MUSIC
*GIORGIO POI

by Valentina Mosè

E #Poi… Fa niente

Quanto è piccolo il mondo? Giorgio Poi avrei potuto conoscerlo a Londra visto che, quando ci vivevo, ci stava anche lui e conoscevamo entrambi i ragazzi di Pissinboy e dell’Orchestre du Mont Plaisant. Avremmo potuto casualmente incontrarci tutti al Three Crowns di Stoke Newington e farci una o più pinte insieme, invece non ci conosciamo, il suo disco l’ho scoperto per caso e, intervistandolo, ho anche scoperto che il suo pub preferito è un altro. #FaNiente, la vita è piena di sorprese e, scorrendo i titoli delle sue canzoni, conto di conoscerlo un po’.

D’altronde, #Nientedistrano che Giorgio si fosse trasferito a Londra per studiare chitarra jazz. Se non fosse stata la capitale inglese sarebbe stata la Grande Mela probabilmente: in fondo, dove vuoi andare per fare musica se non a Londra o a New York? Molto strano mi sembra invece che sia tornato, per cui la mia prima domanda non può che essere:

* Perché sei tornato a fare musica in Italia? Ti capita ogni tanto di avere qualche ripensamento?

Per il momento non rimpiango di essere tornato. Direi che più che una scelta è stato il mio percorso musicale a riportarmi in Italia. In un certo senso ho sempre fatto canzoni italiane, solo che le facevo in inglese, il che aveva senso perché vivevo all’estero. Quando dico canzoni italiane intendo che si inserivano in un certo modo di scrivere le melodie e di arrangiare. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di aggiungere quell’ultimo sostanziale anello che mi separava dalla musica italiana, cioè la lingua. Ho iniziato a scrivere in Italiano, immaginando che forse questo avrebbe significato anche un ritorno a casa.

ph. Simona De Vincenzo

* Londra è una città fantastica, ma sa essere anche difficile. Qual era il tuo #Paracadute nei giorni in cui le cose non andavano come avresti voluto?

C’è un posto su Victoria Park Road, un pub che si chiama The Hemingway. Fanno benissimo il manzo alla Wellington, solo che lo fanno per minimo due persone. Quindi chiamavo un amico, passavamo il pomeriggio al pub e quando ci andava si ordinava da mangiare. Non so perché ma quel posto mi ha sempre fatto sentire bene.

* Dopo l’esperienza dei Caroibi e aver scritto in inglese, hai optato per un disco solista (in cui peraltro suoni da solo tutti gli strumenti) e canti in Italiano. Era per te una cosa nuova e, quindi, c’era il grosso rischio di fare #Patatrac. Qual è stata la motivazione iniziale di “Fa niente” e qual è stato il tuo metodo di lavoro -se ce n’è stato uno- per evitare di fare “patatrac”?

Diciamo che di trucchi per evitare il patatrac non ne conosco, né in musica né nella vita. In effetti anch’io non avevo idea di come sarebbe stato scrivere e cantare in italiano. Però appena ho registrato le prime parole, a caso, mi è venuto da sorridere, è stato come entrare in una stanza dove si è abitato in un’altra vita, con il sospetto di una profonda familiarità, ma nessun ricordo preciso.

* Venendo all’Italia, quest’estate stai girando in largo e in lungo la penisola con il tuo tour. Personalmente ti ho visto a Roma Brucia, al Siren Festival e ora sei a Torino per il ToDays, ma le date sono molte di più. All’#Abbronzatura hai rinunciato solo quest’anno oppure sei sempre stato uno stakanovista?

All’abbronzatura ci ho rinunciato nel 2006, quando sono andato a vivere a Londra. Questa è la mia prima estate in Italia da quel momento, e non mi ricordavo che potesse fare così caldo così a lungo. Ho sentimenti misti verso questo fatto: sono stufo del caldo, ma so che quando finirà e inizierà una nuova stagione sarà bellissimo. Proprio le alternanze stagionali sono qualcosa che mi è mancato molto vivendo in nord Europa. Non esistendo il caldo non puoi stancartene, e quindi non puoi essere contento quando arriva l’autunno.

* Qual è la delusione professionale più grande che hai dovuto ingoiare con l’#AcquaMinerale (sempre che ce ne sia una)?

Il fatto che ci siano voluti quattro anni a far uscire il disco del mio gruppo Cairobi, non mi piace far uscire canzoni così vecchie.

* Per chiudere, ho trovato in molte tue canzoni una certa malinconia, ma anche della leggerezza (in senso bello). Credi di essere malinconico e leggero, oppure tutto dipende dal fatto che #Lefotononlefaimai e, quindi, non porti né troppi ricordi né il peso del passato con te?

Sì, credo di essere tanto malinconico quanto leggero, e mi fa piacere che questa cosa venga fuori ascoltando il disco. Le foto non le faccio mai perché mi voglio godere le cose mentre succedono, però poi sono contento di rivedere quelle che fanno gli altri, anche se è sempre un po’ triste.

WEB * www.facebook.com/sonogiorgiopoi/

Prossime date del Tour:
* 26 agosto 2017 Torino TOdays festival
* 27 agosto 2017 Empoli Beat Festival
* 02 settembre 2017 Lu (AL) Repubblica Indipendente di Lu
* 23 settembre 2017 Treviso Treviso Comic Book Festival