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*INFERNO STORE

by Rossana Calbi

Il nuovo spazio romano dell’arte undergound


Dobbiamo andare all’Inferno! Del resto forse ci siamo già, quindi perché non cercare di capire se esiste un mappa che ci indichi come muoverci al meglio senza far troppi danni.
In una Roma che si dimentica della sua porta alchemica nascosta tra il marmo di piazza Vittorio, il sottosuolo continua a ribollire, si evolve e si nutre di nuova linfa. Le pozioni vanno riformulate e trovati nuovi ingredienti per programmare il prossimo veneficio oppure per tutelarci da esso. Ancor prima di trovare l’anello adatto che nasconda il più pregiato arsenico e mi trasformi in una nuova Lucrezia Borgia, ognuno ha i suoi miti, i miei forse mi faranno compagnia al caldo, scopro quello che sarà il mio Inferno personale: musica che spaventa i dj più morigerati, storie maledette nelle pagine dei libri, mobili che diventano quadri e pareti che lasciano il posto a un’arte figurativa che non cerca critici che la interpreti ma solo emozioni da suscitare.

Lì troverò Claudia e Martina Ronca, meglio conosciuta nell’ambiente musicale come Major Emme, lei mi ha preso per mano ed è stata il mio vate in questo viaggio, mi ha mostrato tesori nascosti che le anime dannate portano con loro e che potrò far miei con qualche moneta, che Caronte sarà ben lieto di lasciarmi spendere non tenendo per sé il compenso per il passaggio che mi ha dato.

* Quali sono le novità all’Inferno?

Inferno è un negozio di dischi nato dal lascito di Hellnation, storico recordstore gestito per più di vent’anni dal granitico Roberto Gagliardi, noto ai più come Robertò. Nell’Inferno abbiamo convogliato tutte le passioni, le idee e i progetti che più ci coinvolgono da vicino, perciò, muovendo dai vinili punk e hardcore, ci abbiamo messo dentro l’orecchio per la musica sperimentale e l’attenzione particolare nei riguardi delle etichette indipendenti che ha sempre caratterizzato l’esperienza del Dal Verme, locale e circolo romano del Pigneto, da cui proviene Claudia Acciarino, e di ANGST Rec, label noise, creatura di Antonio Olivieri, nostro primo fornitore e autore delle prime nostre magliette, nonché supporter e amico.

Appassionate di horror cult e B movies, e di vecchio cinema in generale, stiamo mettendo in piedi una sezione video grazie anche al contributo di un amico che ci ha regalato scatoloni di VHS come buon auspicio (grazie Chef Ragoo!). Stiamo anche integrando la libreria, già ricca di titoli su musica, fotografia, storia e sport, con graphic novel e fumetti in uscita o comunque molto recenti. A nostro avviso il fumetto indipendente è da sempre fortemente connesso con l’ambiente culturale e musicale underground, ci sembrava dunque naturale dedicargli lo spazio che gli appartiene.

La novità più evidente però sono le mostre! Inferno è anche galleria, grazie alla collaborazione con Strange Opera. Sono anche curatrice e storica dell’arte e seguo già con quest’associazione diversi progetti (WOODoo e alcune mostre inserite nel Beu-Beu Art Festival). Abbiamo inaugurato questa nuova veste con Mi Odio!, la mostra di scultura di Debora Malis, a marzo ospiteremo Rabbit in Love, un’altra personale di scultura con le opere di Daria Palotti. Il programma è in divenire e sappiamo già che sarà bello fitto, per cui teneteci d’occhio!


* Raccontateci il vostro marchio, quali segreti si nascondono dietro il logo che si alterna a simboli arcaici?

Il sigillo raffigurato nel logo di Inferno è stato disegnato da Francesco Niccolai, sceneggiatore e regista di origine emiliana e da diversi anni in pianta più o meno stabile a Roma, nonché illustratore di manifesti punk per diverse realtà dell’underground italiano (XM24, Atlantide, Dal Verme, Scintilla). Con Fra’ siamo partiti dall’idea di un simbolo che fosse sì un logo, ma anche un rimando all’immaginario della magia e dell’occulto; lo stesso procedimento che ha portato alla scelta del nome Inferno. La rappresentazione riporta tutte le caratteristiche del sigillo classico: la lingua di Lucifero, i richiami al ciclo lunare all’interno del cerchio e della parola “inferno” e la croce di Leviathan.

L’estetica del sigillo suscita curiosità e fascinazione, e ribadisce ulteriormente il nostro nome, Inferno. È un omaggio al sottoterra, l’underground da cui proveniamo e dove sono ben piantate le nostre radici, e al nostro predecessore, Hellnation. Rimanda alle pellicole horror italiane a cui siamo affezionati, tra cui, per esempio, proprio Inferno di Dario Argento

tra l’altro con il negozio siamo praticamente alle spalle di Coppedè, il quartiere in cui è stato girato questo film!


* Inferno Store raccoglie il testimone di Hellnation, storico negozio romano dedicato alla musica indipendente, in un quartiere non periferico, tutt’altro, come sono i romani alternativi nei pressi di Porta Pia?

I frequentatori local più assidui in realtà sono soprattutto impiegati! Porta Pia è infatti zona di uffici e ambasciate, perciò in negozio capitano diversi appassionati durante la pausa pranzo. La mattina circolano un sacco di signori e signore, pensionati, che si affacciano incuriositi o per scambiare due chiacchiere. Al pomeriggio arrivano gli studenti universitari (Villa Mirafiori è poco più avanti, lungo la Nomentana, e siamo comunque vicini alla città universitaria de La Sapienza e a Castro Pretorio), ed è già passato di qui qualche giovanissimo studente del liceo. Poi ci sono gli amici che vengono a portarci beni di prima necessità tipo caffè e Campari, o un saluto, e si fermano a bivaccare.

Di recente è capitato che più di qualche gruppetto di ragazzi, giovani, si desse appuntamento qui, per spulciare insieme tra dischi e libri. Ne siamo molto contenti; del resto, anche a noi capitava spesso di beccarci con gli amici da Hellnation, anche solo per fare due chiacchiere tra noi o con Robertò. San Lorenzo è a due passi, come anche Termini, per cui da queste parti c’è sempre stato parecchio transito di punk, pur essendo una zona apparentemente inospitale per gli appassionati di musica alternativa e di sottoculture.

Invece è molto vivace, almeno di giorno, e difficilmente ci si annoia.


* Molti gli amici che vi hanno aiutato a mantenere viva quello che è un punto di riferimento per la cultura alternativa, chi volete ringraziare?

Non molti: moltissimi! Innanzitutto Robertò e Hellnation, sempre presente per un consiglio o un caffè, e che ci ha praticamente tenuto a battesimo con partecipazione sincera e affettuosa. Francesco per aver disegnato il nostro sigillo e la font INFERNO. Marcoabout e Silvia Sicks che hanno ridipinto due degli sportelli dei nostri espositori, e Andro Malis che attualmente è all’opera sul terzo (per vederli dovete venire in negozio!). Debora Malis, No-Fi, Boring Machines, Heavy Psych Sound, Ùa, Briga Disco, Let’s Goat, Subsound e tutte le etichette indipendenti che ci stanno supportando. Totino, ch epoi si chiama Simone di Screamprinting serigrafia, Marco Sannino e Radiation Records e Chef Ragoo. Chiunque passi di qui a scambiare due chiacchiere. E soprattutto gli amici che con noi hanno inventariato, ridipinto, sistemato le luci, montato mobili e mensole, scherzato e si sono messi in gioco quando Inferno doveva ancora aprire non so se senza di loro ci saremmo riusciti ugualmente, di sicuro non ci saremmo divertiti tanto.

WEB* www.infernostore.it