STREET ART
*ATHENA

by Rossana Calbi

In cammino sui muri

Un omaggio alla dea nata dalla testa di Zeus, un legame dichiarato con la Magna Grecia e alla tradizione antica che necessita di essere rivalutata e rimescolata con altre culture per rinascere, ecco già nel solo nome le intenzioni di Athena. Un percorso dichiaratamente politico nel vero senso del termine: attenzione all’arte che ha un valore sociale e alle mescolanze culturali, un’idea chiara sulla femminilità e sulla collaborazione. Athena si muove da anni sui muri e collabora con nomi importanti anche a Roma: Giorgio De Finis, il nuovo direttore del MACRO che ha espresso già al meglio il suo fare con il MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz. Athena Sceglie Bologna come il punto di partenza per i suoi molteplici spostamenti: un’artista fattiva che si muove con la testa e con l’azione continua.

* Dalla Calabria all’Emilia Romagna: ormai sono diversi anni che vivi e lavori a Bologna, ma riesci a ricordare e a spiegare come sia cambiato il tuo panorama umano e artistico?

In realtà dalla Calabria nel 2003 sono andata a Firenze, per studiare. I miei riferimenti artistici più “classici” fino al liceo erano l’arte sudamericana, africana e orientale, l’arte europea antica e poi Leonardo, Picasso, Frida Kahlo, Escher.
Anche se Bologna l’ho frequentata da subito, mi sono effettivamente trasferita nel 2015. È una città che mi ha sempre affascinato, e che mi ha dato molti spunti culturali e di vita. Ricordo nel 2004, 2005 Blu, Ericailcane, Dem e Run dipingere in giro per spazi occupati, centri sociali e strade di Bologna e Firenze. Sicuramente loro sono stati fra i miei riferimenti artistici principali assieme agli “stencilari” Blek le Rat, Banksy, Sten & Lex, Lucamaleonte, Zibe, JB Rock e Diamond, io non sono mai stata una writer pur amandone e seguendone cultura e stili. Ero molto politicizzata e appassionata all’arte già in Calabria, perché nella mia famiglia le lotte sociali e politiche sono state da sempre fondamentali, ma è stato a Firenze e Bologna che ho incanalato le mie idee trovando collocazione nel mondo underground, dei free party, dei traveller e dell’arte di strada.

* Quali sono gli spazi dedicati all’arte più interessanti a Bologna e nella tua terra d’origine?

A Bologna, sicuramente, Elastico, che è un luogo nel quale arte, musica e socialità si mescolano in modo equilibrato e stimolante. Ateliersi è un altro spazio molto interessante, ma in generale Bologna è molto viva sul piano artistico e l’arte è diffusa un po’ ovunque. Primo Piano Interno 7, spazio espositivo-casa gestito dall’associazione Serendippo. E per finire Modo Infoshop, libreria dedicata e attenta all’arte. Giù da me c’è Crac, centro sperimentale e in qualche modo all’avanguardia per quanto riguarda la ricerca artistica a Lamezia Terme. Poi c’è Altrove a Catanzaro, che è un festival di arte urbana molto importante e curato. Negli ultimi anni devo dire che la Calabria sta migliorando l’offerta artistica, con luoghi e festival di livello internazionale, tra i quali la Guarimba, Frac, Altrove appunto e molti altri.

* Hai organizzato diversi festival artistici in Europa, raccontaci queste tue esperienze.

Per quasi dieci anni ho viaggiato in camion in lungo e largo per Europa e Nord Africa, organizzando eventi artistici e musicali. Le scenografie e le istallazioni erano spesso basate sul principio del riciclo. Ridare nuova vita a oggetti e parti meccaniche per creare arte: mutate to survive, come direbbero i miei amici Mutoid Waste Company, pionieri della recycle art e del movimento traveller, a cui tutti noi artisti underground un po’ guardiamo come riferimento. Ho avuto la fortuna di dipingere e suonare nel deserto sotto le stelle in Marocco come in grandi spazi verdi in Romania, o sulla spiaggia in Grecia. Viaggiare è stato fondamentale per la mia crescita umana e artistica, perché mi ha permesso di scoprire e confrontarmi con persone ed esperienze più disparate. Ho dipinto nei luoghi più diversi, dalle fabbriche abbandonate alle cascine immerse nel verde, dal deserto alla spiaggia, potendo ampliare la mia ricerca sia visuale che interiore. Il viaggio è comunque una dimensione privata che rimane dentro di te anche quando stai ferma in un luogo.

* Connetti la tua passione artistica a quella politica. Sei una delle poche artiste che conosco che dichiara sempre e comunque le intenzioni sociali della sua arte. Visto, che in giro dilaga questa forma di atteggiamento, che ha tanto l’odore di Balena bianca, mi indicheresti qualche tuo collega consapevole rispetto al fatto che l’arte ha un valore etico?

Per me l’arte è uno strumento di lotta e di espressione potentissimo. Non solo il cosa si dipinge, ma anche dove e per chi rende l’atto artistico un’arma potentissima di lotta, come il cinema, la musica e la scrittura.
Blek le rat e Banksy per citare due tra i più famosi artisti impegnati nel panorama mondiale. Poi Blu che è stato tra i primi in Italia a fare una scelta politica, e da più di quindici anni ormai la porta avanti coerentemente. Per me è stato un grande punto di riferimento. Poi altri artisti italiani come DEM, Ericailcane, Collettivo FX, Nemo’s, MP5 e Guerrilla Spam e gli spagnoli Escif e Liqen, l’australiano CRISP, che seguono un percorso artistico di grande impatto politico e sociale. Loro hanno contenuti mai banali e cercano di scegliere progetti non svendendo i propri ideali, anzi spesso sfruttando anche progetti grossi per dare messaggi profondi e su cui riflettere. E per finire le Guerrilla Girls, collettivo di attiviste femministe, che dal 1985 portano avanti idee antisessiste e antirazziste con poster, sticker e performances in giro per il mondo.
Ma ci sono tanti artiste e artisti, più o meno famosi che vivono l’arte come strumento politico e di conflitto e critica sociale.

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