MUSICA
*TOP 2017 STRANIERI #2

by Simona Ventrella

4 appuntamenti con il meglio della musica!

Dopo la prima infornata della scorsa settimana, continuiamo a commentare e ascoltare il meglio del meglio della musica del 2017!

Spoon – Hot Thought
Usa – Alt Rock

Gli Spoon sono una band che continua ad avere qualcosa da dire, il loro leader Britt Daniels è un rocker vero, di quelli che se ne vedono pococ in giro. Hot Thoughts è un album focoso, energico, vitale in tutte le sue parti, beat funky e  texture elettroniche che si fondono con chitarre indie rock. Lasciarsi travolgere dalla genialità di questo non lavoro è fin troppo facile.

Algiers – The Underside Of Power
Usa – Soul, Punk

Gospel, Funk e uoise fosi insieme in un ambizioso e personale groviglio musicale. Una fucina di originalità e sperimentazione che fungono da trama a sostegno di messaggi forti e fortemente legati alle disparità socialie e politiche. Una potenza espressiva che travolge e colpisce dritto, sporcarsi le mani per questo gruppo non è mai stato un problema.

The Clientele – Music For The Age Of Miracles
Uk – Chamber Rock, Alt Folk

Un ritorno alle origini, una ricerca verso la propria essenza, verso quel suono sporco di psichedelia, delicato e mai superfluo. Qeusto è quanto Music For The Age Of Miracle, un piacevole sguardo al passato, un ritono a casa senza fronzoli alla riscoperta dell’essenzialità stilistica, alle piccole canzoni da gustare.

Manchester Orchestra – Black Mile To The Surface
Usa –  Indie Folk, Art Rock

Un disco notturno e potente, capace di catturare l’attenzione dell’ascoltare grazie ad una carica emozionale di grande spessore. Un’oscurità affascianante che trasuda indie folk americano. Una grande produzione e unaminuziosa cura degli arrangiamenti che fanno di questo disco un classico senza tempo e buono per tutte le stagioni.

Broken Social Scene – Hug of Thunder
Canada – Indie Rock, Indie Pop

Abbandonata l’elettronica del precedente lavoro i BSS si concentrano su ritmi decimente più soft e canzoni melodicamente ispirate e suadenti. Sebbene il mondo sia in caduta libera le liriche del collettivo canadese ci lasciano sempre un spiraglio di speranza. Un disco dai tanti risvolti sonori dove la delicatezza dei fiati e delle voci incontra la durezza di chitarre, in un risultato limpido e piacevole.

The Horrors -V
UK – Garage Rock

Quinto lavoro in studio per la band, che si rinnova completamente alla ricerca dello spirito Rock Garage dei loro inizi, ma con un’attitudine più matura ed  equilibrata. Una ricerca di oscurità e inquietudine che passa attraverso l’uso di suoni elettronici e psichedelici,  riff ammalianti di stampo shoegaze per un effetto gnerale molto corposo, meno violento e più definito rispetto al  passato. Un disco per retrolovers, non più giovanotti.

Bonobo – Migration
Usa – Elettronica, Ambient

Simon Geen aka Bonobo ci fa letteralmente volare con questo album che para di mondi e viaggi. Un elettronica corposa, calda e avvolgente, che si avvale di  melodie pop e orchestrazioni tipiche della musica ambient. Un disco ricco di suggestioni positive e sognanti dalle quali farsi accarezzare piacevolmente in queste gelide notti invernali. Un lungo, elegante, raffinato, poetico e immaginifico viaggio da godersi in cuffia.

Run TheJewels  – Run TheJewels 3
Usa – Alternative Hip Hop

Un album che potrebbe essere definito come essenzialmente il manifesto del progetto Run the Jewels, un’ondata di rabbia e di sfida che non perde mai di vista gli obiettivi: radunare le truppe, assumersi tutte le responsabilità e rovesciare l’oppressione. Beat potenti e massici che sostengono il rap e valorizzano le dinamiche tra Killer Mike ed El- P, per un album bomba.

Courtney Barnett & Kurt Vile – Lotta Sea Lice
Usa –  Folk Rock

Due cantautori che si incontrano, due anime diverse e affini che si divertono a raccontarsi vicendevolemente, mettendo insieme le proprie sensibilità artistiche e la propria arte. Un gioco musicale adue voci gradevole e piacevolissimo, ironico e leggero. Un disco onesto e sincero dove il groove folck incontra le sbavature del rock, per un risultato che scende giù vlocemente, come il tempo di una chiaccherata tra vecchi amici.