ILLUSTRAZIONE
*GIULIA NAVA

by Valentina Mosè

Ma dove disegni?

“Ma dove hai disegnato?”.
Deve aver detto così mia nonna quando con un pennarello ho scarabocchiato tutta la carta da parati del suo corridoio. “Non si disegna sui muri!”, forse avrà detto anche questo, ma io ero troppo piccola e non mi ricordo.
Giulia Nava sui muri ci disegna per lavoro, e non solo su quelli.
Disegna anche su porte, vetri, tazze e magliette.

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Sul suo sito si legge che “Giulia Nava Illustration è un’idea creativa che si applica in diversi ambiti: moda, interior designgraphic design e design.” Giulia lavora con e per gente curiosa che è alla ricerca di storie, linee, forme e novità, proponendo la sua personale idea di un’illustrazione dinamica che si può mettere in pratica nella vita quotidiana delle persone.

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Dopo averla incrociata a Italianism, sono molto curiosa di capire come nasce l’idea dei disegni per “interiors” e come si lavora con committenti privati che poi avranno per sempre un suo disegno in casa, quindi le scrivo.

Adoro il disegno in grandi dimensioni perché mi sembra diventi reale e che le persone, poi, entrino in comunicazione con esso. Mi piace creare un legame con la quotidianità della gente, mi piace l’idea che ogni giorno non si possa non notarlo e che ogni volta quest’attenzione faccia scoprire un nuovo dettaglio, una linea in più o un nuovo aspetto di quel piccolo particolare. Spesso ai miei committenti piace dare uno stimolo, come se fosse un indizio e io dovessi indovinare la loro storia da dipingere sui muri di casa. Quella sensazione di fiducia libera in me tanta adrenalina e gioia.”

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Giulia Nava Illustration nasce come progetto durante l’ultimo anno di NABA, Nuova Accademia Delle Belle Arti di Milano, in particolare nei giorni immediatamente successivi alla laurea: “Avevo addosso una sensazione di forza e libertà e ho iniziato a utilizzare l’illustrazione in maniera diversa, concentrandomi sui miei obiettivi e cercando di esprimermi in maniera concreta e diretta. Avevo l’energia giusta per dar vita a qualcosa, c’era la voglia di modificare oggetti anonimi in pezzi unici con qualcosa da dire.”

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Dopo aver selezionato alcuni piatti, abat-jour e specchi e aver capito che la sensazione di lavorare su superfici così particolari e diverse le piaceva, Giulia si è messa alla prova con progetti di ogni tipo, guidata da un’armonia elegante delle forme e da un’estetica –verrebbe da dire- “nordica”, scoprendo man mano il gusto di raccontare storie attraverso dettagli, come la tenerezza di due amanti che si tengono per mano sulla superficie ruvida di un taccuino, omaggio alla fotografa Vivian Maier.

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“Col tempo gli oggetti sono cambiati e sono nate delle storie, ad esempio un oggetto come la tazza è diventato un modo per augurarsi il buongiorno. Perché mi piace giocare con le parole, con le forme e i colori delle emozioni di chi guarda. In poche parole, mi piace entrare a contatto con la quotidianità delle persone, con una t-shirt, un taccuino, una lampada.”

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Credo che la delicatezza con cui Giulia racconta le sue storie sarebbe piaciuta anche a mia nonna, anche se forse avrebbe continuato a non giustificare il disegno sul muro, ma la tazza, quella sì, l’avrebbe comprata anche lei, ne sono certa.

Giulia B&W

WEB * www.giulianavaillustration.com