BURLESQUE
*ELLA BOTTOM ROUGE

by Rossana Calbi

Una bomba ipercalorica

Daniela Marrapodi di spoglia di tutto e diventa Ella, il burlesque dà per l’ennesima volta uno smacco ai dettami imposti dai magazine patinati e propone una femminilità complessa, strutturata, semplicemente diversa. Ella è lontana dal candore che ci immaginiamo in pizzi e reggiseno a punta. Ella è unica: piccola, mora e scura, tutto riporta alle sue origine moresche, ma come in tutto il burlesque, vediamo una professionalità e una ricerca ampia che va dall’accademia teatrale alla danza orientale. Daniela supera se stessa e da artista diventa produttrice dei suoi spettacoli rimescolando le carte del suo passato e ritrovando nel cibo la sensualità. Milano è la sua sede, ma non le basta. Giorgia San Merci la rende una delle protagoniste della sua mostra Wonder Woman Daily Routine e, nel 2017, le sue espressioni forti e carnose sono in mostra a Parigi nella galleria Sakura. L’arte la attraversa e la rende sensuale, ecco Ella!

*Dopo anni di studi teatrali, hai deciso di dedicarti al burlesque. Come si è evoluto il tuo palcoscenico?

Mi sono focalizzata sul linguaggio del corpo e del volto, nel burlesque di solito non si parla.  Spesso si tende a pensarlo come una “scenetta”, invece per me non lo è, hai detto bene. È una brevissima opera teatrale con un primo tempo, un secondo e la fine. E soprattutto, un significato. Che non è mai solo spogliarsi. È un atto politico, estetico, di liberazione, è raccontare una storia, è divertire, a volte è commuovere.

*Quali sono i tuoi riferimenti? Gli artisti che più ammiri e che più ispirano quotidianamente nel tuo lavoro?

Mi piace spaziare e arricchire il mio spettacolo: studio danza orientale con Emanuela Suanno e di recente sto lavorando sulla flessibilità: Valentina Giusti è un’insegnate straordinaria che ti spinge oltre il limite! Ecco, loro direi sono le mie daily inspo. Se parliamo invece di divinità del burlesque, la lista è lunga. Ginger Valentine, Dirty Martini, Perle Noir, Amber Ray, Jet Adore e moltissimi altri. Vorrei rubare a ognuno di loro qualcosa. O almeno prendere in prestito!

*Vivi e lavori a Milano, ma di recente ti sei esibita anche a Roma. Quali sono le differenze tra il pubblico capitolino e quello della tua città d’adozione?

A Milano dovunque sia trovo una faccia amica e qualche fan tra il pubblico.  Ma è anche la città che mi permette di sperimentare di più: l’anno scorso ho fondato una serata di arte erotica, Wet the Show, che riprenderà tra poco. Questo mi ha dato la possibilità di passare dall’altra parte; non solo come performer ma soprattutto come producer e host.
A Roma invece è stato tutto emozionantissimo, dalle locations al pubblico!!! Come avrebbero risposto i romani? Mi avrebbero gridato: ahò impìccate e lanciato i supplì in faccia?! Non l’hanno fatto, è un pubblico molto attento, c’è una gran cultura del burlesque a Roma, ed è naturale che sia così. Se pensiamo anche solamente ad Albadoro Gala e a tutto quello che crea sul territorio, tra scuola, spettacoli e atelier. Ci sono molte più serate di burlesque e varietà, ahimè a Roma!

*Se dovessi uscire a sorpresa dalla classica torta quale sarebbe?

Aahahaha! Ma non sarebbe una torta! Sarebbe il dolce tipico messinese la pignolata! È un dolce veramente addicted, buonissimo e una bomba calorica! È un impasto fritto ricoperto di glassa di cioccolato e limone! Ma sarebbe proprio quello. La pignolata non è un dolce al cucchiaio, non lo lecchi come un gelato: lo devi mordere. Mi assomiglia: una bomba ipercalorica da mordere e poi è anche bianca e nera! E io, diciamolo, non ho proprio la carnagione lattea del burlesque.

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