MUSICA
*TOP 2017 STRANIERI #1

by Simona Ventrella

4 appuntamenti con il meglio della musica del 2017!

Arriva l’inizio di un nuovo anno e come consuetudine è più che necessario mettere insieme i dischi che ci porteremo dietro dall’anno appena finito, e se per puro caso vi sono sfuggiti, affancendati nella vostre attività quotidiane, ecco quelli che non dovete perdere!
Non una classifica, ma piuttosto una playlist da creare nel vostro hard disk, con una bella etichetta che sa già di nostalgia. In questa lista Non troverete né canti di Natale alla Bublè, né femoneni più blasonati, ma una selezione di buona musica indie rock, con qualche deriva pop, folk, brit e non solo.
Buon ascolto, io non vedo l’ora di scoprire quello che ci riserva il 2018.

The War on Drugs – Deeper Understanding
Usa – Indie Rock

Il quarto album per Adam Granduciel e la sua band, raggiunge un livello superiore rispetto ai precedenti lavori, dimostrando una cura meticolosa nei suoni e negli arrangiamenti che riesce nel miracolo di far suonare il rock di matrice anni ottanta orignale e attuale. Un viaggio in profondità nell’universo personale di Adam, laciarsi trasportare dal flusso è l’unica cosa che potete fare.

Mark Eitzel – Mr Ferryman
Usa – Songwriting

Fondatore e leader degli storici American Music Club, Eitzel ha anche una carriera solista di tutto rispetto e in questo nuovo lavoro mette a nudo se stesso come mai prima. Un album tra i più duri e intensi, ma altempo stesso delicato e sentimentale. Un racconto ricco di melodia dal sapore e dai suoni nostalgici, che scalda il cuore e l’anina e non ti lascia solo nelle notti insonni.

Mout Eerie – A Crow Looked At Me
Usa –  Folk Songwriting

Phil Elverum mette in musica una delle esperienze più devastanti della sua vita, la perdita della moglie a causa di un cancro. Un album straziante, intimo e profondo che racconta  la morte, senza macchiarla di impurità. Una delicata riflessionesul senso della vita, e sul futuro da affrontare. Uno spaccato che arriva dritto, lacerante ed emozionante, con il tocco tocco leggero e etereo come solo Phil é in grado di dare.

Fleet Foxes – Crack Up
Usa – Folk Rock, Art Rock

Le volpi di Seattle hanno qualcosa di magico e in questo terzo lavoro arrivato dopo ani di silenzio e la perdita di Father John Misty alla batteria,  riprendono il loro discorso fatto di folk orchestrale, e blues corali riportando tutto ad una dimensione più meditativa e intima. Un album sofisticato, a tratti malinconico, ricco di sofisticate e dense melodie, che richiede attenzione, ma che una volta entrato sotto pelle, è impossibile da dimenticare.

LCD SoundSystem –  American Dream
Usa – Punk Rock, Synt Pop

La rinascita degli LCD Soundsystem arriva dopo sette anni di assenza, e arriva con un album che parla di fine, anche del sogno americano, che guarda a Bowie più di altri, che abbraccia  la decadenza con un sound nevrotico e ritmato, carico di tutta l’energia raccolta in questi anni di silenzio. Un grande ritorno per James Murphy e soci , senza se e senza ma.

Broken Social Scene – Hug Of Tunder

Beck – Colors
UK  – Pop

Ancora una volta la genialità di Beck arriva a stravolgere tutt le ertezze in un continuo reinvetarsi  in una vesti completamente nuove. Questa volta l’istrinione della musica Inglese ha deciso di buttarsi nel Pop più puro e danzereccio, confezionanado un album di hit, una più travolgente dell’altra. Un mix di dancing eighties, ritmi e melodiepop che non passano di certo inosservati.

The National – Sleep Well Beast
Usa – Chamber Rock

Settimo lavoro in studio per Matt Berninger e compagni che conferma la grandezza di questa band nel confezionare grandi brani ricolmi di romantica decadenza, assoli  ricchi e corposi e tappeti sonori intensi e coesi. La settima fatica aggiunge anche una spinta energetica notevole,perchè salutare la bestia non è arte facile, ma i The National sanno come addomesticarla avvolgendoti nel loro mondo introspettivo, sentimentale e magicamente fatale.

Slowdive –  Slowdive  – Usa  – Shoegaze, Post Rock

Solido nella struttura, stratificato nei suoni, drammatico nell’immaginario. Le leggende dello shoegaze ritonano dopo ventidue anni di silenzio con un album che riaprende quanto interrotto e cristallizzato anni fa. Stessa magnificienza e angoscia nelle dilatazioni sonore,  nella quali si culla la suadente e ammaliante voce di Rachel Goswell. Un dsco per certi versi che celebra l’epicità di un genere che ha segnato la storia dellamusica rock, e non solo.

Brand New – Science Fiction – Usa – Post Hardocore, Emo

Nuovo e anche forse ultimo album per questa band che ha provato ad esprimere la summa  della propria evoluzione stilistica. Un Alt Rock energico e urlante, che sa anche prendersi momenti di pausa e riflessione, incastonando i suoni in un’ architettura ben definita e strutturata. Una giusta conclusione per una band che avuto un ruolo importante nel formare e influenzare la scena emo, post hardocore e non solo.