FOTOGRAFIA
*THE SLEEP OF THE BELOVED

by Valentina Mosè

Dormi, amore.

Sarà vero che nella notte gli amanti si attorcigliano in una spirale fisica di tenerezza e di contatto? Oppure i loro corpi, seppur vicini in un primo momento, con il passare delle ore rotolano tra le lenzuola in una danza scomposta che li porta man mano agli angoli opposti del letto?

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Una volta una mia amica, con cui credevo di condividere molto, mi confessò: «Alla fine, questa storia di dormire abbracciati non è così come si vede nei film. Alessandro ed io ci accoccoliamo vicini quando spegniamo la luce, ma poi ci allontaniamo abbastanza presto. Per fortuna. Io non riuscirei a dormire neanche un’ora se così non fosse.»

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The sleep of the beloved (Il sonno dell’amato) del tedesco Paul Maria Schneggenburger è una bella serie di scatti in bianco e nero che prova a dare una risposta mettendo a nudo quel pizzico di voyeurismo che c’è in ognuno di noi. Per realizzare il progetto, il fotografo, ha ricreato una camera da letto nel suo studio e vi ha invitato a dormire varie coppie con l’accordo di farsi fotografare da mezzanotte alle 6 del mattino con una sola lunga esposizione.

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Notte dopo notte, coppia dopo coppia, Schneggenburger ha esplorato le dinamiche inconsce che esistono tra gli amanti addormentati e ne ha fatto un progetto permanente del suo studio. C’è chi dorme stretto stretto, chi non perde mai il contatto con l’amato – fosse anche solo con una mano- e c’è chi, invece, si divincola in una serie di piccole mosse per ritrovare il suo spazio, la sua metà del letto e, forse, del mondo.

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Come facevano la mia amica e il suo amato.

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Il risultato complessivo è una rassegna di oltre 90 fotografie. Nell’insieme è un pastrocchio poetico di corpi che, con un po’ di immaginazione, sembrano raccontare come gli amanti condividano non solo la notte, ma anche il giorno. C’è chi si fonde e c’è chi rimane nei propri confini. Ma poi rimanere nella propria parte del letto, cosa significa? Egoismo o rispetto dello spazio dell’altro?

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Sarà che sono una cozza che ama dormire appiccicata alla sua roccia. Sarà che con quella mia amica, oggi, non ho più niente in comune e, forse, la notte la dice più lunga di quanto si creda. Sarà semplicemente un fatto di gusto personale, ma io di questa serie preferisco le foto confuse, dove è quasi impossibile distinguere un corpo dall’altro.

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Se siete in coppia e per San Valentino volete farvi un regalo davvero originale, il progetto di Paul Maria è sempre attivo e Vienna d’inverno è una bella città dove trascorrere una notte.

Scrivetegli: paulmaria@schneggenburger.at

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WEB* www.schneggenburger.at