5×1 #103
*ANDREA MANTANI

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Nuovo appuntamento con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio… o lo schermo”.
Oggi è il turno di Andrea Martani.

Ecco cosa ci racconta: «Nasco a Riccione, mi annoio a Riccione, studio informatica fino a laurearmi in Ingegneria e scienze informatiche a Cesena, per poi capire che posso disegnare anche senza vergognarmi. Ora sto per finire il mio percorso di studi di Illustrazione presso ISIA Urbino. Vorrei sempre della musica in sottofondo, vorrei poter vedere film solo in un cinema, vorrei che la gente capisse che “il mare d’inverno” è poetico solo se non ce l’hai 5 mesi l’anno. La riviera non mi avrà.»

Acquario
Questa illustrazione fa parte di un piccolo Imagier che ho fatto nel 2017. L’imagier è un libro studiato per far associare a bambini molto piccoli parole alle cose che vedono. Io sono andato un po’ oltre e ho realizzato l’intero libretto cercando di far riconoscere di primo impatto la figura, che in un secondo momento diventa pazza, grazie a piccoli dettagli nascosti e significati travisati. Così un cappello diventa un ufo o un gatto viene deformato fisicamente dal vetro mentre nell’acquario c’è un barracuda truce che lo aspetta.
Potete vedere anche le altre illustrazioni qua: carapazienza.tumblr.com

Cartolina di Natale
Quando dei miei compagni di corso hanno organizzato uno scambio cartoline di natale per tutti gli iscritti mi sono subito messo a fantasticare su come poter fare la cosa più scomoda possibile nei limiti dell’accettabile, dato che le cartoline sarebbero state proiettate nell’aula magna. Nello stesso periodo io e il mio coinquilino @radiocomandero facevamo a gara di fiamme nelle rispettive illustrazioni. Allora ho pensato a come si festeggia il natale all’inferno, cercando di proporlo con più candore possibile. Alla fine un albero di fiamme con un rosso impossibile e una testa di Baphomet al posto della stella non solo è stato proiettato ma è anche finito sulla pagina dell’AIAP.

Il Deserto dei Tartari
C’è un progetto bellissimo su Instagram, a nome Trenta Febbraio. Lo cura Salvatore, un ragazzo che mi ha contattato per sperare con lui nella riapertura dell’Hotel La Pineta a Chiaromonte Gulfi. Si parla di una conta dei giorni, io ho scelto il 28 Gennaio (giorno 219), anniversario della morte di Dino Buzzati, alla quale sono molto affezionato. L’attesa è il cuore de Il Deserto dei Tartari, la descrive senza mai darle un nome, diventa chiaro solo quando ormai è troppo tardi. Per questa illustrazione ho ripreso i dipinti di Buzzati, soprattutto le forme, reinterpretandole. Non ho fatto molto di più, ma di queste nuvole sono ancora particolarmente contento.
Qui il suo profilo: www.instagram.com/trentafebbraio/

Il Serpente Bianco
Il Serpente Bianco fa parte di una raccolta di vecchie fiabe est-europee, è compresa tra quelle Slovene, per la precisione. Ho fatto tre tavole, questa in particolare è la seconda: lo straniero dal cappello blu confessa agli abitanti di un villaggio, infestato da serpenti, che lui avrebbe il potere di liberarli da quella terribile afflizione, all’unica condizione che gli assicurino non ci sia un gigantesco serpente bianco nei paraggi. Tutti gli abitanti mentono. Queste tavole ora sono diventate un leporello, con un serpentone che lo percorre per tutta la sua lunghezza, intromettendosi tra il testo.

Esercizio con Ibiza, New York e Venice
Recentemente mi sono imbattuto in un libro che riporta fotografie esposte a una mostra tenutasi nella mia città d’origine in occasione dell’ottantesimo compleanno del loro autore, Franco Fontana. Io, appassionato di surrealismo, metafisica e di qualsiasi cosa che ponga il reale fuori dal suo contesto usuale, sono impazzito quando ho visto i suoi paesaggi diventare geometrie di colori, smontarsi e trasformarsi in qualcos’altro. Dovevo, e devo ancora, assolutamente imparare a mescolare le figure in quel modo, ecco perché mi sono affidato al metodo migliore: copiare. Ho fatto una serie di esercizi dove ricombino forme prese dai suoi paesaggi ad altre inventate, utilizzando acquerelli e matite. Questo è il primo in assoluto. Non vedo l’ora di utilizzarle nel prossimo progetto.

WEB* www.instagram.com/andrea_mantani/ • www.carapazienza.tumblr.com