B COMICS • FUCILATE A STRISCE *MARGHERITA MOROTTI

by Maurizio Ceccato

I fumetti-zip per i buongustai del futuro

B-comics_cover-GNAM«Forse non c’è niente che valga la pena raccontare», dice un personaggio dell’universo B comics. In fondo, però, è sempre stato così: almeno dai tempi di Omero che (si dice) avrebbe formalizzato tutte le possibili storie raccontabili. Ecco perché Gnam!, questo il titolo mangereccio della nuova uscita di B comics • Fucilate a strisce arrivata nell’anno di Expo a placare la fame dei fumettofili, contiene anche la risposta alla vexata quaestio narratologica: «Forse. Ma qualcosa si trova sempre. È la regola». Vero: qualcosa si trova sempre. Gnam! lo fa in parte confermando, in parte contraddicendo le due scuole culinario-narrative del tempo che stiamo vivendo: da un lato la bulimia di messaggi in pillole più simili ad aperitivi che a lauti pranzi, da un lato il successo di serie televisive che sembrano megabuffet battesimali. Tra questi opposti emisferi, Gnam! privilegia il primo. Ecco allora un picnic di storie autoconclusive e levigate (anche nel segno) che non di rado lasciano però indovinare l’esistenza di un sottofondo, di qualcos’altro, di una portata che potrebbe sempre arrivare.
Alzarsi da tavola con un po’ di sano appetito, predicano i guru della nutrizione, è indice di salute, e gli artisti sul menù di Gnam! paiono confermare l’asserto: non solo perché la tirannia delle poche tavole in coabitazione con altrettanti chef li stimola a disertare il sentiero del racconto- snack, elaborando semmai piatti comunque unici, pasti da astronauti in modalità nouvelle cuisine; e poi perché metaforicamente ci raccontano una contemporaneità dove – parafrasando Montale – si ignora ancora chi sarà, al festino, farcitore o farcito. Non mancano infatti tavole & favole sapienziali dove si mangia o si viene mangiati, abbondano poi i divoratori e ancor più i divorati.
Se esistesse un appunto auspicabilmente costruttivo da formalizzare a questa fiera del gusto, potrebbe essere l’esortazione a restarsene bassi interpretando da bravi il tema assegnato: restando in metafora, se ti chiedono la pastasciutta non travestire la marmellata alla fragola per sugo. Un po’ fuor di metafora: liberaci dalla tentazione di sorseggiare portfolio con cibarie in attachment. È pur vero, si potrebbe però contro-obiettare, che questi sono gli anni dell’Ogm e delle clonazioni: chi mai potrebbe contestare copioni rapsodici con creature ibride e bizzarri eterozigoti? Gentili commensali, questo ormai lo possiamo dire: noi siamo quello che mangiamo e «B comics» è un laboratorio, anzi, un’Alta Cucina Redazionale dove si celano gli antipasti di quel che un giorno sarà. _Stefano Scalich

Per il nostro quinto appuntamento sulle pagine di D*H ecco un’intervista a Margherita Morotti.

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L’abbiamo conosciuta sulle esplosive pagine di B•COMICS – FUCILATE A FUMETTI, ecco un’intervista alla talentuosa Margherita Morotti.

La città dove sei nata e quella che ti ha adottata.
Fino ai 19 anni ho vissuto a Modena, dal diploma in poi ho imparato a dividerla con Milano.

Come ti sei avvicinata al fumetto e quale significato ha per te questa parola.
Come lettrice, abbastanza presto. Ho cominciato alle elementari grazie alla buona vecchia Sailor Moon. Non riuscivo a disegnare bene tutti i dettagli del costume osservandola semplicemente alla televisione, mi servivano prove concrete e comprai il manga: da lì mi appassionai al genere, sono passata ad italiani ed americani solo molto tempo dopo.

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Qual è stata l’esperienza su «B comics • Fucilate a strisce».
Scrivere e disegnare una storia dall’antipasto alla frutta..All’inizio ho ingranato abbastanza lentamente, erano passati anni dall’ultimo fumetto che avevo fatto ed ho grufolato per settimane in una ventina di spunti senza trovare nulla che mi convincesse del tutto. Ne ho parlato con Cammello, che in pochissimo tempo da un mio spunto ha formulato una storia fatta e finita; Maurizio Ceccato si è dimostrato incredibilmente disponibile e, per velocizzare i tempi, abbiamo deciso di far entrare il racconto in quattro facciate, il più dense possibile: Cammello ha ripulito la trama, ed io mi sono concentrata sulle griglie, sulla loro continuità nella doppia, e su una prima facciata che facesse un po’ da copertina.

Il tuo segno in pochi segni
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La mattina ti alzi con le onomatopee e la sera vai a dormire con le nuvole?
Periodi di stallo a parte, sì, ma al contrario (ho sempre lavorato meglio di notte)!

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Quali sono i tuoi punti cardinali, al di là del tuo orientamento religioso?
È un po’ banale, ma senza dubbio sono le mie persone preferite, al contrario dei miei idoli sono una fonte di ispirazione reale e qualcosa di tangibile con cui posso confrontarmi realmente.

Matita o penna grafica? Lazo o forbici? Mano destra o piede sinistro?
Parto sempre dalla matita e da un originale che sia il più fedele possibile all’idea che ho in mente per il definitivo, poi passo a Photoshop, ottimizzando e colorando digitalmente a seconda dei casi. Per Spaghetti ad esempio non avevo in mente delle cromie prestabilite, avevo solo voglia di fare degli accostamenti che di solito non utilizzo e l’unico paletto che mi ero imposta era quello di non utilizzare il nero: sapendo che avrei fatto molti cambiamenti, ho colorato in digitale, estrapolando la grana del foglio tramite i canali e colorando i dettagli mano a mano.

Un mestiere fatto con la schiena a 90 gradi. Senza i supplementari.
Riesco a lavorare praticamente ovunque, panchine escluse, è più il tempo che passo a raccogliere ciò che mi cade per terra che altro.

Chi sparecchia? (Vivi sola? Con la mamma o il compagno? Fai pure la spesa?)
Vivo con tre pazientissime coinquiline e al Carrefour ormai sono di casa, anche se più che cucinare cuocio… A Modena invece scatta il viziar materno (ciao mamma!)

Alla fine ne resterà soltanto uno.
Spunto l’opzione primo amore, Arthur Rackham.

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La lista della spesa di Margherita Morotti.
I racconti di Buzzati.
Le forme di Marika Marini.
Le 5 fasi dei Dummy.
Le piogge di lividi di Vittoria Moretta.
Le atmosfere sospese di Alessia Castellano.
I romanzi di Saramago.
Qualsiasi produzione della United Dead Artists.
Di sottofondo Soap&Skin, Nina Simone, Lighning Bolt.

 WEB* margheritamorotti.com