5×1#95
*DAVIDE DE CUBELLIS

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Nuovo appuntamento con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio”.
Oggi conosciamo Davide De Cubellis, uno dei maestri dell’illustrazione italiana, che vanta collaborazioni anche con il mondo del fumetto (Dylan Dog, John Doe) e, come story-boarder, del cinema (ha lavorato con Matteo Garrone, Guy Ritchie e Wes Anderson) e della pubblicità. Una delle mani più capaci dell’intero panorama italiano. Facciamo parlare le immagini e quello che ci racconta Davide…

*Illustrazione per una campagna pubblicitaria. Uno dei pochi lavori che andarono malissimo perché una volta approvati i bozzetti e iniziati i definitivi, l’agenzia (una di quelle gigantesche) si dileguò nel nulla. Venni poi a sapere che l’account era una specie di baronessa che controllava tutto un giro di fornitori e mi aveva estromesso perché ero stato scelto dall’art. Avrei potuto fare causa e sicuramente avrei vinto, ma all’epoca non avevo sufficiente solidità economica e le spese legali mi spaventarono. Alla fine, dopo anni di egemonia la baronessa fu mandata via.

*Illustrazione a pantoni e se non fosse stata una commission, non mi sarei mai avventurato nel disegnare una cosa così complicata come il clarinetto di Dylan. Molti illustratori campano bene anche grazie al mercato degli originali (non è il mio caso) e narrasi addirittura di una massoneria di collezionisti ricchissimi che competono per aggiudicarsi le cassettiere degli illustratori più quotati (non è il mio caso). In Italia quegli illustratori digitali che cercano di nobilitare l’idea di unica fine art print, ovvero di “unico originale digitale”, trovano ancora terreno poco fertile.

*Illustrazione di un progetto personale che non ho mai portato avanti, ma che ancora mi pungola.

*Illustrazione di copertina della IV stagione di John Doe, albo n.2. Fu il mio biglietto da visita perché per il n.1 si scelse di utilizzare un’immagine che non era nata come copertina, quindi non potei effettivamente proporre una mia interpretazione della storia. Per la prima volta una testata bonellide presentava nelle copertine una linea editoriale aperta a stili e generi differenti, quindi mi divertii molto.

*Illustrazione per un racconto di Cortázar. Due carissimi amici di un gruppo letterario me la commissionarono con una ragione ben precisa, che io capii col tempo e superando non poco rancore. Il racconto parla di un uomo che ha perso la compagna e chiunque altro mi avesse dato un simile incarico in quel momento sarebbe stato mandato al diavolo, perché da qualche settimana era morta la persona con cui avevo condiviso quasi dieci anni. Oggi so che fu un modo rischioso e coraggioso per aiutarmi a iniziare quell’attraversamento che comunemente chiamiamo elaborazione del lutto.

WEB* decubellis.blogspot.it