B COMICS • FUCILATE A STRISCE * EMANUELE GIACOPETTI

by Maurizio Ceccato

I fumetti-zip per i buongustai del futuro

B-comics_cover-GNAM«Forse non c’è niente che valga la pena raccontare», dice un personaggio dell’universo B comics. In fondo, però, è sempre stato così: almeno dai tempi di Omero che (si dice) avrebbe formalizzato tutte le possibili storie raccontabili. Ecco perché Gnam!, questo il titolo mangereccio della nuova uscita di B comics • Fucilate a strisce arrivata nell’anno di Expo a placare la fame dei fumettofili, contiene anche la risposta alla vexata quaestio narratologica: «Forse. Ma qualcosa si trova sempre. È la regola». Vero: qualcosa si trova sempre. Gnam! lo fa in parte confermando, in parte contraddicendo le due scuole culinario-narrative del tempo che stiamo vivendo: da un lato la bulimia di messaggi in pillole più simili ad aperitivi che a lauti pranzi, da un lato il successo di serie televisive che sembrano megabuffet battesimali. Tra questi opposti emisferi, Gnam! privilegia il primo. Ecco allora un picnic di storie autoconclusive e levigate (anche nel segno) che non di rado lasciano però indovinare l’esistenza di un sottofondo, di qualcos’altro, di una portata che potrebbe sempre arrivare.
Alzarsi da tavola con un po’ di sano appetito, predicano i guru della nutrizione, è indice di salute, e gli artisti sul menù di Gnam! paiono confermare l’asserto: non solo perché la tirannia delle poche tavole in coabitazione con altrettanti chef li stimola a disertare il sentiero del racconto- snack, elaborando semmai piatti comunque unici, pasti da astronauti in modalità nouvelle cuisine; e poi perché metaforicamente ci raccontano una contemporaneità dove – parafrasando Montale – si ignora ancora chi sarà, al festino, farcitore o farcito. Non mancano infatti tavole & favole sapienziali dove si mangia o si viene mangiati, abbondano poi i divoratori e ancor più i divorati.
Se esistesse un appunto auspicabilmente costruttivo da formalizzare a questa fiera del gusto, potrebbe essere l’esortazione a restarsene bassi interpretando da bravi il tema assegnato: restando in metafora, se ti chiedono la pastasciutta non travestire la marmellata alla fragola per sugo. Un po’ fuor di metafora: liberaci dalla tentazione di sorseggiare portfolio con cibarie in attachment. È pur vero, si potrebbe però contro-obiettare, che questi sono gli anni dell’Ogm e delle clonazioni: chi mai potrebbe contestare copioni rapsodici con creature ibride e bizzarri eterozigoti? Gentili commensali, questo ormai lo possiamo dire: noi siamo quello che mangiamo e «B comics» è un laboratorio, anzi, un’Alta Cucina Redazionale dove si celano gli antipasti di quel che un giorno sarà. _Stefano Scalich

Per il nostro quinto appuntamento sulle pagine di D*H ecco un’intervista a Emanuele Giacopetti.

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La città dove sei nato e quella che ti ha adottato.
Sono nato a Sampierdarena e da grande mi sono trasferito a Genova (chi dice che Sampierdarena è a Genova mente).

Come ti sei avvicinato al fumetto e quale significato ha per te questa parola.
Il Fumetto c’è sempre stato, negli ultimi due anni ho anche cominciato a provare a farlo, sono quindi ancora in fase di avvicinamento ma penso che il bello sia proprio questo. Per me Fumetto è raccontare con le immagini ed è già tantissimo.

Qual è stata l’esperienza su «B comics • Fucilate a strisce».
Scrivere e disegnare una storia dall’antipasto alla frutta. È stata l’opportunità di cominciare un percorso che era un po’ che stava lì ad aspettarmi. L’argomento è un must dai tempi dei graffiti nelle caverne, mi ci son trovato bene anche perché penso che mangiare insieme a scopare, dormire e uccidere siano alla base di tutte le storie, più ci si avvicina al loro significato puro più la storia è bella.

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Il tuo segno in pochi segni
Crudo, nero e in evoluzione.

La mattina ti alzi con le onomatopee e la sera vai a dormire con le nuvole?
No, la mattina mi alzo con le bestemmie perché sono le sei, ma solo tre giorni a settimana quando faccio lo spazzino, per il resto dipende da che ora sono andato a dormire e se c’erano le nuvole.

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Quali sono i tuoi punti cardinali, al di là del tuo orientamento religioso?
Sono parecchio comunista, milito nei centri sociali da quando sono un bambino e non “lascio perdere” quasi mai.

Matita o penna grafica? Lazo o forbici? Mano destra o piede sinistro?
Meno computer possibile, perché non mi piace e non sono tanto capace. Il mio cellulare è un nokia perché lo smartphone proprio no. Non è per fare il fico giuro! A riprova della mia buona fede aggiungo che guardo tantissima Maria Defilippi (nessuno può fare il fico con Maria Defilippi).

Un mestiere fatto con la schiena a 90 gradi. Senza i supplementari.
Ammetto di avere sempre avuto un atteggiamento un po’ di sufficienza verso la “fatica da scrivania”, negli ultimi anni, da quando il mio lavoro di disegnatore ha cominciato a sostituire quello da operaio e ho imparato che disegnare è farsi un gran culo soprattutto sulla distanza. Mi piace che sulle mani ho calli diversi per lavori diversi.

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Chi sparecchia? (Vivi solo? Con la mamma o la fidanzata? Fai pure la spesa?)
Nessuno, ho una fobia verso le stoviglie usate e utilizzo solo kit monouso imbustati. Scherzo, vivo quasi solo perché spesso c’è la mia fidanzata: la Chiara. Su apparecchio, sparecchio e spesa mi batte anche a casa mia ma anche su quello sono in evoluzione.

Alla fine ne resterà soltanto uno.
Sai che palle! (Per fare i seri: Vincent Price batte Will Smith pure da morto).

La lista della spesa di Emanuele Giacopetti.
Tabacco
Libri
Carta, chine e pastello nero
Patate, cipolle, carne
Sabbia del gatto
Articoli per fumatori
Spuma

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La biografia senza agiografia di Emanuele Giacopetti.
Nato nel 1982 a Genova da dove negli ultimi 33 anni non si è spostato molto. Lavora presso la locale azienda di Nettezza Urbana nel settore delle bonifiche. Derattizzazione, diserbo e controllo volatili sono ispirazione costante nei suoi disegni.

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