5×1#42
*SIMONA MERLINI

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Continua su DATE*HUB la rubrica dal titolo 5×1 – 5 opere x 1 artista dedicata a creativi talentuosi che, di volta in volta, si presenteranno ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandoci “la storia, i come e i perché” a ognuna di queste correlata.

SimonaMerlini

Oggi è il turno di Simona Merlini che si racconta così per noi: «Sono nata a Roma, ho 31 anni e mi occupo di grafica, interaction design, editoria, illustrazione, product design e allestimento di spazi espositivi. Questa varietà di campi potrebbe sembrare strana, la classica cosa “fa tutto ma non sa fare nulla”. In realtà tutte queste attività sono connesse nel loro sviluppo da un fattore comune: il processo progettuale. Mi sono formata all’ISIA di Roma, sono laureata in Design del Prodotto e specializzata in Design dei Sistemi, il che significa che se progettare una bicicletta fa parte del triennio, nel biennio ti insegnano a creare un sistema complesso come ad esempio il Bike Sharing. L’ISIA è un’ottima scuola, la migliore a mio parere in Italia per il Design, ed è li che ti insegnano a progettare e non in modo “creativo” o artistico come se ne vede tanto oggi in giro, ma in modo razionale e logico. Ogni prodotto, che sia un’illustrazione o il wireframe di un sito web, si sviluppa secondo un preciso percorso che parte dalla richiesta del cliente, passa per la ricerca dell’esistente e si sviluppa tenendo conto di quello che è il target finale. Inquadrato in questo processo, ogni lavoro non è più o meno bello artisticamente e dunque soggetto al gusto personale, ma è il frutto di un processo logico e razionale e quindi è corretto, motivato e di senso. Sono questi tre fattori che a mio parere conferiscono bellezza alla creazione.»

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* Construction of the Fox
Tempo fa mi è stato chiesto da una mia ex collega con cui ho lavorato per un paio di anni da Doralab, uno studio di Roma che si occupa di ID, di disegnare degli animali e il loro cibo per un progetto di tavolo interattivo destinato ai bambini per il Museo delle Scienze di Trento. Illustrazioni dunque e ogni animale, in questo caso la volpe, è stato progettato secondo regole precise, geometriche. Nessun segno è casuale; anche nelle illustrazioni vettoriali applico delle regole che rendono alla fine il disegno armonico in maniera oggettiva (i greci la sapevano lunga del resto!).

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* Guess Who?
Nel 2013 entrai a lavorare da 19novanta, un’agenzia con cui tutt’ora continua una felice collaborazione. Uno dei progetti a cui ero più affezionata era la rivista di Cinecittà sul cinema di nome 8 1/2. Ogni articolo era affidato a un grafico diverso all’interno dell’agenzia, che poteva creare illustrazioni relative all’articolo e layout editoriale a suo piacere. Da qui sono nate tante belle idee e contaminazioni. Le illustrazioni stilizzate di personaggi dei film che feci per questa doppia pagina sono tra le mie preferite sia perché ho una grandissima passione per film e la loro reinterpretazione grafica, sia perché mi è stato dato modo di sperimentare a livello editoriale.

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* 67th Festival de Cannes – Italian Pavilion
Sempre mentre lavoravo per 19novanta mi è stato affidato l’incarico di occuparmi dell’allestimento e della grafica del Padiglione Italiano al Festival di Cannes. È stato un lavoro molto lungo e complesso ma di grande soddisfazione. Per quanto riguarda le illustrazioni, in questo caso, il tema scelto era Cinema-Cannes-Italia, ho quindi cercato di comporre delle visioni paesaggistiche di Cannes con degli elementi riconducibili al mondo del cinema; quindi ad esempio il sole era una pizza filmica, il tappetino per il mare era la pellicola etc. il tutto con una palette colori Francia-Italia.

4_-Tette-e-Cibo

* Tette e Cibo. Ricettario Foto-Grafico
Lo scorso anno ho passato un periodo di profonda crisi, le numerose ore al computer stavano assorbendo tutta la mia vita e il fine ultimo di alcuni lavori (far comprare la tal cosa invece di un’altra etc.) mi lasciava perplessa. Ho chiuso tutto e ho deciso di smettere, ho passato 6 mesi a praticare free climbing e uno intero a girare tenda in spalla per montagne con alcuni compagni di arrampicata. Al mio ritorno ho ricevuto una telefonata da una mia amica e bravissima fotografa Chiara Stampacchia in arte Mary Stuart, che mi ha chiesto di creare per lei un libro che fosse un insieme di ricette di chef Italiani e di foto, fatte da lei, dei piatti. Il tutto in maniera totalmente gratuita e finanziato da Mary stessa, nella stampa di 500 copie. Il ricavato dalle vendite sarebbe andato alla LILT Roma per la ricerca contro il cancro al seno. Abbiamo deciso di coinvolgere nella pubblicazione molti bravissimi illustratori giovani come Marco Goran, Davide Bonazzi, Davide Mazzuchin, Martoz, e tantissimi altri, chiedendo di donare un loro contributo a tema Tette e Cibo per il libro e la causa. Il risultato è stato meraviglioso, il libro è stato un successo e moltissime donne e famiglie afflitte dal cancro hanno scritto ringraziando per l’iniziativa. In un solo mese, con un progetto editoriale totalmente indipendente e autoprodotto, abbiamo venduto tutte le copie e donato 8.000€ alla LILT. Questo mi ha fatto capire che il mio lavoro poteva anche essere usato per fare qualche cosa di soddisfacente a livello profondo e di buono per gli altri. A novembre 2015 ho ricominciato a lavorare.

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* Lo chiamavano Jeeg Robot – Locandina Omaggio
L’esperienza dello scorso anno mi ha fatto capire che bisogna trovare un equilibrio nelle cose. Non ci si può far travolgere solamente dal lavoro, ne abbandonare del tutto le proprie inclinazioni. Bisogna trovare un equilibrio, lavoro e vita e far si che l’uno porti beneficio all’altro. Ecco perché sono fermamente convinta che un creativo non possa rimanere rinchiuso 12 ore al giorno davanti a un monitor ma debba anche avere degli spazi di conoscenza diretta del reale, uscire, imparare dal mondo e lasciarsi ispirare. Adoro il cinema e quando ho visto Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti sono rimasta davvero colpita; finalmente un film Italiano diverso, nuovo, contemporaneo e coraggioso. Non ho resistito, sono corsa a casa a fare questa locandina omaggio. Dunque lavorare si, ma anche vivere, farsi ispirare e produrre qualche cosa non per necessità finanziaria ma per necessità propria, interiore. Questo è equilibrio.

WEB* www.behance.net/merlini