EXHIBITION
*LONG LIVE THE REVOLUTION

by Redazione DATE*HUB

Binga + Buggiani + Hambleton + Haring + Hiratsuka

Tomaso Binga, Paolo Buggiani, Richard Hambleton,
Keith Haring e Ken Hiratsuka
Long live the revolution
Via Gabrio Serbelloni 124, Roma
a cura di Giuseppe Ottavianelli
2 dicembre 2017 – 20 gennaio 2018

Wunderkammern è lieta di presentare Long live the revolution, mostra collettiva degli artisti Tomaso Binga, Paolo Buggiani, Richard Hambleton, Keith Haring e Ken Hiratsuka.

Per la prima volta in mostra alla galleria Wunderkammern di Roma le opere di grandi maestri che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea, grazie alla loro volontà di uscire fuori dagli schemi: Tomaso Binga (Salerno, Italia, 1931); Paolo Buggiani (Castelfiorentino, Italia, 1933); Keith Haring (Reading, USA, 1958-1990); Richard Hambleton (Vancouver, Canada, 1954-2017) e Ken Hiratsuka (Shimodate, Giappone, 1959).

Tomaso Binga, 1976, courtesy Bianca Pucciarelli

Art revolution: così recita il motto che Paolo Buggiani ha fatto suo fino a imprimerlo indelebilmente sulla pelle con un tatuaggio. Per l’artista toscano, la rivoluzione è un atto necessario per cambiare una situazione stagnante, è un gesto dirompente che ha come scopo quello di portare progresso. La ribellione, intesa come sovvertimento di un ordine statico, è il motore del lavoro di tutti gli artisti in mostra. Le opere esposte in Long live the revolution sono connesse tra di loro da uno schema che si ripete con modalità differenti: sono pensate per stupire lo spettatore, sorprenderlo per catturarne l’attenzione fino a condurlo alla riflessione e, in maniera auspicabile, a una sentita e profonda consapevolezza della necessità di un cambiamento.

Keith Haring, Subway drawings

Questo è presente nelle performance newyorkesi di Buggiani, tra le quali si ricordano quelle in cui l’artista, travestito da Icaro, pattinava tra le automobili nel traffico provocando lo stupore (e talvolta l’ira) dei conducenti, oppure in quelle di Binga, volte a scardinare gli odiosi aspetti del patriarcato saldamente radicati nella cultura italiana – e non solo – attraverso l’uso del suo corpo come strumento tramite tra le parole recitate e gli spettatori coinvolti; negli interventi pregni di leggibili messaggi sociopolitici fatti da Keith Haring sui cartelloni pubblicitari nella metropolitana di New York.

Paolo Buggiani, Hiroshima, United Nations, New York City, 1982 (foto Jennifer Cotter)

Nella stessa metropoli, le ombre urbane di Hambleton coglievano di sorpresa i passanti in angoli inaspettati delle strade. La sensazione di “rivoluzione necessaria” si avverte anche nelle linee infinite che sembrano non interrompersi mai di Hiratsuka, quasi a volere racchiudere al loro interno l’umanità intera senza distinzione di sesso, etnia o religione, unendo gli esseri umani in un’unica forma di comunicazione universale.  In mostra opere storiche esposte insieme a lavori più recenti.

Ken Hiratsuka, Paris, 1988, dettaglio, courtesy Paolo Buggiani

Wunderkammern is pleased to present Long live the revolution, collective exhibition by the artists Tomaso Binga, Paolo Buggiani, Richard Hambleton, Keith Haring and Ken Hiratsuka.

Exhibited at Wunderkammern Rome for the first time, artworks by great masters who have marked contemporary art history, thanks to their will to think outside the box: Tomaso Binga (Salerno, Italy, 1931); Paolo Buggiani (Castelfiorentino, Italy, 1933); Keith Haring (Reading, USA, 1958-1990); Richard Hambleton (Vancouver, Canada, 1954-2017) and Ken Hiratsuka (Shimodate, Japan, 1959).

Paolo Buggiani, Minotaur, Roma, 2009 (courtesy Cinzia Sarti)

Art revolution: that is the motto Paolo Buggiani has appropriated by indelibly impressing it on his skin with a tattoo. For the Tuscan artist, revolution is a necessary act to change a static situation, an explosive gesture whose final aim is to bring progress. Rebellion, thought as a subversion of a static order, is the driving force for every artist featured in the show. Artworks exhibited in Long live the revolution are connected with each other by a scheme which repeats with different procedures: they are thought to surprise viewers, to astonish them by catching their attention, leading them to a reflection and, in a desirable way, to a felt and deep awareness of the necessity of change.

Keith Haring, Dog and baby, 1982 (detail), courtesy Paolo Buggiani

This is present in Buggiani’s New York performances, such as the ones where the artist dressed up as Icarus and roller skated through cars in the traffic causing amazement (and sometimes anger) amongst drivers. Or in Binga’s works, which aimed to dismantle the hateful aspects of patriarchy, firmly rooted in Italian culture (and not only) by using her body as connecting tool between declaimed words and involved spectators. A similar need for change could be found in interventions full of sociopolitical messages made by Keith Haring on advertising posters in New York’s subway.

Paolo Buggiani, Accensione di sole e nuvole, Erchie, 2016 (foto Cinzia Sarto)

In the same metropolis, Urban Shadows by Hambleton surprised passers-by in unexpected street corners. The sensation of “necessary revolution” can be felt also in Hiratsuka’s apparently endless lines, which seem to enclose the entire humanity with no distinction of sex, ethnicity or religion, bringing together human beings in a unique, universal form of communication. Historical artworks are exhibited together with recent works.

Ritratto di Paolo Buggiani (foto Roberto Bastianoni)

WUNDERKAMMERN
Via Gabrio Serbelloni 124, Roma
ingresso libero
orario di apertura: martedì-sabato, 16-19. Per appuntamenti chiamare: +39 3498112973
WEB* www.wunderkammern.net