FOTOGRAFIA
*CRISTIAN DORME

by Siriana F. Valenti

«Fondamentale è la luce, dalla luce dipende tutto.»

Cristian è giovane, circa vent’anni, ma nonostante questo è in grado di regalarci attraverso i suoi scatti lucide visioni di bellezza tout court. L’abbiamo intervistato, conosciamolo insieme.

Ritratto

Ciao Cristian, partiamo dalle presentazioni ma facciamolo in modo atipico. Dammi tre nomi di personaggi della scena artistica a cui ti ispiri e a cui, in qualche modo, senti di poter somigliare stilisticamente.
Shlohmo e Lapalux, due produttori di musica elettronica. Credo che la loro musica e le mie foto siano in qualche modo compatibili, per ciò che trasmettono e per l’atmosfera che suggeriscono. Come terzo nome direi Jean Luc Godard, per la sua poetica, la sensibilità che emerge dai suoi film, la scelta degli attori e il modo in cui gestisce i rapporti umani.

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Ogni scatto fotografico solitamente racchiude nella narrazione una sua storia e una sua poetica. Quale, tra i servizi fotografici che hai realizzato, è stato quello più sentito e perché?
Una serie di foto scattate nel 2014 alla fine di Lago Film Fest, a un ragazzo e una ragazza che si conoscevano da una settimana, e si erano incontrati lì. Avevo conosciuto il ragazzo, Dominik, durante il workshop primaverile di Lago e la ragazza, Anna, durante il festival, in estate. Mi ha sorpreso la loro naturalezza e il fatto che da foto nate un po’ per caso sia derivato qualcosa di così intenso.

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Raccontaci di una giornata particolare dietro le quinte.
Prima di scattare di solito ascolto sempre della musica, mi aiuta a concentrarmi e a focalizzarmi su di una determinata atmosfera. Quando scatto infatti è come se ci fosse sempre una sorta di colonna sonora di sottofondo, che in qualche modo contribuisce a dare un taglio particolare al lavoro. Giunto sul posto poi incontro la modella e inizio a studiare la location. Fondamentale è la luce, dalla luce dipende tutto. Importante per me è anche instaurare un rapporto con la modella, entrare in sintonia con lei. Studio il suo viso, il modo in cui reagisce alla luce, cerco di focalizzare i suoi punti migliori e come valorizzarli attraverso lo scatto. Quando individuo una posa della modella che mi interessa non faccio mai molti scatti, sono piuttosto meditativo perché voglio ottenere subito lo scatto giusto, quindi mi prendo il tempo per analizzare nei minimi dettagli il volto che ho di fronte. Quando il lavoro è finito di solito mi prendo un momento per confrontarmi con la modella sul materiale scattato, poi una volta a casa quasi subito lo riguardo e inizio a lavorarci, sempre accompagnato dalla musica.

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Hai una passione per il ritratto, cosa leggi negli occhi dei tuoi soggetti?
Quando ho in mano lo scatto mi capita di immedesimarmi  nei soggetti, nelle loro espressioni. Provo a indovinare i loro pensieri.

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Qual è il tuo rapporto con la musica?
È essenziale in generale, ma anche nell’ambito specifico di quello che faccio. Quando lavoro infatti la musica contribuisce a dare un taglio preciso all’atmosfera che voglio dare, sia prima di scattare che durante la post produzione.

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E infine dedicaci come commiato uno dei tuoi scatti.
commiato

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