GAMES
* BRUTI

by Adriano Ercolani

Fatti noi fummo

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Gipi (Gian-Alfonso Pacinotti all’anagrafe) è indubitabilmente uno degli autori di fumetti più importanti in Europa degli ultimi 20 anni. Il suo talento grafico e narrativo è stato consacrato non solo da un notevole successo di pubblico, ma anche da numerosi importanti riconoscimenti, tra cui spiccano il Premio Miglior Album al Festival di Angoulême di dieci anni fa per Appunti per una storia di guerra e la storica candidatura al Premio Strega del 2014 della sua ultima opera Unastoria (prima volta in Italia in cui un fumetto veniva candidato al premio letterario).
Eppure, proprio nel momento di massimo apprezzamento critico da parte della “cultura alta” (definizione di per sé contraddittoria e risibile), l’autore pisano ha deciso di spezzare etichette e condizionamenti con un vero e proprio colpo di genio pop: la creazione, nel 2015, di un “gioco di mazzate”, significativamente chiamato Bruti.

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Tale è stata la risonanza della notizia che il gioco (edito da Rulez srl) è stato realizzato grazie a un crowdfunding, il cui obiettivo è stato polverizzato in breve tempo.
Tra i partecipanti si è creata una vera e propria comunità bruta che si ritrova sul gruppo Bruti FAQ su Facebook, organizzando tornei in tutta Italia, dando vita a diverse “Fosse di gioco”.
Ma andiamo per ordine.

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Cos’è Bruti? Un semplice gioco di carte? Si, tecnicamente lo è, si gioca con le carte indubbiamente, ma è anche di più.
Il “giocone” ideato e disegnato da Gipi è la riproduzione di combattimenti all’arma bianca, con tutta la mole di fomento, esaltazione, scoramento e adrenalina che ciò comporta. Il gioco assolve ad una benedetta funzione psichica di sfogo e sublimazione, una sorta di catarsi ludica disegnata in maniera magnificamente cattiva. Poiché, infatti, Bruti è indiscutibilmente anche un’opera d’arte: il design è realizzato da uno dei più grandi disegnatori italiani, non poteva essere altrimenti. Dunque, abbiamo: un gioco di carte, un generatore di storie di combattimento, un’opera d’arte grafica e…basta? No, perché Bruti è anche una divertita parodia del linguaggio e dell’immaginario medievale, sulla scia de L’Armata Brancaleone, per intenderci.

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C’è anche una componente, diremmo, filosofica nel mondo parallelo del gioco: tutto è dominato da capricciose divinità che si compiacciono nel vedere i guerrieri sfidarsi all’ultimo sangue e determinano arbitrariamente i loro destini, capovolgendo incontri dall’esito ormai scontato con colpi di scena improvvisi e beffardi.
D’accordo, si dirà: è disegnato benissimo, è divertente, è ben costruito…ma come ci si gioca?

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Chi scrive non appartiene alla vasta schiera generazionale di nerd cresciuti a pane e Dungeon & Dragons. Non posso dire d’essere digiuno ed analfabeta a riguardo, essendomi ritrovato pressoché con la forza in riunioni adolescenziali di appassionati di Tolkien raccolti attorno a mappe di mondi immaginari, sfidando per ore la sorte in interminabili sfide, ma comunque non sono certo un esperto giocatore di giochi di ruolo.
Ebbene, forse per il privilegio d’essere stato iniziato dallo stesso autore, posso testimoniare l’altra giocabilità, quasi intuitiva di Bruti. Certo, come ogni gioco che si rispetti, il margine di approfondimento e conoscenza sottile di ogni variazione e sfumatura delle dinamiche e delle interazioni è tale da autorizzare un manuale enciclopedico. Ma, per arrivare al punto, si può benissimo esser posseduti dalle ondate d’adrenalina bruta anche al primo incontro.

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Durante la prossima Lucca Comics&Games verrà presentata l’espansione del gioco, con tanti nuovi materiali e nuovi personaggi nuovi disegnati da Gipi.
Vi invitiamo a visitare lo stand di Bruti, non solo per incontrare un grande autore, ma per farvi introdurre in un magico mondo di mazzate e dèi capricciosi dal suo stesso creatore.

WEB * www.brutigame.com – www.facebook.com/BRUTIgame