MAGAZINE
*ILLUSTRATORE ITALIANO

by Maria La Duca

Il disegno come narrazione

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Cosa si racconta con una matita? Mondi, personaggi, emozioni, silenzi, amicizie. Il disegno come narrazione, è questo il tema del secondo numero di Illustratore Italiano, uscito il 21 giugno scorso. L’indagine si muove attraverso le modalità di rappresentazione, esplora il rapporto tra immagine e parola che il bravo illustratore, con il fare dell’artigiano, modella e rimodella sul proprio sentire.

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Un continuo gioco di addizione e sottrazione di testi per scoprire, in queste 128 pagine, il significato del verbo narrare.

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Il secondo viaggio di ILIT è una traversata nel disegno poliglotta tra pensieri, fantasie, umori, punti di osservazione. Si parte perdendosi nell’enciclopedia ironica e surreale di Luigi Serafini, il Codex Seraphinianus, per passare al fumetto con la prima delle tre puntate di Che notte quella pasta dell’illustratore romano Martoz, spin off tratto da Crisma, e al racconto illustrato affidato alla penna della scrittrice Fulvia Mosconi e alla matita di Sergio Ponchione – qui proposto in collaborazione con Inchiostro Festival nella prima di tre puntate -.
La ricerca continua, prima nel cinema di animazione di Simone Massi che anticipa, in un carteggio con la redazione, la prima edizione del festival di animazione Animavì del prossimo luglio e ne Il viaggio della memoria, silent book di Daniela Iride Murgia nel quale la narrazione, completamente visiva, accoglie il lettore in un’intimità riflessiva.

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A rafforzare il leitmotiv del secondo numero di Illustratore Italiano pensano le filastrocche veneziane illustrate da Jacopo Rosati e la storia di un’amicizia profonda intrecciata nelle passioni di Simone Massoni, disegno e tipografia. Nel cuore della rivista un’escursione lungo i sentieri antichi del patrimonio dell’Unesco di Cerveteri, restituito dagli acquerelli naturalistici di Graziano Ottaviani, già autore per National Geographic.

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In questi primi mesi siamo stati ospiti di gallerie, laboratori, festival e librerie e ovunque siamo stati accolti dall’entusiasmo e dalla fiducia nel fare; un ottimismo che ha alimentato questo progetto dalle prime bozze al concretizzarsi di una realtà che vuole raccontare il mestiere, prima di tutto. Tra gli autori ha ben poco appeal la definizione di artista, che spesso si affianca all’idea del disegantore. Qui si risolvono problemi, si trovano formule per comunicare in modo efficace. Qui ci sono gli artigiani dell’immagine.

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ILIT è anche luogo di sperimentazione e per questo anche nel secondo numero è stata proposta una call, aperta a tutti, professionisti e non, sul concetto e sul significato dell’amicizia, guidata da un dialogo di Simone Tempia inscenato dai fortunati protagonisti di Vita con Lloyd. 

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Non mancano le pills a cura di Ivan Canu, direttore di Mimaster, che ripercorre la carriera di Libero Gozzini tra i suoi famosi characters sviluppati negli anni per alcuni grandi marchi italiani e internazionali. Uno su tutti il “Tigre nel motore” della Esso.

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Ad accompagnarci fin dal numero uno, Lucio Schiavon, con un nuovo allegato, in omaggio per le prime 200 copie, dove conferma le sue indiscutibili qualità di narratore attraverso l’utilizzo del formato poster, raccontando un viaggio di andata e ritorno verso il Portogallo. Sarà un’estate da leggere e rileggere durante le pause sotto gli ombrelloni, le lunghe passeggiate in quota, le gite fuori porta e le fresche serate in compagnia delle lucciole.

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Il secondo numero è sul sito www.illustratoreitaliano.bigcartel.com a partire dal 21 giugno. È inoltre possibile ricevere il primo numero e sottoscrivere l’abbonamento, promosso ad un prezzo speciale. L’elenco aggiornato delle librerie che distribuiscono il magazine è disponibile sul blog www.illustratoreitaliano.wordpress.com

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WEB* www.illustratoreitaliano.wordpress.com