ARTE
* ZOE LACCHEI

by Rossana Calbi

Drawing Zoe

Almeno una volta al mese entro in libreria per comprare un volume solo per la sua copertina, assecondare la mia superficialità mi ha permesso di scoprire autori piuttosto insoliti, case editrici con una scelta grafica decisamente originale e coraggiosa rispetto all’omologazione imperante dei grandi nomi e mille volte artisti a cui mi sono attaccata come una falena alla luce. Grazie a La morte non è cosa per ragazzine, Zoe Lacchei è entrata a far parte del mio immaginario stilistico, non lo sapevo allora, ma i suoi lavori li avevo visti mille volte sui corpi di amici, le sue geisha erano sui costati di almeno quattro o cinque persone che conoscevo: gli stessi volti bianchi e incorniciati da capelli corvini che l’artista nata ad Albano Laziale aveva esposto già nel 2008 negli Stati Uniti.

Benisato

Non so se si trattò di un riconoscimento delle sue linee in cui, senza forzatura, si trovano la passione per la cultura giapponese e la costruzione classica della figura umana, ma la bambina su quel volume Mondadori mi aveva riportato a un immaginario vittoriano che Zoe Lacchei aveva approfondito e sviluppato in molteplici declinazioni dal gotico allo steampunk. Nel 2004 pubblica Marilyn Manson Metamorphosis: The art of Zoe Lacchei, un tributo che viene selezionato dall’Universal Italia per celebrare il disco d’oro dell’artista che viene “dall’inferno” e che la traghetta oltreoceano. La sua collaborazione con le gallerie statunitensi è continua dal 2007 e, dopo la sua ultima mostra a Roma nel 2010 presso la galleria Mondo Bizzarro, è tornata a realizzare un progetto a Roma, città in cui vive e lavora.

Geisha of the Bones

Geisha with Tattooed Cat

Dopo sei anni torni a esporre a Roma, in un progetto che ti vede protagonista assieme ad altri 110 artisti. Cosa ti ha convinto a partecipare a EXIT VOTO?
EXIT VOTO è stata non solo un’idea geniale ma anche una mostra ardita e coraggiosa che è cosa rara di questi tempi. Purtroppo mi è capitato spesso di perdere contatto con il “piacere di fare il mio lavoro” che, il più delle volte, è una faticosa e frustrante corsa contro il tempo ma quando mi è stato sottoposto questo progetto sono stata invasa da un’ondata di idee e di emozioni ed è stato magnifico cimentarmi nell’impresa in compagnia di così tanti validi artisti.

Moonriselacchei_la maddalena penitente_low

Qualche particolare sulla tua interpretazione di Maria Maddalena?
La mia Maria Maddalena è un autoritratto il che è peculiare considerando l’interpretazione che ne ho dato. Gli artisti tendono spesso a ritrarsi nelle loro opere ma di certo il risultato è atto a esaltare questi ultimi e non a mostrarli prostrati. La mia Maddalena è completamente abbandonata al pentimento e mi piaceva l’idea di riprodurre in questa scena una sorta di gioco tra Padrone e Schiava tipico del BDSM, Bondage Disciplina Sadismo Masochismo. Nel mio modo di essere donna e di essere “artista” c’è molto masochismo e lo dico senza accezione negativa. Qualunque cosa si faccia nella vita che richieda un “sacrificio” è degna di essere fatta. Nulla viene da sé, nulla che meriti di essere raggiunto arriva senza sofferenza ma in amore, come per i cristiani nella Fede, ci si deve abbandonare senza resistenza alla figura che decidiamo di adorare (che sia un uomo o che sia Dio) e solo nell’abbandono e nella fiducia si raggiunge l’estasi.

Chokeshin

Hai una collezione di ex voto, come nasce questa passione?
Seppure io sia atea, negli anni della mia formazione giovanile sono stata affidata a scuole cristiane che hanno lentamente ma inesorabilmente inculcato in me la passione per le iconografie religiose e per gli oggetti di culto. Gli ex voto sono di una raffinatezza incredibile e mi piace pensare che la richiesta di grazia di un credente a Dio possa manifestarsi attraverso oggetti di tale bellezza.

Saint Stoya

Quali sono gli altri i simboli cristiani e religiosi in generale che ti incuriosiscono maggiormente?
Ho una vasta collezione di canivet antichi, di crocifissi, di piccole reliquie, di rosari, di libri di preghiera. Tutti questi oggetti sono legati non solo alla fede cristiana ma alla ritualità intesa come sacralità, come solennità di gesti e di azioni ripetute nel tempo e immutabili. Una cosa che sicuramente mi affascina più degli atti che si compiono in vita sono i richiami al mondo dei morti, al fatto che gli esseri umani siano mortali e destinati a una fine comune che siano essi santi o peccatori. Il memento mori mi affascina e mi terrorizza al tempo stesso. Cerco disperatamente di scacciare da me l’idea che prima o poi finirò di esistere, quindi cerco in ogni modo di esorcizzare la morte, di capirla e accettarla ma, per quanto io mi sforzi, non è l’aspetto oggettivo della morte a spaventarmi bensì l’idea di non aver fatto del mio meglio finché avrò vissuto.

The Demon of Lust

Tra le rappresentazioni classiche della cristianità quale colpisce il tuo immaginario?
I martiri sono da sempre i miei preferiti. La religione cristiana esalta e premia colui che sopporta pene atroci elevandolo dopo la morte tra coloro che sono santi. Le morti strazianti dei martiri si trasformano in pura bellezza attraverso le opere dei grandi artisti che con dipinti, sculture e affreschi hanno reso “magnifico ed estatico” qualcosa di terrificante e terreno come può essere una persona che muore tra atroci torture. Quando osservo l’immagine del Cristo crocifisso, ad esempio, non vedo l’oggettività di quello che mostra ma mi perdo nella bellezza del volto, nella sinuosità del suo corpo e nell’indiscutibile carisma della sua persona. Solo l’arte può rendere magnifica una cosa del genere.

WEB* zoelacchei.com