MUSIC
*ORCHESTRE DU MONTPLAISANT

by Valentina Mosè

I quattro ragazzi del Monte

Sono un intruglio. Di nazionalità e di sonorità.
Sono una babilonia. Di voci e di strumenti.
Eppure questa baraonda dal nome bizzarro, Orchestre du Montplaisant, è come la pozione magica di Asterix: rinvigorisce e regala il buonumore.

Orchestre du Montplaisant, ©BFF-Philipp-Jester (2015)

Orchestre du Montplaisant, ©BFF-Philipp-Jester (2015)

L’Orchestre du Montplaisant è una compagine italo-francese che si è conosciuta a Londra dove la maggior parte dei membri della band vive e lavora.
Andrea Pirovano (basso e voce), Graham Mushnik (tastiera, fisarmonica e voce), Juste Voyant (chitarra e voce) e Luke Warmcop (batteria) hanno partecipato, fra le altre cose, alle sessioni live di Cerys Matthews su BBC Radio 6, alla Late Junction di Fiona Talkington su BBC Radio 3 e, con i loro tour, hanno girato in lungo e in largo l’Inghilterra e toccato anche tanti paesi europei (Germania, Francia, Italia, Slovenia, Ungheria, Montenegro, Croazia, Serbia, Spagna, Olanda e Belgio).

Orchestre du Montplaisant disegnata da Andrea Pirovano, voce e basso del gruppo.

Orchestre du Montplaisant disegnata da Andrea Pirovano, voce e basso del gruppo.

Nel 2010 sono stata tra i primi ad avere tra le mani una raccolta della Catapulte Records, Music to cook to, con alcuni dei loro primi pezzi e, anche se non sono un’appassionata del genere, ho subito riconosciuto quel “kind of magic” che solo la musica riesce a fare. Ti portano su per il Mont-Plaisant questi quattro ragazzi e, con la vista che si gode da lì, dimentichi di etichettarli e di definirli. Anche perché sarebbe davvero difficile, considerando che spaziano dalla world music al ritmo latino e che passano dalla canzone folk alla sperimentazione psichedelica.

“Orchestre Du Montplaisant” Orchestre du Montplaisant, (2011)

“Orchestre Du Montplaisant” Orchestre du Montplaisant, (2011)

Da quella prima raccolta, l’Orchestre du Montplaisant è cresciuta e ne sono usciti due album.
Il primo, omonimo della band (Catapulte Records), è un disco “world” sperimentale, che si ispira alle colonne sonore italiane degli anni Sessanta, da Morricone a Piccioni, combinandole con jazz di stampo etiope e ritmi caraibici.

Il secondo, semplicemente intitolato “II” (Polichrome Sounds), come si capisce anche dal video del singolo “Chouchou terie”, vede i quattro compagni di avventura partire per un viaggio ispirato a Monty Python che prende il via a East London e tocca gli angoli più remoti della terra, raccontando lungo la strada centinaia di emozioni positive e negative, tra canzoni e pause psichedeliche. A guardare il video e ascoltare il disco, ci si sente come se si stesse vivendo una sequenza bizzarra che va dalle cartoline dell’epoca coloniale agli scenari attuali di Google Map.

“II”, Orchestre du Montplaisant (2015)

“II”, Orchestre du Montplaisant (2015)

C’è infine da aggiungere una cosa che, almeno per me, fa molto la differenza dal momento che, se e quando posso, i gruppi li vado a sentire live: l’Orchestre si diverte sul palco e si sente! Trasmette al pubblico un senso di allegra baldoria, di leggerezza e di benessere.

Orchestre du Montplaisant, ©Balthazar Serreau (2014)

Orchestre du Montplaisant, ©Balthazar Serreau (2014)

Pur conoscendoli da molto tempo, non ho mai chiesto loro a cosa si siano ispirati per il nome della band.
Ma è perché nella testa credo di sapere già la risposta: secondo me, nasce in una cucina di Stoke Newington, nel basement che guarda sul giardino di una classica casa vittoriana di Londra e tutti hanno una lattina di Guinness in mano.
Probabilmente non è così, perché io non c’ero ancora quando loro si davano un nome, ma successivamente avrei vissuto lì.
E ci avrei lasciato il cuore, ma questa è un’altra storia.

WEB* http://catapulterecords.com/orchestredumontplaisant
SOUNDCLOUD* orchestredumontplaisant