5×1#78
*MARCO BONATTI

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Nuovo appuntamento con 5×1 – 5 opere x 1 artista, la rubrica dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica e tutte quelle curiosità “dietro il foglio”. Oggi conosciamo Marco Bonatti!

Marco Bonatti, classe 1986 di Desenzano del Garda, si è arruolato nell’esercito delle arti visive fin da piccolo, gli storici narrano che il suo battesimo del fuoco avvenne in quinta elementare quando si cimentò nella copia, tempera su carta, del dipinto “Campo di grano con volo di corvi” firmato Vincent Van Gogh… l’opera fu accolta freddamente dalle istituzioni con un sufficiente…battaglia persa…ma la guerra sarebbe continuata fino ai giorni nostri passando attraverso i campi di addestramento dell’istituto d’Arte di Guidizzolo (MN) e della Scuola del fumetto di Milano.
Mantenendo sempre vivo il desiderio di conquistare il territorio editoriale nel 2014, ha partecipato in qualità di autore al PICNIC! Festival di Reggio Emilia, il festival di illustrazione dal vivo alla sua settima edizione.
Ha lavorato e lavora su diversi fronti in campo editoriale, da ricordare la pubblicazione 2016 con l’editore Zoolibri dell’albo illustrato “Il principe non ranocchio” scritto da manuela Monari; la lavorazione sulla collezione storica a colori del fumetto Zagor, noto personaggio targato Sergio Bonelli editore e la collaborazione con l’agenzia per illustratori Illozoo, grazie alla quale ha illustrato svariati articoli apparsi sul Corriere della Sera.
Attualmente il Bonatti attende l’uscita del suo prossimo libro illustrato per l’infanzia ancora top secret.
Parallelamente alla sua attività di illustratore e insegnante in corsi di illustrazione, porta avanti la battaglia del progetto viviso/espositivo “Cosi che cavalcano Cose”. Ad oggi, programma i suoi prossimi assalti mentre pulisce con cura i pennelli in trincea.

Il coccodrillo blu è finito appeso sui miei biglietti da visita! E c’è una spiegazione! Io, un coccodrillo appeso, l’ho visto davvero! È nel santuario delle Grazie di Curtatone in provincia di Mantova, dove, da bambino, mi capitava spesso di andare con i miei genitori. Di quelle visite, senz’altro, il coccodrillo è il ricordo più vivo che ho!

L’illustrazione “Sardine” fa parte della mostra collettiva di illustrazione ZOO curata dal collettivo Le Vanvere (Celina Elmi, Camilla Garofano, Lisa Gelli, Giulia Quagli). Grazie a Le Vanvere le città di Empoli, in occasione della manifestazione Ludicomix 2017 e di Macerata, animata dal festival di fumetto, illustrazione, grafica ed editoria indipendente Ratatà; il 22 e 23 aprile 2017 sono state invase da affissioni animalesche di tutti i generi.
Nella mia illustrazione, le sardine sono le regine del mare, in esposizione al pubblico, immortalate nel loro riposino pomeridiano. Attimi rubati ad una regalità subacquea. La coperta aiuta a favorire la digestione.

Cupido è nato naturalmente, nelle notti passate alla scrivania. Questo romantico Cupido è quasi umano; l’ho immaginato mentre va al bagno; mentre aspetta l’autobus o fa pulizia di cuori infranti andandosene per il il mondo con gli inseparabili attrezzi del mestiere; arco e frecce. Spero ne nasca un libro illustrato, un giorno.

Un tenero e grottesco incontro tra San Giorgio e il Drago, un’illustrazione nata dalla mia attrazione per l’estetica cavalleresca, per le armature scintillanti, per gli animali improbabili e per i cavalieri grotteschi.

Il Raduno Nazionale dei “Cosi che cavalcano Cose” è il riassunto visivo acquerellato di un progetto personale da esposizione nato il 16 aprile 2013 sulle sponde del Lago di Garda e che ho avuto il piacere di portare in giro per l’Italia in esposizioni galoppanti.
Ma chi sono i “Cosi”?
Sono un gentile esercito di carta, improbabili esseri che cavalcano folli animali: gentili cavalieri, snob aristocratici, malandati soldati di ventura, una tappezzeria di soggetti spaesati che cercano un’avventura, un riscatto, una vittoria, una sconfitta o una cornice!
Cosa vogliono?
Vogliono esporsi e come una medicina allietare lo sguardo di chi li guarda! In posa, solenni, in guardia, inevitabilmente sinceri ci sfidano a entrare a far parte del loro surreale e irrazionale mondo puramente visivo!

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