5×1#85
*GIULIA ZOAVO

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Nuovo appuntamento con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio”. Oggi conosciamo Giulia Zoavo, trasferita da poco a New York, che con uno stile compatto e ipergrafico si sta facendo conoscere “al di qua e al di là” dell’Oceano! Ecco come si racconta…
«Emiliana d’origine, milanese d’adozione, da sei mesi vivo e lavoro a New York. Fin da piccola ho sempre avuto due desideri: raccontare storie e far sorridere le persone. Per questo nel 2015, dopo cinque anni passati tra studi di grafica e agenzie di pubblicità, ho deciso di lanciarmi in quest’avventura: fare del disegno la mia professione. Le mie illustrazioni sono un mix tra design e cultura pop, minimali e giocose, a cui cerco di dare sempre una svolta concettuale e un tocco di umorismo.»

United we stand
Ho creato questa illustrazione per Cosebelle, il magazine di cui sono art director, in accompagnamento ad un articolo sulla Women’s March di Washington. Volevo rappresentare queste donne celebrando la loro uguaglianza, ma anche l’unicità di ciascuna: per questo la sfida più grande è stata quella di usare poche forme geometriche, dando però una forte personalità ad ognuno dei personaggi ritratti. Sono molto affezionata a questo lavoro, non solo per il tema che lo ha ispirato, ma anche perché è stato selezionato lo scorso aprile da American Illustration, permettendomi di entrare nella gallery online del 2017, insieme ad alcuni degli illustratori che amo di più al mondo.

Fairytales of New York
Quando mi sono trasferita negli Stati Uniti, mi sono sentita come Alice in una Wonderland metropolitana. Il mio immaginario è molto influenzato da tutto ciò che ho visto e letto nell’infanzia, così è nato Fairytales of New York, un progetto ongoing in cui reinvento i personaggi delle fiabe classiche in chiave contemporanea. In questo caso, ad esempio, mi divertiva la similitudine incredibilmente accurata tra i delivery riders di Seamless, che attraversano la giungla metropolitana e affrontano le intemperie in divisa amaranto per consegnare la cena, e la storia di Cappuccetto Rosso. Il resto della serie potete vederlo qui.

GOP Fun House
Sono particolarmente legata a questo lavoro per una serie di motivi: oltre all’emozione (grandissima!) di vedere una mia illustrazione sulla copertina del New York Times, è stato bello mettermi in gioco e allontanarmi dalla mia comfort zone per sperimentare uno stile diverso dal solito. Un altro motivo è che questa copertina è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto fotografi, set designer e pittori: per una persona abituata a lavorare quasi esclusivamente da sola al computer, partecipare ad un set molto “fisico” è stata un’esaltante sorpresa.

Squares
Se non fossi un’illustratrice, vorrei lavorare per la Settimana Enigmistica. Sono una vera feticista delle parole e in particolare di quelle che hanno più significati. Lo spunto per questo progetto personale è partito proprio da una parola, “square”, che in inglese vuol dire sia piazza che quadrato. E così, traendo spunto dalle cose importanti o assolutamente futili che mi succedono intorno, disegno porzioni di città in formato 1×1. Sono anche ossessionata dal disegnare tanti elementi e adoro inserire piccoli particolari divertenti all’interno dei miei lavori, perciò considero questa serie un po’ come il mio personalissimo manifesto, che completo di volta in volta con una nuova piazza.
Questa che vedete è Pisa: mi piaceva l’idea di non rivelare espressamente l’ambientazione, ma di giocare con chi guarda facendogli capire di che città si tratta attraverso piccoli indizi.

Tennis da camera
Questa illustrazione fa parte di una serie di 12 tavole realizzate per il calendario dell’anno scorso di UBI Banca, il cui tema era “le Olimpiadi di ogni giorno”, uno dei miei primi veri lavori di illustrazione. In particolare, sono molto legata a questa tavola perché nel farla ho capito per la prima volta quanta potenza c’è nella sintesi, e ho visto per la prima volta uno spiraglio di quella che sarebbe poi stata tutta la mia cifra stilistica nei lavori a venire.

WEB* giuliazoavo.com