GALLERY
*FABER

by Rossana Calbi

Cristian Poretta, l’uomo che fa!

Mentre passeggi nel centro di Roma con due amici artisti non puoi non scoprire luoghi pieni di interesse che ti domandi perché fino ad ora ti siano sfuggiti.
Così, mi sono imbattuta in FABER, via dei Banchi Vecchi 31.
Questa scatola bianca con le illuminazioni accurate dà il giusto rilievo alle opere d’arte poliformi, e dimostra subito il suo coraggio: pittura, fotografia e scultura mescolate assieme senza nessuna forzatura. Semplicità e linearità per far esplodere l’arte nella sua totalità, mischiando i linguaggi del saper fare. Qui si uniscono i vari linguaggi non cercando un vero e proprio filo conduttore, ma una direzione comune. Chi ci accoglie è Cristian Porretta, capiamo subito, dal sorriso ampio, dalla volontà di spiegarci ogni minimo dettaglio e dalle risposte pazienti alle nostre innumerevoli domande, che il mood rispetto alle gallerie capitoline è ben diverso. Perché l’arte va fatta e va soprattutto presentata bene e con bene si intende: con la volontà di soffermarsi su ogni punto, su ogni dettaglio di fronte a ogni suo interlocutore. L’arte dovrebbe insegnarci la gentilezza, e da FABER ci è riuscita.

*Come nasce FABER? Qual è stata l’idea iniziale e quanti i problemi burocratici per tirare su una galleria nel centro di Roma?


La galleria d’arte FABER nasce cinque anni fa. Dopo un quinquennio come direttore artistico presso un altro spazio, mia moglie e io abbiamo deciso di realizzare un sogno e di aprire una galleria d’arte contemporanea completamente indipendente.
L’idea è stata fin dall’inizio quella di affrontare questo tipo di ambiente, verso quale ci sentiamo in qualche misura estranei in termini di mercato e dinamiche che lo governano, in un modo molto personale.
Determinante, secondo il nostro punto di vista, è la volontà di perseguire con coraggio una linea artistica determinata e ricercare, attraverso una rigida selezione, una qualità massimale delle proposte.
Difficoltà e problemi iniziali non sono certo mancati; da un punto di vista logistico e burocratico non si ha il minimo aiuto da parte delle istituzioni o dell’ambiente romano, anzi.

*La scelta del nome FABER indica una specifica volontà nella ricerca di artisti con in possesso la tekné, quale tipo di azione volete approfondire nel vostro spazio?


Il nome FABER è stato pensato esattamente nel senso latino del termine: colui che è in grado di creare.
Difatti, pur proponendo un tipo di arte assolutamente contemporanea, l’aspetto tecnico risulta determinante nella nostra proposta artistica.
Le scelte espressive degli artisti che proponiamo possono essere le più disparate, non solo pittura, scultura e fotografia, ma anche istallazione o performance, tuttavia il filo conduttore dell’azione di FABER sarà sempre il saper fare.

*In galleria avete appena ospitato Trasmutazioni, raccontatecela?


La mostra Trasmutazioni presenta cinque giovani artisti: Valerio Giacone, Manuela Giusto, Jacopo Mandich, Giulia Spernazza e Keisuke Matsuoka.
Il punto focale dell’esposizione è la materia, la sua trasformazione e fusione con vari elementi. Una riflessione sul cambiamento, un dialogo sulla mutazione esteriore e interiore, dove i vari artisti, ognuno con il proprio linguaggio (scultura, pittura e fotografia), interagiscono tra loro.
La mostra nel tempo è stata un continuo mutamento, anche per quanto riguarda l’allestimento, e probabilmente sarà riproposta in primavera in una nuova versione.

*Qual è il progetto espositivo attualmente in corso?


Sabato 10 febbraio abbiamo inaugurato l’esposizione natura pura di Giulia Spernazza.
È un progetto che ci ha dato fin da subito grande soddisfazione, pensato e realizzato interamente in site specific.
Tele, carte, pitto-sculture e istallazioni si susseguono creando un mondo armonico ed etereo di grande impatto emozionale.
La ricerca di Giulia Spernazza si centra su una dicotomia uomo-natura e da un punto di vista più formale su studi tonali e approcci minimali.
Non svelo niente di più, ma consiglio vivamente di visitare la mostra.

WEB* galleriadartefaber.com
Foto di Manuela Giusto