EXHIBITIONS
*BARBIE THE ICON

by Adriano Ercolani

…come fossi una bambola!

tutte_le_barbie

Confesso un certo imbarazzo nell’approcciarmi alla bionda icona di plastica.
Non solo per la mia inderogabile appartenenza alla classe dei maschietti, ma per una più profonda idiosincrasia concettuale per la visione della donna sorridente e plastificata, cristallizzata in un modello fittizio di moda e benessere, che Barbie rappresenta.
Consapevole del legame intimo tra moda e morte (Leopardi docet), Barbie mi è sempre apparsa, insomma, un simbolo dell’omologazione globale.

Barbie_primo_piano

Eppure, devo con altrettanto candore confessare che la mostra presente nell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano a Roma ha saputo destare il mio interesse, non solo per la cura notevole nell’esposizione (sogno proibito di qualsiasi collezionista), ma per il costante richiamo all’influenza reciproca che questa icona ha avuto con la contemporaneità.

Barbie_oro

 

Photographer=Paul Jordan,  Stylist: Cheryl Fetrick Job#=1148424

Fin dal suo esordio ufficiale, datato 9 Marzo 1959, lo stile di Barbie ha rappresentato una sorta di laboratorio in miniatura delle tendenze estetiche della moda internazionale.
Come in tutti casi di icone simili della cultura popolare, la parabola del successo è la seguente: all’inizio Barbie insegue la moda per riprodurla, ne diviene progressivamente simbolo e riferimento fino a diventare essa stessa fonte d’influenza per il costume dominante.

Barbie_dance

Nei primi anni ’60 la bambola comincia a riprodurre fedelmente l’eleganza di Jacqueline Kennedy e di Maria Callas, per presto adeguarsi all’atmosfera travolgente della novelle vague, della Swingin’London, fino a giungere addirittura alla “rivoluzione” hippie.
Qui giace il fascino e il rifiuto che concettualmente Barbie ispira: da un lato la ricostruzione accurata e seducente del reale, dall’altro la plastificazione dei movimenti culturali, ridotti ad oggetti da esporre, svuotati del proprio significato dirompente.

Barbie_diva

Negli anni’70, la linea fashion doll della Mattel si rinnova fino a “rubare” il sorriso all’attrice Farrah Fawcett, celebre volto delle Charlie’s Angels e a lanciare, verso la fine del decennio, la prima “black Barbie”. Da Yves Saint Laurent a Jean-Paul Gaultier, da Calvin Klein a Ralph Lauren, da Twiggy a Jane Fonda, da Marlon Brando a Elvis, Barbie attraversa tendenze, stili, personaggi, status symbol e simboli, in un raffinato gioco di trasfigurazione estetica.

Barbie_riccia

A confermare il suo ruolo di vertice concettuale del pop, Andy Warhol raffigurerà il suo amico Billy Boy come una Barbie, sancendo l’ingresso della bambola nella storia dell’arte contemporanea. Un incrocio che troverà compimento nel 1997, in cui verrà inaugurata la serie Artist Doll, in cui Barbie interpreta le protagoniste femminili delle grandi tele della storia artistica.

Barbie_ken

Gli anni 2000 vedono il culmine della “telenovela” Barbie/Ken: nel 2004 i due personaggi si lasciano (galeotto nella romanzesca finzione il surfista australiano Blaine). Sette anni dopo una campagna pubblicitaria invade Times Square a New York, volta a ricostituire la coppia di plastica più celebre del mondo. Barbie e Ken torneranno insieme nel giorno di S.Valentino.
Un happy end perfetto, scontato quanto straniante nella sua matematica prevedibilità.

Barbie_costume

Così si chiude il cerchio di un’icona ipnotica e inquietante, nel suo rappresentare da quasi 60 anni un’ideale di irreale felicità materialista.
La mostra è si può visitare fino al 30 Ottobre 2016.

WEB * http://www.ilvittoriano.com/mostra-barbie-the-icon-roma.html