5×1 #61
*GIULIO BONASERA

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Continua su DATE*HUB la rubrica dal titolo 5×1 – 5 opere x 1 artista dedicata ad artisti, illustratori e creativi talentuosi che, di volta in volta, si presenteranno ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandocene la storia, le tecnica o semplicemente una curiosità.

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È la volta di Giulio Bonasera, che si racconta così: nasce a Roma dove lavora nel suo piccolo studio all’estremo nord del GRA, collaborando con case editrici, quotidiani, riviste, agenzie e progetti artistici tra cui Vice USA, The Village Voice, 3×3 Magazine, Einaudi, L’Espresso, WALLS, Loescher, New Statesman (UK) Datum (Austria) IESE Insight (Spagna), Bayard Presse (Francia), Focus Spezial (Germania). Durante gli anni all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma in Grafica d’arte e tecniche dell’incisione, inizia a collaborare stabilmente con L’Espresso e poco dopo frequenta, a Milano, i corsi di illustrazione del MiMaster. Di nuovo a Roma intraprende un percorso di studio dell’animazione, da autodidatta, che ancora oggi lo tiene occupatissimo. Lavorando tra acidi calcografici, pittura digitale e figure in movimento, nel tentativo di miscelare il più possibile vecchie e nuove metodologie, ricerca immagini che siano in grado di veicolare messaggi nel modo più rapido possibile, ma anche di consentire tempi di lettura a volte più lunghi, nei quali potersi perdere in dettagli e libere interpretazioni.

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«Questo lavoro, il mio secondo incarico per Vice US, analizza come sebbene la realtà virtuale abbia ad oggi vinto la “battaglia ludica” a livello di mercato, la realtà aumentata può invece essere un tipo di tecnologia a lungo raggio, in grado di ispirare cambiamenti significativi nel nostro modo di percepire il mondo. »

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«In alcune interviste capita di leggere “quale sarebbe il tuo progetto ideale?” Appena ho tempo a disposizione sviluppo i miei, penso che sperimentare in libertà e fare ciò che più si ama sia un modo sincero e quindi estremamente utile per conoscersi e fare significativi passi in avanti nel proprio percorso.»

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The Village Voice, un magazine di New York, mi ha commissionato quest’illustrazione, una book review dal titolo “Me, Mine and The Apocalypse”. Black Wave parla di una scrittrice divisa in tante parti, quelle delle propria esistenza, che trovano pace ed unione proprio mentre il mondo scopre che la fine è imminente, e tutto intorno a lei inizia a perdere progressivamente equilibrio.

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«Charles Hively, direttore di 3×3 Magazine, tempo fa ha lanciato IH8WAR, un progetto che si è concretizzato in un sito nel quale poter inserire immagini contro ogni tipo di guerra e violenza. Qui il soggetto è liberamente ispirato alla Ballata dell’Eroe, di Fabrizio de Andrè.»

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Sono legato a quest’immagine, il cui articolo parlava di come gli scienziati abbiano scoperto che il distorcere i lineamenti del viso in situazioni di forte emotività sia una peculiarità in comune tra i mammiferi di ogni specie, anche perché ha avuto la possibilità di partecipare a Novantanove, una mostra a svoltasi Torino ed organizzata da Illustri, che includeva altri 98 illustrissimi colleghi.

WEB* www.giuliobonasera.com