GALLERY
*CARACOL

by Rossana Calbi

Federico Cano Correa: «io credo assolutamente nelle donne»

Torino è sicuramente uno dei capoluoghi dell’arte italiana, la creatività regna sovrana tra le strade larghe e ordinate: Paratissima risponde ad Artissima, Millo domina sulle pareti periferiche rispondendo con il suo stile alla compostezza dello spirito elegante della città, la prima capitale d’Italia reagisce al meglio a tutti gli stimoli artistici, anche all’illustrazione. In una delle corti del centro cittadino Federico Cano Correa ha fatto sposare la carta e il design, da Caracol Arte l’illustrazione è il punto d’incontro della creatività che prende forma negli oggetti presenti nello spazio. Le forme rispondono a una progettualità esplicata e semplificata su carta nei concetti degli illustratori che nelle loro figure concentrano un racconto, un’idea, un modello e non un semplice estro. L’ordine torinese non poteva non amare il rigore illustrativo.

* Caracol è uno spazio dedicato all’estetica: forme, colori e parole studiano e materializzano concetti raffinati che sembrano avere direzioni divergenti. Oppure questo spazio ibrido nel cuore di Torino ha indicazioni precise nella sua ricerca?

È corretto dire che Caracol è uno spazio ibrido. Quando ho aperto la galleria nel 2012 la mia ricerca era incentrata sul rapporto che gli artisti avevano con i materiali: dal ferro, alla vetrofusione, passando per la carta giapponese e la sabbia ma la grafica è stata da sempre il principale polmone di Caracol. Il 2015 è stato l’anno di una svolta molto importante. Ho spostato la mia sede nel cuore di Torino e ho deciso di cambiare la mia stessa concezione di galleria d’arte, trasformandola in un vero e proprio art-shop, in parte galleria d’arte e in parte negozio vero e proprio, avvicinando l’arte alle persone comuni, normali, quelle che solitamente dicono “io di arte non ci capisco niente” invitandole a entrare senza timori reverenziali (come spesso capita con le gallerie), e ho trovato nell’illustrazione la perfetta sintesi di questa idea.

* Un’attenzione precisa all’illustrazione: quali sono gli artisti delle nuove generazioni e cosa raccontano di nuovo sulla carta?

L’illustrazione è democratica, semplice e leggera (e non vuol dire superficiale); crea un rapporto semplice con chi la guarda, inoltre ha una forza narrativa intrinseca che nessun’altra forma d’arte ha. Il suo compito è di raccontare una storia (o un’emozione) con una sola immagine. Scelgo illustratori con un forte tratto personale, oltre che con uno spessore professionale riconosciuto. La maggior parte degli autori con cui lavoro collabora con i principali giornali mondiali, dal «The New Yorker», «The New York Times», «Le Monde», «Internazionale», «La Repubblica», «Sole 24 Ore» per dirne alcuni o con brand molto importanti, dalla moda alla pubblicità. L’illustrazione sta conquistando il nostro quotidiano e il mio intento è di estrapolare le immagini dai giornali, e riviste e portarle a essere veri e propri quadri per le case delle persone normali. Alcuni dei miei autori hanno un tratto più astratto, altri surreale, altri ancora si rifanno ai classici del cinema, ed è difficile definire in poche parole gli stili di ciascuno di loro. Ad ora fanno parte della scuderia Caracol: Ale Giorgini, Riccardo Guasco, Marco Cazzato, Elisa Talentino, Pablo Lobato, Matteo Berton, Hikimi, Philip Giordano, Daniele Catalli, Laura Savina, Elisa Vendramin, Lorena Canottiere, Chiara Fucà, Fernando Cobelo, Francesco Poroli e Camilla Falsini.

* Fino allo scorso 31 marzo sono state cinque le MUSÆ di Caracol, quali ispirazioni hanno portato al pubblico torinese?

La mostra MUSÆ volevo farla da tempo: avoro con diverse illustratrici di cui apprezzo soprattutto la loro forza e la loro  delicatezza che poi credo sia l’anima di una donna e io credo assolutamente nelle donne. Questo mondo governato da uomini afflitti da troppe sindromi ci sta portando alla rovina in maniera inesorabile, credo che alla fine saranno le donne a salvarci e credo anche che lo facciano già ogni giorno, però non sappiamo accorgercene. Tornando alla mostra, ho deciso di mettere assieme cinque stili molto diversi proprio per mostrare al pubblico come cinque donne differenti approcciano alla propria narrazione per immagini. Laura Savina e Camilla Falsini l’anno scorso erano in mostra alla Bologna Children’s Book Fair e mi avevano conquistato. Elisa Vendramin credo sia una delle figure più interessanti del panorama attuale perché è completamente inedita e originale, i suoi collage digitali e non sembrano arrivare da un universo lontano. Infine Chiara Fucà, giovane torinese tra i tratti più interessanti di questa città. Il pubblico ha apprezzato, ha colto il messaggio e si è lasciato trasportare dalle immagini, che è poi la cosa più importante.


* I prossimi progetti espositivi della galleria?

Ho altre due mostra in programma, una ad aprile con Daniele Catalli, romano di nascita ma torinese di adozione, che si chiamerà Una sola moltitudine. Sarà una retrospettiva sul suo lavoro, che spazia tra tutte le tecniche di stampa, da tavole personali, progetti con richiami al mondo classico e le tavole originali del suo ultimo libro La Battaglia delle rane e dei topi edito in Italia da Ippocampo e che gli è già valso diversi riconoscimenti internazionali, tra cui la selezione alla Society Of Illustrators di New York e il premio come Miglior opera giovane alla Nuit Du Livre. A maggio poi ci sarà la personale di Emiliano Ponzi, della quale sono molto orgoglioso.

WEB* caracolarte.it