EXHIBITIONS
*ALPHONSE MUCHA

by Adriano Ercolani

Imperdibile mostra al Vittoriano

Autoritratto

Nelle ultime due settimane sono occorsi ben due anniversari relativi ad Alphonse Mucha: il 14 Luglio è ricorso quello della sua morte (nel 1939, a Praga); il 24 Luglio è quello della sua nascita (nel 1860, a Ivančice, sempre nell’attuale Repubblica Ceca). Per chi volesse approfondire l’arte e la vita dello straordinario artista ceco, forse il più elegante interprete dell’Art Noveau, la mostra Alphonse Mucha a Roma, per la prima volta nella Capitale nel Complesso del Vittoriano (visitabile fino all’11 Settembre), è oggettivamente imperdibile.

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Anche per coloro che, come il sottoscritto, hanno potuto assistere alla memorabile mostra Ivan Lendl: Alphonse Mucha a Praga nel 2013, in cui il più noto tennista ceco esponeva la sua maniacale collezione di poster originali realizzati dal più noto artista conterraneo, si tratta comunque di un’ulteriore occasione di approfondimento, prossimo, per quanto possibile, ad essere una panoramica esaustiva sulla molteplice produzione muchiana.

La Princesse Lointaine

Pittore, scultore, disegnatore, progettista, Mucha non ha lasciato inesplorato pressoché nessun ambito della creazione grafica: dai quadri simbolici ai ritratti, dai cicli di dipinti in onore dell’epica patriottica alle scatole dei biscotti e dei saponi, dai poster teatrali a quelli pubblicitari, dai gioielli agli oggetti rituali, dalle medaglie alle statue.

Medee_Gismonda

Affascinante e rocambolesca la sua vicenda artistica ed esistenziale: dopo un inizio “maledetto” dall’elemento fuoco (perse il lavoro e molte opere perché il Ringtheater di Vienna fu distrutto da un incendio), Mucha conoscerà la fama e il successo a Parigi, dove diventerà in pochi anni il nome simbolo dell’arte a lui contemporanea. Dopo aver diviso lo studio con Paul Gauguin (la celebre foto di quest’ultimo che suona l’harmonium scalzo e in mutande fu scattata nello studio di Mucha), nel 1894 avviene la svolta della sua carriera: l’incontro con la diva del teatro Sarah Bernhardt. Il manifesto per lo spettacolo Gismonda, nell’arco di una notte, invadendo le strade di Parigi assicura a Mucha un’enorme fama immediata.

Composizione2

Il sodalizio fra i due diviene proverbiale, il fascino algido e androgino (come nelle interpretazioni di ruoli maschili quali Amleto e Lorenzaccio) della Bernhardt è esaltato dai tratti sinuosi ed eleganti del pittore ceco, divenendo icona assoluta della femme fatale decadente di fine ‘800. Il contributo all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, presso la quale decorerà il padiglione della Bosnia-Erzegovina, gli meriterà una medaglia d’argento e la Legion d’Onore. Ma la carriera di Mucha avrebbe conosciuto un’ulteriore ascesa.

Age_of_reason

Nel 1904 è accolto come una celebrità negli Stati Uniti, guadagnando le copertine e le pagine centrali dei quotidiani più importanti. Conosce in questa occasione un importante mecenate, il miliardario Charles Richard Crane, che diverrà principale finanziatore per il grande sogno di Mucha: il progetto di unificazione nazionale della Cecoslovacchia, rappresentato artisticamente dal grandioso ciclo dell’Epopea Slava, opera immensa che impegnerà successivamente l’artista per diciotto anni, dal 1910  fino al 1928. Il sogno di vedere la propria patria unita si realizzerà nel 1918. Mucha, quale suo artista più celebre, presterà il suo talento multiforme alla nascente nazione, disegnando praticamente qualsiasi cosa: non solo dipinti e affreschi, ma anche opere di pratica quotidianità e rituale, dalle banconote alle medaglie sportive, dalle onorificenze ufficiali agli oggetti di culto della Massoneria (che lui stesso aveva contribuito a fondare e diffondere nel paese). Fortissima infatti, è in Mucha l’influenza della ricerca esoterica, ravvisabile non solo nell’afflato mistico (pensiamo alla vetrata della Chiesa di S.Vito a Praga del 1931) ma anche nella accurata disseminazione di elementi simbolici, occultati sapientemente anche nei manifesti pubblicitari, più evidenti invece in opere dal dichiarato valore filosofico.

Zodiac

Pensiamo all’ipnotica bellezza della Principessa Giacinta, ove è chiaramente presente un richiamo all’archetipo della Grande Madre.
Grande rilevanza ha in Mucha lo studio del valore universale della figura femminile, colta nella sua più alta dignità: dal ritratto colmo di rispetto per la scrittrice patriota turca Hadipe Edib Adivar alle rappresentazioni allegoriche delle stagioni in figure femminili, per giungere all’esplicito richiamo presente in un affresco murale per le sale del sindaco del municipio di Praga, intitolato Madre della nazione sacra accetta l’amore e l’entusiasmo di tuo figlio.

Lance Parfum Rodo

Purtroppo, l’artista farà in tempo a vedere l’incombere dell’incubo nazista sul suo amato paese: sarà tra i primi ad essere interrogato dalla Gestapo per la sua nota attività massonica, prima di spegnersi nel 1939.

Chocolat_ideal

Al di là dei gusti cangianti, delle mode effimere e delle etichette fini a se stesse, Mucha non è stato soltanto un creatore infaticabile di bellezza: il suo lascito è principalmente la testimonianza di un artista generoso, proteiforme, instancabile, duttile e consapevole dei propri mezzi, cantore fiero della propria patria, prima che essa ufficialmente esistesse, in grado di accettare intelligentemente commissioni commerciali senza abbassare la propria arte ma, al contrario, rendendo piccole gemme estetiche, degne di essere esposte in una mostra, anche tubetti di dentifricio e scatole di biscotti.

Anniversary

Un esempio prezioso per ogni artista in tempo di crisi.

WEB * www.ilvittoriano.com/mostra-alphonse-mucha-roma.html