TRAVEL
* NEPAL 7+1

by Chiara Sernia

Piccolo grande Nepal

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Il Nepal non è grande, è circa la metà dell’Italia, e sembra fatto apposta per viaggiatori con poco tempo a disposizione. E infatti, io l’ho fatto in 8 giorni, e in uno mi sono anche cimentata nel rafting sul fiume Trishuli! Per chi si sente meno avventuroso di me, comunque, possono bastare 7 giorni.

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3/06/2016 Bhaktapur

Il viaggio comincia con la visita di Bhaktapur, una cittadina che rispecchia perfettamente l’immaginario di un viaggio in Nepal: sembra di essere atterrati nel passato, in un mondo quasi fatato, in una città a dimensione umana dove tutto è rimasto immutato da centinaia di anni.

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Anche conosciuta come Bhadgaon o Khwopa, Bhaktapur è un’antica città newari (la lingua dei nativi del Nepal n.d.r.) famosa per gli artigiani ceramisti. Denominata “città del riso“, vive in contatto permanente con la campagna: un luogo da scoprire a piedi, dalla Porta del Leone alla Durbar Square e alla Potter’s Square, da Taumadhi Tole a Tachuoal Tole, vecchio centro del paese.

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4/06/2016 Dakshinkali, Pharping, & Kiritpur – Bhaktapur

Il secondo giorno è un percorso nella vallata di Kathmandu. Prima tappa il tempio di Dakshinkali, noto per essere sede della venerazione della più feroce e sanguinaria forma che può assumere il dio Parvati: Kalì è la dea che esige sacrifici di sangue da parte dei fedeli. Quindi, i devoti a Kalì offrono animali (polli, anatre, capre, maiali, bufali) che i sacerdoti del tempio, dopo averli decapitati, trasformano in tagli di carne. La presenza e la partecipazione dei fedeli è grande e, se i sacrifici urtano la sensibilità di chi viaggia, si può facilmente evitarne la vista godendo comunque dell’atmosfera al tempio (come ho fatto io…). Situato a pochi km da Dakshinkali, c’è Pharping, un tempio induista immerso nel verde, un’atmosfera di tranquillità e di pace… quando non è invaso da un’orda di giapponesi travestiti da italiani! Ultima tappa della giornata, Kiritpur è una sonnolenta cittadina da visitare per il maestoso Tempio di Bagh Bhairab che si affaccia su un cortile punteggiato da piccoli santuari e statue di diverse divinità. Alle spalle della pagoda principale, si gode di una bella veduta sulla capitale Kathmandu dove torniamo nel tardo pomeriggio e ci regaliamo un fantastico massaggio!

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5/06/2016 Surya Vinayak, Thimi, Changu Narayan, Nagarkot- Bhaktapur

Surya Vinayak è uno storico tempio hindu dedicato al dio Ganesh. È anche conosciuto come il tempio del sole nascente perché è situato in un punto da cui si può vedere il primo raggio di sole al mattino; è una destinazione fuori dai circuiti turistici, frequentata quasi esclusivamente dai fedeli nepalesi.

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Dopo la visita, ci fermiamo presso la scuola sostenuta dall’associazione “Hanuman”: un’esperienza meravigliosa poter incontrare e giocare con i tanti bambini, ai quali lasciamo penne, matite, quaderni portati per loro dall’Italia. Proseguiamo per Thimi, che è una cittadina newari specializzata nella produzione di vasi di ceramica. Il lavoro è diviso per quartieri: c’è chi lavora la creta, chi dà forma ai vasi, chi li decora, chi li cuoce costruendo un grande forno in mezzo alla piazza. La cittadina è incantevole, ma purtroppo è stata fortemente colpita dal terremoto del 2015 e ha ancora molte strade piene di mattoni e macerie.

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Da Thimi ci spostiamo a Changu Narayan per visitarne l’antichissimo tempio omonimo (il più antico – dicono – di tutto il Nepal). Anch’esso ha subito gravi danni dal sisma, ma trasmette lo stesso tutto il fascino della sua storia. Da Changu Narayan a Telkot ci si sposta invece a piedi con una passeggiata tra campi e piccolissimi villaggi, nella tranquillità di una stupenda vallata.

6/06/2016 Rafting sul fiume Trishuli – Patan

7/06/2016 Patan – Panauti

Vicinissima alla capitale è la splendida Patan (anticamente denominata Laliptur che significa “Città della bellezza”), dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e considerata una delle città più antiche dell’intera valle di Kathmandu. La sua Darbar Square è talmente ricca di templi  che è quasi impossibile coglierne in pieno la bellezza con un solo sguardo, senza considerare i quattro grandi stupa (monumento buddista n.d.r.) posti ai quattro angoli estremi della città, gli oltre 600 piccoli e medi stupa da scoprire nei cortili e circa 185 bahal. Tanti anche i negozi per fare acquisti. Nel pomeriggio arriviamo a Panauti dove veniamo accolti da tante donne festose che ci regalano sorrisi e ghirlande di fiori in quanto dormiremo presso di loro attraverso il progetto Home Stay Community. il villaggio di Panauti è stato graziato dal terremoto, è bellissimo e viverlo in una famiglia nepalese è un’esperienza straordinaria.

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8/06/2016 Panauti – Namobuddha – Dulikhel – Boudhanath

Namobuddha, una dei luoghi buddisti più importanti del Nepal, può essere raggiunto in trekking o in bus: è un enorme monastero proprio a strapiombo sulla valle da cui si gode di una vista stupenda. A pochi km c’è Dulikhel, un piccolo paesino newari, dove visitiamo il tempio locale e per pranzo scopriamo i MOMO, una specie di ravioli cinesi, deliziosi! Arriviamo quindi a Boudhanath, con lo stupa buddista più grande del Nepal, dove viviamo l’esperienza mistica di una preghiera al tempio… e un fantastico caffè con dolcetti nella piazzetta del paese. Siamo troppo turisti!

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9/06/2016 Boudhanath, Sankhu, Gokarna Temple, Pashupatinath & Swoyambhunath –KTM

Sankhu è un piccolo villaggio che è stato fortemente colpito dal terremoto: l’impatto con la vita difficile che i nepalesi sono costretti ad affrontare dopo il terremoto è forte e, per dimostrare la nostra vicinanza, lasciamo vestiti e giocattoli portati con cuore dall’Italia: il nostro piccolo contributo. Ci dirigiamo quindi al Gokarna Temple e a Pashupatinath. Si tratta di un complesso costruito lungo il sacro fiume Bagmati dove ogni giorno si assiste alle cremazioni dei defunti, ma anche alle preghiere e ai bagni di purificazione. L’esperienza è forte e anche qui sono grandi i danni del terremoto del 2015. Per fortuna chiudiamo la giornata al tramonto di Swayambhunath: meraviglioso e suggestivo… e, per fortuna, CI SONO POCHE SCIMMIE!!

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10/06/2016 Budhanilkantha – Kathmandu

Budhanilkantha, tempio di Vishnu dormiente, è una meta presa d’assalto dai fedeli per cui è importante arrivare presto la mattina, intorno alle 7 o direttamente nel tardo pomeriggio (alle 17.30) per assistere alla cerimonia religiosa che è molto emozionante. Monaci bambini, con una cura estrema, lavano con il latte la grande statua di Vishnu che è adagiata su un letto di serpenti e circondata dall’acqua. Poi la asciugano accuratamente e, infine, la ricoprono con tantissimi petali di fiore. L’atmosfera è resa ancora più mistica grazie ai canti sacri, alle campane e alle preghiere di centinaia di fedeli che in fila (quasi ordinata) e con vassoi carichi di offerte attendono il momento per rendere omaggio alla divinità depositando ai suoi piedi le loro offerte (fiori, frutta e qualche soldino). Ai turisti NON è permesso avvicinarsi alla statua.

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A Kathamandu sono notevoli i danni del terremoto, soprattutto nella Durbar Square. Molti palazzi sono andati persi così come parti di pagoda. La visita rimane comunque assolutamente interessante e il modo migliore è perdersi fra le viuzze e i chowk (gli incroci) del centro, camminando tra i venditori di frutta e verdura, di stoffe o di sikarni, scoprendo i vicoli e le bakery del centrale quartiere di Thamel, che oggi ha più l’aspetto di un immenso bazaar o lungo la Jochne, la famosa “freak” street degli hippies negli Anni ’60.
Abbiamo solo poche ore prima di ripartire per l’Italia e le trascorriamo rincorrendo gli ultimi acquisti… ma soprattutto imprimendoci anche sulla pelle la magia che il Nepal ha esercitato su tutti noi.

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