5×1 #109
*DAVIDE BART SALVEMINI

by Redazione DATE*HUB

5 (+1) illustrazioni raccontate

Appuntamento numero 109 con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio… o lo schermo”.

Oggi è il turno di Davide Bart Salvemini!

Ecco come si racconta bilingue: «Mezzo pugliese, mezzo romagnolo, gigante avventuriero che trova nel disegno il mezzo per evadere dalla realtà. Dopo un diploma in Elettronica e 5 mesi di Criminologia decide di cambiare destino laureandosi prima all’Accademia di Bologna e infine all’I.S.I.A. di Urbino in Illustrazione e grafica. Ama la psiche, i viaggi e i viaggi della psiche.
Half from Puglia, half from Romagna, a wonderer giant who finds in drawing the way to escape from reality. After a degree in Electronic and 5 months in Criminology he decides to change his fate by taking a degree in Fine Arts at Bologna Academy and a master’s degree in Illustration and Graphic Design at Urbino I.S.I.A.. He loves the mind, the travels and the mind’s travels.»

Conquistadores N°1
Se non ricordo male era il 1520. Il luogo…una piccola landa desolata di un’America ancora da conoscere. Da dietro un piccolo cespuglio scorsi un cavaliere dalle strane sembianze, che guardava, con fare pensieroso, il tramonto che moriva, lentamente, sulla linea dell’orizzonte. Curioso mi voltai verso quella direzione e vidi, in preda ad un sentimento misto di paura e meraviglia, una nave che a vele spiegate si avvicinava alla costa. Da li a pochi giorni, la terra che in quel momento mi circondava, sarebbe stata incendiata e calpestata da soldati spietati e animati dal furore della conquista.

Golfers
Era notte, quando una band, di nome Golfers, mi chiamò per curare l’immagine della loro musica. Accesi l’mp3, ascoltai il primo pezzo poi a seguire tutto l’album. La notte iniziò ad essere più scura e vidi, tra i meandri della mente, una grotta infinitamente profonda, come una voragine che sprofondava verso l’orizzonte. Nel silenzio più profondo senti un suono acuto che si avvicinava sempre più espandendo le proprie vibrazioni. Di colpo, come un’apparizione, vidi uscire dall’oscurità un enorme pipistrello dalle strane striature. Fui completamente folgorato dal suo sguardo, tenace ed aggressivo come la più forte fra le fiere.

Mazzate
Era estate, a Terlizzi (Ba) dove sono nato, e se non ricordo male mi trovavo in un piccolo bar durante il festival d’illustrazione Chiù in compagnia di amici illustratori. Ora che ricordo bene era Luglio, verso la fine se non sbaglio. Così tra una chiacchierata e l’altra venimmo tutti rapiti dal fragore di vetri infranti. Ci catapultammo sulla strada e fummo partecipi di uno evento epocale. Due uomini vestiti con solo degli slip da mare ed una maschera a coprirne il viso, erano dediti ad una lotta degna dei migliori wrestler. Vidi salti, capriole, pugni veloci come saette seguiti da schivate fulminee. Ci divertimmo un sacco quella sera, alla fine non ci furono vincitori e insieme ai lottatori prendevo l’ultimo, vero amaro della buona notte.

Munari
Munari fu il primo che mi diede la possibilità di vedere la poesia del quotidiano. Così, sulla spiaggia rocciosa, vidi tra sassi uno in particolare, sulla cui pelle mi pareva veder nascere una rosa. Lo colsi, come si coglie un fiore, lo portai a casa e lo sotterrai in un vaso. Sto ancora aspettando che nasca. Peccato aver conosciuto quell’uomo solo a parole.

Io dentro me.
E’ difficile far questo lavoro senza aver libero accesso a quel bambino che è dentro di noi. Spesso quest’ultimo diventa così forte da prendere il sopravvento e muovere i nostri passi. Così, durante una sessione di meditazione nello spazio profondo, vidi la mia pelle sciogliersi mostrando i tratti di quell’esseriyno che, sicuro di se, tirava i fili dei miei arti. In un primo momento ebbi paura…poi capii. Se vi interessa, siamo diventati ottimi amici.

Psycho-batman
A Gotham City girano strane sostanze, la cui forza distruttiva mi ha sempre impaurito. Non ricordo più il momento ed il preciso luogo in cui vidi Batman, in preda alla follia, volare su un Gargoyle nucleare inseguendo un Joker in lacrime. Si, per la prima volta, ebbi compassione del pagliaccio.

WEB* www.davidebartsalvemini.comIG