FOTOGRAFIA
*ANGELO CRICCHI

by Valentina Mosè

«Se incontri Ipazia da qualche parte dille che l’amo.»

Quando penso alle sue fotografie, mi viene in mente subito la parola Donna, anche se lui, Angelo Cricchi, fotografo romano e Direttore del Fashion Dpt. dell’ISFCI di Roma, leggendolo, probabilmente penserà: «Che banalità!».
Ed è vero che sarebbe riduttivo fermarsi alla rappresentazione del corpo femminile parlando del suo lavoro. Angelo ha realizzato reportage lungo i fiumi più lunghi del pianeta (il Gange, il Rio delle Amazzoni, il Nilo, il Mekong), ha fotografato modelle sulle passarelle di mezza Europa e immortalato nomi del calibro di Patti Smith e Juliette Binoche, ha girato diversi art-movie e, comunque, non dimentichiamo mai che un tempo Angelo correva! Proprio da professionista, intendo.

The River project - Amazonas - The family - 1997

The River project – Amazonas – The family – 1997

Patti Smith - 2006

Patti Smith – 2006

Kim Gordon - Sonic Youth -2009

Kim Gordon – Sonic Youth -2009

Angelo, per ripercorrere la tua carriera non basterebbe un film, forse sarebbe meglio una serie TV, di quelle avvincenti in cui i personaggi entrano, ti conquistano e poi muoiono lasciando gli spettatori con il cuore infranto. Ipotizziamo di farla insieme, queste serie, quali personaggi di quelli che hai ritratto porteresti con te, dalla prima all’ultima puntata, e quali invece faresti morire? Ogni riferimento a Donne che hanno scelto la morte è puramente casuale.
Se ti riferisci a personaggi immaginari, tra le storie che ho messo in scena scelgo la meravigliosa storia di Dorine e del marito, il filosofo André Gorz. Un giorno in aeroporto compro questo piccolo libro, scritto da lui per lei, gravemente malata. Lettera a D inizia e finisce con la stesso incipit:
«Hai appena compiuto ottantadue anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato di te un’altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il tuo corpo stretto contro il mio riempie. La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest’uomo sono io. Sei tu che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione; non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme».
Finito di scrivere il libro, lui uccide la moglie con una iniezione e poi si suicida. Ho fatto interpretare questa scena a mia madre e al mio secondo padre.
Se invece parliamo delle persone vere e proprie che ho ritratto, domanda che mi fanno spesso, ti risponderò che la lista dei volti che ho incontrato è come una lista di amori, alcuni brevi, alcuni ordinari, alcuni complessi, alcuni perfetti, altri travolgenti e impossibili. Amori documentati da un’immagine e che si accompagnano a delle storie, a dei luoghi, a degli aneddoti, a momenti della vita.

Gloomy Sunday - Rita Atria

Gloomy Sunday – Rita Atria – 2012

Musa - Giulia Bevilacqua - 2015

Musa – Giulia Bevilacqua – 2015

Veniamo, invece, al rapporto tra anima e corpo e alla tensione che naturalmente si genera rappresentando persone “a nudo” visto che il nudo, appunto, rappresenta uno dei tuoi soggetti preferiti. Dal tuo punto di vista come artista, cosa di quella tensione fisica e spirituale merita di essere raccontata e perché?
Io, come sai, ho praticato per una decina di anni l’atletica leggera a livello agonistico e questo mi ha lasciato in eredità un rapporto molto naturale con la fisicità e con il corpo esposto. Il mio primo lavoro in assoluto, nel 1988, fu una serie di ritratti realizzati con i miei ex compagni della nazionale italiana di atletica che si preparavano alle imminenti Olimpiadi di Seul. In linea generale, poi, di corpi nudi è piena la nostra tradizione pittorica, ne sono pieni i musei e persino le chiese.
Infine, c’è un aspetto che riguarda la vanità e, allo stesso momento, la fragilità di chi si espone, spogliandosi. Io mi limito a guidare tutto questo e mi riesce abbastanza naturale, ma ancora mi meraviglio della facilità con la quale persone, assolutamente prive di esperienze in tal senso, un giorno decidono di offrirmi la loro intimità. Ma il mio corpo nudo non è mai osceno… nemmeno quando vorrei che lo fosse…

Sprinter - 1988

Sprinter – 1988

Painted Ladies - Metallica - 2014

Painted Ladies – Metallica – 2014

Paint it Black - 2015

Paint it Black – 2015

Il tuo lavoro pullula di riferimenti letterari, oltre che pittorici, a epoche passate. La domanda è d’obbligo: se avessi la macchina del tempo, in quale epoca vorresti vivere e perché?
Babilonia, Tebe, Alessandria, Persepoli. Porto da trent’anni all’anulare un anello con il sigillo di Alexander. Se incontri Ipazia* da qualche parte dille che l’amo. Oppure Nefertiti, che ho baciato sulla  bocca di nascosto quando ancora era collocata in un piccolo museo egizio a Berlino ovest. Mi piace quel periodo, mi sento di casa nella mezzaluna fertile e soffro da morire vedendo come viene devastata. Decisi di passare il mio compleanno dei Cinquanta ad Aleppo, in Siria. La città più antica del mondo tra quelle ancora abitate… Era solo pochi anni fa.

Traditori - Lady Macbeth - 2013

Traditori – Lady Macbeth – 2013

Mia Le Journal - Caronte -2015

Mia Le Journal – Caronte -2015

So che oltre a fotografare scrivi, scrivi anche molto e, fra le varie cose, fai lunghi elenchi. Come si conciliano i tuoi appunti e gli elenchi con il tuo lavoro?
Volevo scrivere, ho sempre scritto, fin da bambino. A sedici anni ero già iscritto alla SIAE come cantautore. Poi ho scelto la forma più sintetica e comprensibile ovunque del raccontare per immagini. Rimango però legato alla scrittura, come mezzo di introspezione e di raccordo.
Le mie scrivanie pullulano di Moleskine e dietro ogni lavoro fotografico c’è una ridda di appunti e di aneddotica. Il mio lavoro si realizza quando all’idea iniziale (il bisogno, l’urgenza, l’idea) si intersecano l’ispirazione iconografica, quella tecnica, il volto adatto e (quando c è) il luogo.

Angelo Cricchi ritratto da Lucrezia Testa Iannilli

Angelo Cricchi ritratto da Lucrezia Testa Iannilli

Se scorri tutto il tuo archivio di immagini, dalle prime a quelle più recenti, quale visione del mondo pensi di aver trasmesso fino ad oggi? 
Questo dovresti dirmelo tu. Io non ho un’idea di insieme. Il lavoro è una continua ascesa e ridiscesa negli inferi. Oggi sono più consapevole dei limiti e delle attitudini, meno interessato al successo e al riscontro. Sono più centrato su cosa mi piace e cosa so fare.
Quello che sono sicuro di aver trasmesso è una certa vocazione al lavoro di gruppo. Ho fondato con la mia amica Susanna Ferrante il primo duo al mondo di fotografi di moda (Cricchi+Ferrante) che è stato attivo per circa 15 anni, ho duettato con registi, fotografi, musicisti, scenografi, architetti e soprattutto artisti contemporanei. Insegno ininterrottamente dai primi anni ’90 in scuole private (all’ISFCI di Roma in particolare) e in università in Italia e all’estero. Ho organizzato mostre di altri fotografi come gallerista, curatore, producer e, oggi come direttore artistico del magazine Mia Le Journal, vado a caccia di talenti in rete e nelle gallerie. Mi piace il mio lavoro, ma amo anche quello degli altri.

Lumen et Umbra - Dualism - 2015

Lumen et Umbra – Dualism – 2015

Grey Magazine - Cricchi/Ferrante - 2009

Grey Magazine – Cricchi/Ferrante – 2009

WEB* www.lostandfoundstudio.it

*Ipazia: Matematica, astronoma e filosofa greca, vissuta ad Alessandria d’Egitto fra la fine del IV e l’inizio del V secolo. Uccisa da una folla di cristiani in tumulto, è divenuta il simbolo di una martire della libertà di pensiero [ndr].