5×1#51
* GIULIA QUAGLI

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Continua l’appuntamento dal titolo 5×1 – 5 opere x 1 artista dedicata a creativi talentuosi che, di volta in volta, si presentano attraverso cinque illustrazioni raccontandoci “la storia, i come e i perché” di ciascuna di esse.

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Giulia Quagli si descrive così: “Vivo nella campagna toscana, in un paesino in cui si sa poco o nulla d’illustrazione e lavoro in un piccolo studio a Empoli, insieme ad un’altra illustratrice, Camilla Garofano, con la quale condivido gioie e dolori di questa fantastica professione. Chiunque mi conosca sa quanto amo il mio lavoro e quindi passo le mie giornate (e spesso le notti) illustrando. Oltre alle committenze più strane e disparate, amo disegnare per progetti personali e dal 2014 lo faccio soprattutto con Le Vanvere, il collettivo di illustratrici/compagne d’avventura/divoratrici di sushi nonché gruppo di sostegno, che ho fondato con Celina Elmi, Lisa Gelli e Camilla Garofano. Adoro i cartoni animati (e credo che sarà così nonostante l’età avanzi!), gli artbook, le cartoline, i telefilm e il caffè.. ma non sopporto proprio il the!”

cappuccetto

* Cappuccetto rosso
A questa illustrazione sono particolarmente affezionata, perché è nata per puro caso, ma nonostante sia passato un po’ di tempo dalla sua creazione ne vado ancora fiera… cosa più unica che rara! Un week-end primaverile dell’anno scorso, mentre vagavo nell’hard disk, mi sono inbattuta in delle foto che avevo fatto ad una mostra di illustrazione di diversi anni prima. Il tema era la reinterpretazione della fiabe, io ai tempi ero ancora alle prime armi e rosicavo vedendo tutta quella gente brava (lo faccio ancora eh!) e quindi mi dissi “dai vediamo che ti saresti inventata se ti avessero invitata a quella mostra”. E ne è uscita una versione forse un filo animalista della celeberrima fiaba.

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* Io resisto
Questa è una cartolina realizzata per l’AMPI di Empoli, in occasione dei festeggiamenti per la Liberazione dal Nazifascismo. Il tema era “Io Resisto”, un tema non facile. Avevo pochissimo tempo e, dopo aver scartato non so quante versioni di immagini abbastanza banali, con colombe, catene, gesti plateali, durante la mia compulsiva ricerca di reference, mi imbatto nelle foto di alcune staffette partigiane: per lo più giovani donne che percorrevano anche lunghissime distanze in bicicletta per trasmettere messaggi, informazioni e rifocillare la resistenza. Ovviamente vado estremamente fiera pure della bicicletta, mio grandissimo tallone d’Achille, sia nella vita reale sia in quella lavorativa!

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* Alta marea
La mia passione smodata per le sirene mi ha portato a farne una versione un po’ diversa “polpo”, quando mi è stato chiesto un contributo per il Labronica Festival dell’anno scorso. Ho dato fondo a tutti i miei ricordi di giovane fan de “La Sirenetta” quando creavo svariate versioni della protagonista, non che character design alternativi che vedevano la mia eroina (o parenti vari) come una sirena di fiume, tropicale, artica e così via.

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*Piccole donne
Copertina per il concorso Battello a Vapore 2015, al quale sono arrivata seconda. E’ un immagine che tengo sempre a mente nelle giornate no, per due motivi: 1- uno dei giudici capì esattamente l’intento dell’immagine notando che Jo guarda in camera (e credo che sia una delle più grandi soddisfazioni quando qualcuno ti apprezza per l’idea più che per il tratto) 2- dalla sconfitta in questo concorso, ho sviluppato una teoria battezzata “essere felice come un branzino” secondo la quale l’essere arrivata seconda ha i suoi vantaggi (lo spiego qua) come, ad esempio, mettermi a paragone con personaggi famosi che sono stati secondi nella loro vita. Capirete, quindi, che l’oscar a Di Caprio mi ha lasciata interdetta.

finestra

* Finestra
Questa illustrazione è nata per essere regalata a mia sorella e poi è finita nel calendario de Le Vanvere 2015. Avendo avuto la fortuna di crescere in una casa molto particolare, quella finestrella, abbracciata dal glicine, esiste davvero e ha visto molte avventure e disavventure della mia infanzia. Voleva essere un tenero tributo all’infanzia trascorsa insieme a mia sorella… nei momenti in cui non litigavamo. Una parte bella di questo lavoro è che puoi dare forma a un pensiero, a un ricordo e, soprattutto, a un’idea.

WEB * www.giuliaquagli.it