FOTOGRAFIA
*DOMON KEN

by Redazione DATE*HUB

Il maestro del realismo giapponese

Ricorre domani, 25 agosto 2016, il 150° anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio tra il nostro Paese e il Giappone e rimane poco più di un mese di tempo per visitare la mostra di Domon Ken (1909-1990) al Museo dell’Ara Pacis di Roma, una monografica dedicata a uno dei fotografi più importanti della fotografia moderna giapponese, per la prima volta fuori dai confini del Giappone.

Copertina

In mostra circa 150 fotografie, in bianco e nero e a colori, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, che raccontano il percorso di ricerca verso il realismo sociale. Dai primi scatti, prima e durante la seconda guerra mondiale, che mostrano la visione legata al fotogiornalismo e alla fotografia di propaganda, passando dalla fotografia di ambito sociale, la mostra ripercorre la produzione di Domon Ken fino all’opera chiave che documenta la tragedia di Hiroshima, alla quale il fotografo si dedicò come rispondendo ad una chiamata e ad un dovere umanitario.

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Domon Ken, considerato un maestro assoluto della fotografia giapponese e iniziatore della corrente realistica, segnò un capitolo epocale nella storia della fotografia del dopoguerra nipponico, facendo da base alla produzione fotografica contemporanea e rimanendo punto di riferimento a tutt’oggi per i circoli fotografici amatoriali giapponesi. Domon sosteneva che “la dote fondamentale di un’opera di qualità sta nella connessione diretta tra la macchina fotografica e il soggetto”. Il Maestro era, infatti, sempre alla ricerca di una immagine del tutto realistica, priva di drammaticità.

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La fotografia realistica è, dunque, la protagonista della mostra che, attraverso un percorso per tematiche, racconta l’ampio lavoro di Domon Ken abbracciando tutta la cultura giapponese in modo trasversale: dall’esordio con una fotografia di tipo giornalistico e a servizio della propaganda anteguerra e della promozione culturale del Paese verso l’estero (Fotogiornalismo e propaganda anteguerra, Il dopoguerra: verso un realismo sociale), a una fotografia rivolta alla registrazione della vita quotidiana e alla città che si trasforma e si occidentalizza, con un’attenzione sempre più forte ai temi sociali.

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Il realismo sociale di Domon Ken si esprime in particolare attraverso due reportage rappresentativi di quest’epoca, Hiroshima (1958), considerata dal premio nobel Oe Kenzaburo la prima grande opera moderna del Giappone, e i Bambini di Chikuho, serie fotografica sulla situazione di miseria nei villaggi di minatori del sud del Giappone con un’ampia e vivace ritrattistica di bambini incontrati per le strade del Paese.

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Nella mostra presente al Museo dell’Ara Pacis sono presenti anche una sezione di Ritratti (con volti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della cultura, della scienza, da Yukio Mishima a Jun’ichiro Tanizaki, da Taro Okamoto a Yusaku Kamekura) e una sezione dedicata al Pellegrinaggio ai Templi Antichi, una raccolta di immagini di sculture e architetture buddhiste, tesori e scorci di paesaggi, còlti nei suoi viaggi lungo tutto il Paese alla ricerca della bellezza dei luoghi sacri dell’antichità.

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La mostra, aperta al pubblico fino al 18 settembre 2016, si inserisce in un vasto programma di eventi che rappresenteranno il mondo culturale e tecnologico del Giappone in Italia per tutto il 2016 in occasione del 150° anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio, firmato nel 1866, tra Italia e Giappone, che diede inizio ai rapporti diplomatici tra i due Paesi.

WEB * www.arapacis.it