicissima di aver coinvolto per questa tappa Mr. Bankeri, Pax Paloscia e Amalia Caratozzolo, DolceQ e il resto è da scoprire.

WEB* stellatasca.it • parione9.comfacebook.com/beubeuartfestival
Foto di Diana Bandini