MUSIC
* ROME PSYCH FEST

by Valentina Mosè

Psichedelia portami via


Abbiamo imparato ad amarlo lo scorso anno e quest’anno lo apprezzeremo ancora di più! Venerdì 17 e sabato 18 Novembre arriva al Monk di Roma la II Edizione dello PSYCH FEST, il festival dedicato alle nuove tendenze della psichedelia internazionale, forte di un anno di “Psych Nites” che hanno portato nella capitale artisti come The Dandy Warhols, Woods, Zombie Zombie e Toy.
Due le realtà che si legano a doppio filo al Rome Psych Fest del 2017: Soundreef, società che sta rivoluzionando la gestione dei diritti d’autore in Italia, e Fuzz Club Records, etichetta britannica che si è ritagliata uno spazio di indiscusso merito nel rintracciare le migliori tendenze della psichedelia contemporanea.

Degno di nota è sicuramente il progetto grafico, realizzato da un artista differente per ogni edizione. Questa volta l’artwork ufficale del festival è stato affidato all’illustratore inglese Lewis Heriz, artista molto amato dalla Soundway Records, autore di copertine di Seu Jorge, Sun Ra Arkestra e Quantic.
Ma è sicuramente il cartellone a segnare un netto balzo in avanti rispetto alla passata edizione, con nomi importanti e dal respiro internazionale.

Una delle band più attese sono sicuramente i LIARS, progetto multiforme e in continua mutazione che dal 2001 ai giorni nostri ha offerto uno sguardo lucido e personalissimo sull’evoluzione del rock. Segnato da continui cambi di lineup e un instancabile movimento (New York, Berlino, Los Angeles, il bush australiano) il loro sound ha disegnato un tracciato che dal post punk di matrice No Wave degli esordi, si è arricchito di continue sperimentazioni elettroniche e ritmiche giunte, con l’ultimo lavoro, ad un rock avanguardistico animato da una tensione malinconica e una certa carica drammatica.

Veri e propri ambasciatori di uno psych rock contemporaneo, invece, il duo di Portland che arriva sul palco del Rome Psych Fest dopo un anno molto importante: i MOON DUO. Reduci dalla pubblicazione dei due ambiziosi volumi dedicato allo yin e allo yang, con le loro “architetture occulte” che svelano l’essenza del buio e della luce, sono senza dubbio quanto di meglio e più apprezzato offre oggi la west coast americana. Di altra provenienza, per radici geografiche e sonore, il terzo grande nome atteso a Novembre al Monk di Roma. I LALI PUNA, band di punta degli anni d’oro della Morr Music, emergono da un letargo durato sette anni ancora in piena forma: il loro ‘Two Windows” di recentissima pubblicazione apre un nuovo ciclo creativo per la band di Berlino a quasi vent’anni dagli esordi.

Uno dei tre palchi allestiti per l’occasione sarà interamente dedicato alla Fuzz Club Records, etichetta inglese che porta al Rome Psych Fest ben quattro band del suo copioso roster. JUJU: moniker di Gioele Valenti (Lay Llamas), artista siciliano molto apprezzato dal vivo all’ultimo edizione del Liverpool Psych Fest, che grazie alla sua seconda pubblicazione, carica di visioni mistiche, ritmi tribali (sviluppati insieme a Capra Informis, il percussionista mascherato dei Goat) e devianze lisergiche, sta riscuotendo un ottimo riscontro dalla critica internazionale. E poi THE UNDERGROUND YOUTH, con le loro cinematiche trame psichedeliche; i veneti NEW CANDYS, autori di un sound tagliente e senza compromessi, molto amato da Primal Scream e The Telescopes; e i laziali SONIC JESUS, realtà più che consolidata ormai, già al fianco dei Black Angels (in studio e dal vivo) e ultimamente finiti alle cronache per una netta virata in direzione elettronica.


Atteso anche il primo live capitolino di ANDREA LASZLO DE SIMONE, artista torinese (già Nadàr Solo e Anthony Laszlo) che ha dato alle stampe il suo esordio da solista, ‘Uomo Donna’ (42 Records), che per molti si candida a diventare album italiano dell’anno. E poi ancora il nuovo progetto di Federica Caiozzo (Thony) e Giampaolo Speziale (About Wayne), MALIHINI, avventura inglese che li ha portati all’incontro con la prestigiosa Memphis Industries; MATTEO VALLICELLI, batterista dei Soft Moon, giunto al suo primo lavoro, uscito per Captured Tracks, fortemente influenzato dalle atmosfere elettroniche della Berlino contemporanea; UBIK, l’alter ego avanguardista di Marco Bonini (Mamavegas); il blues sognante ed evocativo del one man band BLACK SNAKE MOAN, uscito vincitore dalle ultime selezioni regionali di Arezzo Wave Lazio; la psichedelia minimale influenzata tanto dalla wave quanto dalla Italo Disco degli HAPPY MEALS; gli echi tribali e le tensioni esoteriche dei RAINBOW ISLAND.

Per il programma completo: WEB* www.romepsychfest.com