FESTIVAL
*PRIMAVERA SOUND 2018

by Simona Ventrella

Benedetta PRIMAVERA

In queste giornate dall’aria più natalizia che mai, guardo fuori dalla finestra e sogno la primavera e soprattutto l’arrivo del Primavera Sound Festival. Per chi è appassionato di musica e di festival la primavera prima, e l’estate poi diventano periodi magici di grandi sogni e soprattuto di grandi rosicate per non poter partecipare ai mille festival che fioriscono per tutta l’Europa e non solo. Ce ne sono davvero molti e con della programmazioni può che valide, da quelli più storici e stoici inglesi, ai moderni tedeschi, ai frizzanti francesi, agli immancabili spagnoli e via dicendo. Fra tutti, però, nel mio cuore ha un posto speciale il Primavera Sound. Sono tanti motivi che mi portano, per l’ennesimo anno ,ad intraprendere questo bellissimo viaggio. Ve le racconto brevemente.

La Location: Barcellona, chi non ama questa città che a inizio giugno ha già un clima caldo e mite. Partiamo già alla grande con questa premessa, e sopratutto non c’è il campeggio, il che significa niente fango, stivali, scomode tende, ma la possibilità di bivaccare per i bei quartieri della città e godersi anche un pranzetto buono low cost in riva al mare.

La musica: il Primavera è un festival longevo che da più di vent’anni fa un gran lavoro di ricerca nel mondo dell’indie e non solo, aprendosi nel corso degli anni a generi traversali. Non è mai stavo a mio avviso il festival dei grandi nomi, sebbene in molte edizioni ci siano stati ottimi e importanti Headliner. E’ il festival delle seconde e terze linee, di quelli a cui piace essere completamente circondato e avvolto da musica, bella e soprattuto nuova, tutta da scoprire. Gli headlineer sono importanti ma non possono essere la sostanza di un festival, e in questo caso si va sul sicuro. L’offerta è davvero immensa, in tre giorni con una media di 12 ore di presenzialismo si esce, completamente in overdose musicale. Ve lo assicuro.

La compagnia: è un festival altamente vivibile e godibile, la gente, proveniente da tutta Europa, è lì per il tuo stesso motivo, si gode l’atmosfera e la magia senza troppi sbattimenti, good vide come si direbbe ai giorni d’oggi. Le tempistiche e le dimensioni sono umane e si mangia e si beve con tempi più che sostenibile e non come succede qui in Italia che per una birra ti sei persa sei concerti di fila. Anche se non esistono festival di questo genere qui d noi, ci tengo a precisarlo.

La community: gli italiano sono veramente molti e qui in Italia esiste una bella e vivace comunità che è senza dubbio un grande plus per molti aspetti, dalla logistica ai consigli musicali alla compagnia in loco. Anche se, una volta immersi nell’atmosfera festivaliera si viaggia a briglia sciolta, correndo da un palco all’altro per accaparrai la vista migliore, o ad inseguire l’unexpected di turno, Perché sì, il Primavera offre oltre alla classica programmazione su tre giorni un sacco di attività collaterali e a sorpresa. Da showcase esclusivi, a concerti veri e propri non previsti in cartellone. La scorsa edizione ci furono due concerti in auditorio di Radio Dept e Thurston Moore e tre concerti a sorpresa con Arcade Fire, Haim e Mogwai. Se poi potete aggiungere qualche giorno di permanenza prima e dopo, sarete ancora più soppressi di tutto il fervore di live più o meno piccoli in giro per la città.

Per i curiosi e non di seguito il video di presentazione della line up:

E per i più pigri in attesa della sempre agognata Time Table dei concerti, che mette in crisi anche il più skillato dei planner, vi lascio una brevissima playlist di artisti imperdibili di questa edizione 2018.
Buon Ascolto.

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