COMICS
*BORN TO LOSE

by Adriano Ercolani

Nicoz does the world!

Per chi ha avuto la ventura di frequentare la fervida scena, cosiddetta, underground romana di fine anni ’90, è stato certamente un cimento arduo resistere al fascino irruente e ribelle di Nicoz Balboa, illustratrice e fumettista dall’allegria contagiosa e dai tatuaggi meravigliosamente scorretti (nel senso politico!).

Ispira, dunque, sentimenti gradevolmente contrastanti ritrovarla quasi vent’anni dopo come autrice Coconino con Born to Lose, una confessione disarmante e divertentissima sulla propria crisi post-adolescenziale (ora si dice così, a quanto pare) di “mamma punk”.
Il libro raccoglie le pagine del blog di Nicoz (http://www.arty-mom.com/) in cui l’autrice ha riversato, come in un diario privato reso spudoratamente pubblico, tutte le sue esperienze quotidiane, gli affanni, gli scoramenti, le frustrazioni, ma anche le intuizioni, gli incontri artistici, le piccole svolte, la nostalgia di Roma (dopo dieci anni di permanenza in Francia), la passione per la cucina vegana, l’interesse per il metodo Montessori che aiuta ad affrontare una condizione non banale: uno spirito profondamente anticonformista, sfrontato e fascinoso, che si ritrova a lottare con l’acrobatica sfida di essere mamma e artista, un’artymom, appunto, come recita il titolo del citato blog.

L’approccio confidenziale privo di alcun filtro, le dosi inebrianti di autoironia che conferiscono leggerezza anche a momenti che narrati da altri autori sarebbero stati intollerabilmente deprimenti, insomma lo “stile Nicoz” ha conquistato il favore anche di un maestro del fumetto internazionale come Igort.

Molte sono le gag che strappano una risata (il rapporto con i vicini mormoni), non rari i momenti di riflessioni (nel calderone della ricerca Nicoz mette anche figure che proprio non ci attraggono), tutto però scorre in un racconto indubbiamente gradevole.


La qualità dell’autrice risiede proprio nella vivacità narrativa, nella sincerità quasi infantile con cui espone la propria intimità al pubblico, come se parlasse a una platea virtualmente infinita di amici immaginari.

I fan di Nicoz leggono Nicoz!

Una lettura in cui moltissime persone della mia generazione (quella tra i 30 e i 40 anni), stretta tra lo slancio creativo degli anni giovanili e il disincanto imposto da una desertica crisi, prima culturale che economica, potranno riconoscersi con un sorriso.
Del resto, la canzone di Johnny Thunders che presta il titolo al libro ne rivelava già il senso: “I have nothing to do/ I have nothing to say/ Only one thing that I want”.

Le prossime date del Born to Lose tour in puro stile Nicoz!

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