FOTOGRAFIA
*IGOR MOZZILLI

by Redazione DATE*HUB

Cercando un punto di ripresa differente

C’è chi sogna California, chi il viaggio in Italia e chi, addirittura, vorrebbe andare sulla Luna. Poi c’è chi, invece di sognare, in viaggio con coraggio decide di andare.
Igor Mozzilli, fotografo trentaduenne e “romano de Roma”, lo scorso anno si è avventurato per 248 giorni alla scoperta dell’Oriente e non solo. Da super sportivo qual è, esperto di arrampicata, trekking, jogging e crossfit ha deciso di «farsela a terra», ovvero ha macinato km su km esclusivamente a piedi o prendendo di tanto in tanto treni, pullman, furgoncini, cavalli e asinelli. Partito da Roma con uno zaino carico della qualunque che pian piano si è alleggerito o modificato nel suo contenuto, Igor è tornato da questa esperienza inevitabilmente cambiato e arricchito. Anche grazie all’incontro con un ragazzo francese con cui ha condiviso tanti bei momenti e uno decisamente tragico: entrambi si trovavano in Nepal il 25 aprile 2015, giorno del terremoto che ha causato migliaia di morti e incalcolabili distruzioni.
In questa intervista, gli abbiamo proposto di scegliere una delle sue fotografie in abbinamento a una nostra suggestione. Ecco il risultato.

ngonzumpe glacier

Igor e la spiritualità: il Nepal.
Questa fotografia è parte della mostra Huìbào e ritrae il Ngonzumpe glacier, un ghiacciaio situato a circa 5.600 mt di altezza in Nepal. È stata scattata dalla sommità del Gokyo-Ri, un luogo mistico, dove l’assordante silenzio è interrotto solamente dai movimenti del ghiacciaio, le rocce che crollano emanano dei fragori che sottolineano con violenza la tua vulnerabilità in un luogo del genere. È uno dei luoghi più intimi dell’Himalaya. La spiritualità la vivo così, per me è la natura, lo scoprire la nostra persa animalità. Stimo (e forse invidio) moltissimo gli animali per il rapporto così naturale che riescono ad avere con il mondo. Abbiamo molto da imparare da loro.

mathura the holi

Igor e i colori: l’India.
Questa fotografia rappresenta un’immagine catturata durante il festival Holi in India. Mathura è la città dove si dice sia nato Krishna e l’Holi è un po’ come se fosse il loro “Natale”. È il festival dell’amore e dell’armonia, ma non bisogna mai abbassare la guardia se vi si partecipa, gli indiani sono soliti bere il bang lassi durante questo festival, una mistura di yogurt fermentato e marijuana che li porta facilmente su di giri. La domanda sui colori mi ha ricondotto per ovvi motivi a proporre questo scatto: durante l’Holi la città diventa un battleground di una guerra a colpi di polverine colorate, un toccasana per la macchina fotografica, decisamente uno spettacolo incredibile.

china rest

Igor e gli odori: la Cina.
Gli odori in Cina, come in tutta l’Asia, mi ricordano le strade di Xi’an, una delle più importanti città nella storia cinese. In questa fotografia ritraggo un cuoco di street food nel quartiere mussulmano, che è la zona più affascinante della città, dove la tradizione gastronomica islamica si fonde con l’arte culinaria cinese e, allo stesso modo, le due culture si fondono creando interessantissimi contrasti. Non so… pensare agli odori e all’Asia mi fa venire in mente il cibo, sarà che è ora di pranzo mentre scrivo.

mongolia gobi deseert dune

Igor e il vento: la Mongolia.
Che suggestione poetica… ma io non sono un poeta e, quindi, non so bene cosa rispondere.

Vi lascio uno scorcio del Gobi, dove le dune sabbiose modellate dal vento formano delle geometrie di linee bellissime, avrei voluto passarci più tempo lì. Vi dò anche un consiglio: andate in Mongolia – a differenza di quello che ho letto su tantissimi siti internet e blog in cui è sconsigliata in quanto selvaggia e difficile da attraversare zaino in spalla-. Sì, è vero che è selvaggia (occhio ai ladri soprattutto), ma si riesce benissimo a esplorarla. Serve solo tanta pazienza, ma vi regalerà ricordi stupendi.

greenpound

Igor e la montagna: la Georgia.
La Georgia, la montagna, quindi gli Svaneti: sono montagne impervie, bellissime e aspre. Il turismo è abbastanza sviluppato nella zona e i sentieri sono tutti ben segnati e alla portata di tutti. Questa fotografia rappresenta un laghetto alpino in notturna: è un piccolo esperimento di light painting e multiple esposizioni.

turchia readytogo

Igor e la luce: la Turchia.
Quante albe in Cappadocia! Ogni giorno mi svegliavo 1 ora e mezzo prima dell’alba per andare a fotografare le mongolfiere in partenza nella valle di Goreme, cercando sempre un punto di ripresa differente. La domanda sulla luce mi ricorda questo luogo, come la roccia bianca calcarea si illumina mentre il cielo si schiarisce e piccoli puntini luminosi riempiono il cielo.

tevere e soratte

Igor e la storia: Roma.
Io e Roma abbiamo un rapporto particolare, amore e odio o, forse, più rispetto e astio. La considero una delle città più belle del mondo, ma è abitata da una popolazione totalmente insulsa che me la fa disprezzare; vivere a Roma è come vivere in una ragnatela, come vivere nella melassa: tutto è appiccicoso, ti rallenta e ti ostacola. Di fatto, di Roma non ho foto. Quando sono qui non scatto, non ho voglia, sono svilito. Questo mi scatena una reazione interna che mi spinge a uscire, anche se solo di poche centinaia di chilometri, per esplorare e cercare un contatto più intimo con la vita che sia lontano dalla città. Non la reggo. Dunque, l’unica fotografia che posso proporre, anche se non è fra le mie preferite (mi avete messo in difficoltà!), è uno scatto preso dal monte Tancia che ritrae il Tevere che scorre verso il Soratte, due delle icone più importanti per Roma e la romanità.

Igor e il futuro: la tua prossima avventura.
Non vorrei sembrare scontato ma, se si parla di avventura, io rispondo “montagna”. Mi sto allenando duramente per imparare a scalare pareti in montagna e in estate andrò a provare la mia prima parete al Gransasso, sul Corno Piccolo. Non vedo l’ora… Ho in mente anche qualcosa di meno avventuroso ma, allo stesso tempo, che rappresenta un grande sforzo per me: sto (lentamente) pensando di fare un progetto su Roma. Ebbene sì, nonostante quello che ho appena dichiarato. Ho il grande difetto di mettermi a fare le cose che non riesco a fare. Speriamo bene.

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