CREATIVITY
* ITALIANISM

by Redazione DATE*HUB

Less in More?

In un momento in cui la cultura dell’immagine è prepotente a tal punto da non lasciare quasi più spazio alle parole, l’edizione di Italianism dello scorso ottobre ha voluto scardinare questo assunto lanciando a una platea teoriamente universale il tema de “Il Design della Parola”. E il risultato in termine di partecipazione è stato tanto più incredibile quanto inaspettato, come ci racconta Renato Fontana in questa intervista.

dieci_parole-studiomistaker

* Oltre 500 contributi  per #dieciparole provenienti da tutta Italia è un risultato strabiliante. Te lo aspettavi quando hai lanciato la call online?
Considerato il relativo tempo a disposizione per l’elaborazione delle proposte e la copertura garantita dai soli social, in tutta franchezza rispondo che è andata al di là delle più rosee aspettative: la qualità e l’entusiasmo della risposta del pubblico è stata una piacevolissima sorpresa. Gli obiettivi principali erano quelli di condividere il tema principale della conferenza (il Design della Parola) grazie al patrocinio fondamentale dell’Accademia della Crusca, lanciare l’appuntamento e incrementare il network di professionisti e interessati ad Italianism. Credo che il contest si sia imposto anche per  alcuni elementi “tecnici”: la modalità automatica con cui le parole venivano assegnate casualmente; un brief “stretto” su un tema percepito come insolito; l’esposizione e la condivisione progressiva su Facebook e Instagram.

dieci_parole-dilernia

* Una giuria trasversale e di altissimo livello ha selezionato i 20 lavori da esporre durante la conferenza. Visto il numero dei contributi arrivati, non sarà stato facile! Ci sono state delle linee guida che avete condiviso per la selezione?
Il mio compito è stato di tipo organizzativo e gestionale; la giuria ha lavorato  in autonomia. I criteri di scelta erano indicati in modo esplicito nel regolamento: nei casi di dubbio o nelle decisioni non all’unanimità, l’analisi si è basata sulla forza dell’idea creativa, sulla sua originalità e sulla capacità di esplicitare una cultura progettuale. In questo senso, tutti i membri della giuria si sono dimostrati attenti e compatti.

dieci_parole-garofano

* Nelle prime due edizioni (ottobre 2015 – maggio 2016) Italianism si era distinta per un livello molto alto della creatività presentata in quanto curata da te. Al momento di aprire la partecipazione a tutti per la terza edizione, in modo orizzontale attraverso internet, non hai temuto che si potesse abbassare l’autorevolezza della conferenza e quali precauzioni hai adottato perché ciò non succedesse?
Io credo profondamente nella creatività italiana diffusa, che rimane spesso sottotraccia e che tende a non valorizzarsi da sola, o lo fa con difficoltà. La chiamata aperta, senza limiti di età o vincoli di esperienza professionale, ha evidenziato un paio di elementi molto interessanti:  il  primo è quello dell’ampiezza del target in termini anagrafici, comprendendo studenti diciottenni e persone mature. Il secondo è la meraviglia creativa e produttiva della provincia italiana, con una distribuzione che è senza soluzione di continuità e copre tutta la penisola, quasi che studi in località fuori circuito e camerette lontane dal clamore mediatico possano competere con prestigiosi hub e spazi urbani di alto profilo. Se poi, per completezza di analisi, dobbiamo trovare dei limiti o delle debolezze generali,  va detto che il pensiero può essere alle volte debole, con utilizzo di stilemi, cliché concettuali ed estetici immediati e forse un po’ scontati e didascalici. Nell’economia del progetto complessivo non va poi dimenticato il valore dei relatori della conferenza e dei “visualizzatori”, selezionati grazie al contributo di associazioni di categoria, centri di formazione, festival e network creativi indipendenti.

platea

* “Italia paese di santi, poeti e… illustratori”: delineaci, se possibile, qualche caratteristica di chi ha partecipato alla call – professione, età e provenienza geografica.
Ho anticipato  in parte questo punto nella precedente risposta. 😉 C’è stata una significativa risposta degli illustratori e, in generale, di chi ha una competenza anche sul piano grafico e del  fumetto. A dimostrazione di una attuale effervescenza e di un attivismo  effettivamente presente in questi ambiti professionali. Attrarre altre aree della cultura visiva, come ad esempio la fotografia, richiederà ulteriori sforzi per la specificità della community di riferimento e dei relativi meccanismi di inclusione e adesione.

rapper

* A tuo avviso, dove andrà a finire la creatività italiana?
Rispondo in senso geografico: all’estero. Per un reale salto di qualità, dovremo abituarci a non considerare  il solo palcoscenico italiano e le  tranquillizzanti community autoreferenziali. La sfida è essere competitivi ovunque, anche andando a esplorare mercati, da singoli o, auspicabilmente, come Sistema Paese. Il fatto che il catalogo che raccoglierà tutti i contributi ufficiali di Italianism, assieme ai venti lavori selezionati  nell’ambito di Dieci Parole, sarà scaricabile online a titolo gratuito e venga ufficialmente inserito nel nuovo Portale della Lingua Italiana del Minstero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, è un segno importante. Ed è un risultato del nostro impegno di valorizzazione del talento “made by Italians”.

cosmo

* Qualche anticipazione per il prossimo futuro?
Stiamo già lavorando ad una ridefinizione, stilistica e sostanziale, della piattaforma online, per poter offrire in modo continuativo più contenuti e visibilità ai professionisti italiani. Ci saranno grosse novità che non mancheremo di condividere con voi nel momento in cui avranno un carattere definito. E non escludiamo affatto di replicare il contest molto presto…

WEB * www.italianism.it