TRAVEL
*BERLINO

by Chiara Sernia

Der Himmel über Berlin

Ancora prima di comprare una macchina fotografica reflex, già viaggiavo e facevo fotografie. Certo, i risultati degli scatti da cellulare mi davano meno soddisfazione di adesso, ma erano i viaggi il vero carburante! Berlino fa parte di quei viaggi lì, del pre-reflex. Siamo partiti in ottobre e abbiamo visitato la città in pochi giorni, ma tanto è bastato a farmi innamorare. Berlino è grande, ma vedere le principali attrazioni in un weekend lungo è possibile (soprattutto grazie ai fantastici mezzi di trasporto tedeschi che rendono tutto più facile).  

Giorno 1: Porta di Brandeburgo, palazzo del Reichstag, Potsdamer Platz
Si parte da uno dei simboli della città, la Porta di Brandeburgo, in stile neoclassico, che si raggiunge dopo una tranquilla passeggiata lungo un grande viale alberato. Fino a meno di 30 anni fa era l’emblema della divisione di Berlino e i visitatori salivano su una piattaforma di osservazione, per gettare lo sguardo al di là della Cortina di ferro, oltre la “terra di nessuno” che separava Berlino est da Berlino ovest. Il palazzo del Reichstag, ovvero del parlamento, altro simbolo importante della Capitale tedesca che sancisce la riunificazione delle due Germanie, si trova praticamente ad un lato della Porta di Brandeburgo e si può raggiungere a piedi. Fu completamente bombardato alla fine della II guerra mondiale e oggi è dominato da una spettacolare cupola di vetro dalla quale si ha una vista superba di tutta Berlino dall’alto.

Con la metro è invece possibile raggiungere la modernissima Potsdamer Platz. Si tratta di una piazza molto ampia, in linea con i grossi spazi aperti di Berlino ideati dopo la riunificazione, un progetto complesso inaugurato dopo il 1989 per “reinventare” un terreno desolato dove il Muro separava la parte Est della città dalla Ovest. A dominarla c’è il Sony Center, un grande complesso di vetro e acciaio, al cui interno ci sono negozi, uffici e tanti ristoranti, dove si può scegliere di cenare per chiudere la prima giornata a base di specialità berlinesi.

Giorno 2: Checkpoint Charlie, Museo del Muro, Alexander Platz, zona di Mitte
Una delle cose che colpisce quando si visita Berlino per la prima volta sono i grossi tubi azzurri e rosa che si trovano in vari punti della città. Quello che forse non tutti sanno è che la capitale tedesca poggia, o meglio, “galleggia” su di un terreno più che mai acquitrinoso e, in molti casi, l’acqua è appena un paio di metri sottoterra. I tubi colorati sono stati installati dopo la caduta del muro per drenarla e tenerne sotto controllo il livello evitando che sbalzi improvvisi rischino di far crollare strade e palazzi. Un modo fantastico e colorato di risolvere un problema strutturale!

Mitte, che poi è il centro storico di Berlino, ovviamente non è solo tubi: al contrario, è il quartiere dove si trovano l’isola dei musei, la torre della televisione e l’animata area dello shopping lungo Friedrichstrasse. Proprio lungo questa strada, a un certo punto, ci si trova di fronte ad un ricordo del doloroso passato di città spaccata in due, il Checkpoint Charlie, un posto di blocco che divideva le due Germanie e che al tempo poteva essere attraversato solo dalle forze armate, dai diplomatici e dai cittadini stranieri.

Di qui una visita a ciò che rimane oggi del muro è doverosa, insieme con il Museo del Muro a Bernauer Strasse. Bernauer Strasse fu il luogo in cui, nei primi giorni della costruzione del muro, la gente fuggiva saltando da est a ovest dalle finestre di casa. Il museo è bello e impressionante: ha drammatiche foto dell’epoca, una collezione unica di prime pagine di giornali di allora e gli ordini spietati impartiti alle truppe di frontiera orientali di fermare i fuggiaschi.

Un altro simbolo di Berlino e anche uno dei luoghi più conosciuti, se non altro di nome, è Alexanderplatz. La piazza fu distrutta dalla guerra e poi ricostruita così come la vediamo oggi. Il suo simbolo è la Torre della televisione che grazie alla sua altezza si vede da quasi da tutti i lati di Berlino. Per terminare la seconda giornata è consigliabile tornare nell’area della East Side Gallery perché è una zona un po’ hippy dove – se il tempo lo consente- si può stare seduti con una birra in mano con tanti altri berlinesi a godersi il tramonto lungo il fiume Sprea.

Giorno 3: Monumento alla memoria delle vittime dell’olocausto, Museo Ebraico, Kreuzberg
Un monumento che davvero non si può perdere a Berlino è il Monumento alla memoria delle vittime dell’Olocausto in Europa, un complesso reticolo di oltre 2000 blocchi di cemento progettato da Peter Eisenman che impressiona per dimensioni e per il sentimento che rilascia. Di lì, con una mezz’ora di cammino, si può raggiungere l’area di Kreuzberg e fare una tappa anche al Museo Ebraico, progettato da un team di architetti guidati da Daniel Libeskind, archistar americana di origine ebraica. La struttura, complessa e suggestiva, accoglie esposizioni permanenti e temporanee sulla millenaria storia degli ebrei in Germania e in Europa.

Dopo la visita e per chiudere in bellezza si rimane a girovagare nel quartiere che di certo è uno dei più interessanti, multietnici e animati della città, con locali di ogni tipo, nonché perfetto per gli amanti dello street food e di specialità culinarie locali e internazionali. Un ultimo “assaggio” alla città che David Bowie definiva “La più grande stravaganza culturale che ci si possa immaginare” e poi diretti in aeroporto!

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