EXHIBITION
*OUTSIDERS

by Adriano Ercolani

Genio e sregolatezza

Anita Clara Rée, Autoritratto davanti ai fichi d’India, 1922-1925, Hamburger Kunsthalle

Dal Romanticismo in poi, lo stereotipo dell’artista “genio e sregolatezza” spesso si incrocia con quello del “genio incompreso” e infelice, destinato a morire povero e solo, snobbato da una società ingrata che incensa colleghi mediocri, ai quali arride il successo magari proprio per un’idea copiata al dimenticato visionario originale di cui sopra.
Come in tutti i luoghi comuni, veleno per il pensiero se accolti integralmente, un fondo di verità, a scavare, si trova.

Outsiders di Alfredo Accatino (Giunti) prova a fare un po di giustizia, restituendo merito e fama a una serie di artisti geniali ma caduti, spesso tragicamente, nell’oblìo.

Stanislaw Witkiewicz fotografato dall’amico Tadeusz Langier come Napoleone Bonaparte, 1938 circa

Il libro segue la pagina Facebook dell’autore, Il Museo Immaginario di Alfredo Accatino , e di una rubrica analoga su Art Dossier.

Il libro è una galleria affascinante di figure inusuali e purtroppo ben poco note: i toni sono un po’ facilmente “maledettistici”, si indugia in ammiccamenti furbetti, c’è un uso disinvolto del turpiloquio, ma la realtà è che da questo libro si impara tantissimo.

Tanti aneddoti illuminanti, tanti paradossi su cui riflettere, tanto amore per l’arte.

Accatino, spesso, nei suoi interventi pubblici mette l’accento sull’empatia e il potere dell’Arte di destare emozioni, infatti è molto bravo nel creare empatia tra il lettore e gli artisti di cui racconta le particolarissime, spesso tormentate, storie.

Dunque, un libro che ci sentiamo di consigliare.

Felix Nussbaum, Autoritratto in un campo di concentramento, 1940, New York, coll.privata

Ecco, finalmente, rivelate le storie di Elsa von Freytag-Loringhoven (forse ispiratrice dell’orinatoio di Duchamp, ovvero del gesto chiave che fu battesimo dell’Arte Contemporanea) e di Anita Berber (immortalata da Otto Dix in un celebre quadro), tanto simili alla nostra Marchesa Casati, di Amrita Sher –Gil (una Frida Kahlo indiana forse ancora più fascinosa),

Non manca la riproposizione di storie divenute di dominio pubblico, grazie al cinema o alla riscoperta della critica, come quella di Gerda Wegener e Lili Elbe (la coppia che ha ispirato The Danish Girl) o quella di Vivian Maier, la talentuosa fotografa “segreta” la cui discutibile mostra sta imperversando nelle città principali d’Italia da mesi.

Accatino non manca di affrontare temi tornati di forte attualità, come il rapporto tra Arte e Etica, come nel caso di Adolf Wölfli, geniale pittore e disturbato molestatore di bambini, i cui quadri realizzati in isolamento hanno la sorprendente armonia dei mandala orientali (per Jung “il Mandala è l’archetipo dell’ordine interiore”, “il simbolo della totalità”).

Molte sono le figure tragicamente scomparse o segnate per sempre nei lager o in altri campi di concentramento vite e carriere folgoranti spezzate dall’orrore, come Felix Nussbaum, Wim de Haan, Heinrich Rauchinger (tecnicamente mostruoso), Elfriede Lohse-Wächtler, Pavel Filonov.

Cannes 1973, Roland Topor e René Laloux lavorano a una sceneggiatura

Altri artisti moriranno nei manicomi, come Arthur Bispo do Rosário. Si fa giustizia a Karl Wilhem Diefenbach, hippie ante litteram, a Claude Cahun, artista lesbica ed ebrea sotto il nazismo,  omaggiata anche da David Bowie, al geniale impostore Arhur Cravan, nipote di Oscar Wilde, al cui cospetto Il Conte Mascetti di Amici Miei era un timido osservatore delle regole, a Gerald Murphy, ispiratore poco noto della Pop Art, a Rembrandt Bugatti, sì, sì proprio il figlio del creatore di gioielli più noto d’Europa.

Anita Clara Rée, Gola presso Pians, 1921, Hamburger Kunsthalle

Soprattutto, si dona il giusto spazio a Maya Deren, regista d’avanguardia dal fascino ipnotico e dalle visioni in anticipo sui suoi tempi.

Ispirato allo splendido Vite immaginarie di Marcel Schwob (anche se per alcuni versi ricorda Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia), il libro è dedicato a Enrico Accatino, ultimo degli outsider presentati nel testo, padre dell’autore e pioniere dell’insegnamento artistico in Italia (la Rai gli commissionò Telescuola e Non è mai troppo tardi).

In conclusione, un libro gustoso, al netto di qualche compiacimento ribellistico di troppo, da leggere e consultare periodicamente, un comodo prontuario per una storia alternativa dell’Arte moderna e contemporanea.

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