5×1 #102
*OREGON PIZZA

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Nuovo appuntamento con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio… o lo schermo”.
Ecco a voi Oregon Pizza aka Martina Esposito.


Ecco due parole sul progetto di Martina: «Oregon Pizza è un progetto fondato nel 2010, incentrato sull’illustrazione, sulla grafica e soprattutto sulla poster art, dal cinema alla musica. Da Stravinskij a Sufjan Stevens, da Kitano a Tarantino.»

Qualche anno fa lessi la storica intervista ai Led Zeppelin in cui Robert Plant affermava che la continua ed estenuante ricerca del blues si riducesse al fatto che loro avrebbero tanto voluto nascere neri. Non essere fatti di quella pasta significava, in buona sostanza, non averne l’attitudine. Provo spesso questo cruccio, guardando Monicelli (sopra) ed i fratelli Coen (sotto).

C’è un elenco senza fine, da Voltaire a Meneghello, delle cose che sarei. Disegno spesso ciò che sarei, usando la ritrattistica. La adoro. Temo sia un tentativo di tracciare i miei identikit ma ho sempre avuto un gusto irrimediabilmente tradizionale in fatto d’arte.

Così nel tempo ho sviluppato una vera e propria ossessione per Guido Reni, William Blake e Jean-Honoré Fragonard. Il rock poster per Sia Furler ne è il prodotto esemplare: una tela di Bronzino, ‘Eleonora di Toledo’.

C’è qualcosa, nel contrasto, nel recupero accademico. Studio moltissimo il passato perchè mi aiuta col futuro.
La nostra storia è così antica che parlerà sempre di noi. Ce lo insegnano WuMing quando mischiano le carte, lo imparo io quando inserisco i Pixies nelle fiamme di John Milton. Un ritratto, nuovamente, di Frank Black.

Ho lavorato sul ritratto anche illustrando Hans Christian Andersen. Tengo alla favola, tengo al suo storytelling. Tengo soprattutto alla trasformazione dei suoi colori, e mi piace sempre tanto che il cielo non sia azzurro bensì rosso di tempesta.
Dunque questa è una piccola parte di ciò che penso, ciò che faccio, ciò che sono.
Grazie di cuore per la lettura, e arrivederci a presto.

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