B COMICS • FUCILATE A STRISCE
*LORENZO MO’

by Maurizio Ceccato

I fumetti-zip per i buongustai del futuro.

B-comics_cover-GNAM«Forse non c’è niente che valga la pena raccontare», dice un personaggio dell’universo B comics. In fondo, però, è sempre stato così: almeno dai tempi di Omero che (si dice) avrebbe formalizzato tutte le possibili storie raccontabili. Ecco perché Gnam!, questo il titolo mangereccio della nuova uscita di B comics • Fucilate a strisce arrivata nell’anno di Expo a placare la fame dei fumettofili, contiene anche la risposta alla vexata quaestio narratologica: «Forse. Ma qualcosa si trova sempre. È la regola». Vero: qualcosa si trova sempre. Gnam! lo fa in parte confermando, in parte contraddicendo le due scuole culinario-narrative del tempo che stiamo vivendo: da un lato la bulimia di messaggi in pillole più simili ad aperitivi che a lauti pranzi, da un lato il successo di serie televisive che sembrano megabuffet battesimali. Tra questi opposti emisferi, Gnam! privilegia il primo. Ecco allora un picnic di storie autoconclusive e levigate (anche nel segno) che non di rado lasciano però indovinare l’esistenza di un sottofondo, di qualcos’altro, di una portata che potrebbe sempre arrivare.
Alzarsi da tavola con un po’ di sano appetito, predicano i guru della nutrizione, è indice di salute, e gli artisti sul menù di Gnam! paiono confermare l’asserto: non solo perché la tirannia delle poche tavole in coabitazione con altrettanti chef li stimola a disertare il sentiero del racconto- snack, elaborando semmai piatti comunque unici, pasti da astronauti in modalità nouvelle cuisine; e poi perché metaforicamente ci raccontano una contemporaneità dove – parafrasando Montale – si ignora ancora chi sarà, al festino, farcitore o farcito. Non mancano infatti tavole & favole sapienziali dove si mangia o si viene mangiati, abbondano poi i divoratori e ancor più i divorati.
Se esistesse un appunto auspicabilmente costruttivo da formalizzare a questa fiera del gusto, potrebbe essere l’esortazione a restarsene bassi interpretando da bravi il tema assegnato: restando in metafora, se ti chiedono la pastasciutta non travestire la marmellata alla fragola per sugo. Un po’ fuor di metafora: liberaci dalla tentazione di sorseggiare portfolio con cibarie in attachment. È pur vero, si potrebbe però contro-obiettare, che questi sono gli anni dell’Ogm e delle clonazioni: chi mai potrebbe contestare copioni rapsodici con creature ibride e bizzarri eterozigoti? Gentili commensali, questo ormai lo possiamo dire: noi siamo quello che mangiamo e «B comics» è un laboratorio, anzi, un’Alta Cucina Redazionale dove si celano gli antipasti di quel che un giorno sarà. _Stefano Scalich

Per il nostro primo appuntamento sulle pagine di DH ecco un’intervista a Lorenzo Mo’.

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La città dove sei nato e quella che ti ha adottato.
Sono nato a Ceva in provincia di Cuneo, e vivo a Mondovì, ma ho vissuto per cinque anni a Torino, durante gli anni dellʼAccademia di Belle Arti. Sono tornato in provincia perché mi piace vedere gli animali del bosco che ti attraversano la strada di notte.

Mo'_2

Come ti sei avvicinato al fumetto e quale significato ha per te questa parola?
Disegno da quando ho memoria. Non ricordo quale sia stato il mio primo approccio al fumetto, so che prima dei giornalini guardavo molti cartoni animati. Mi piaceva molto vedere dei personaggi che non erano reali ma che potevano fare tutto quello volevano. Comʼè che ci riuscivano quei signori là a disegnare e muovere tutti quei topolini e quei daffy duck? Ero molto piccolo e lʼunica cosa che potevo fare era prendere dei fogli, disegnare e spiegare a chi li guardava cosa succedeva in quei rettangoloni bianchi. Qualche anno dopo scoprii che quei rettangoloni potevano essere più piccoli e sistemati in sequenza senza bisogno di spiegazioni perché cʼerano delle nuvolette con le scrittine. La magia era sempre la stessa, ma sembrava più semplice.

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Scrivere e disegnare una storia dall’antipasto alla frutta. Quale è stata l’esperienza su «B comics • Fucilate a strisce»?
La storia che ho scritto e disegnato per B Comics è un panino. Non molto grande ma molto imbottito. Mi è stata data lʼopportunità dallo chef Maurizio Ceccato di metterci dentro tutto quello che mi piaceva e che il mio organismo riusciva a digerire e ad assimilare. Annibale è un piatto unico. Dopo servirà solo un caffè.

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Il tuo segno in pochi segni.
Sporco quanto basta.

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La mattina ti alzi con le onomatopee e alla sera vai a dormire con le nuvole?
Spesso accade il contrario. Mi alzo con la testa tra le nuvole, quasi non riesco a pensare. Dopo colazione si comincia a razionalizzare e a disegnare. Semmai le onomatopee arrivano la sera, ma non nel mio caso: la mia ragazza dice che non russo.

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Quali sono i tuoi punti cardinali, al di là del tuo orientamento religioso?
Ho un pessimo senso dellʼorientamento. E posso solo rimediare solo con tanto-tempo- speso-con-le-persone-a-cui-voglio-bene in compresse. Sono tante piccole impressioni ognuna con un gusto diverso.

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Matita o penna grafica? Lazo o forbici? Mano destra o piede sinistro?
Parto sempre da un disegno a matita e aggiungo il colore e tutti gli effettini con tavoletta grafica e computer.

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Un mestiere fatto con la schiena a 90 gradi. Senza i supplementari.
Io direi più sugli 80 gradi. Chiaramente dipende da dove mi metto a disegnare. La mia base operativa preferita è il divano con la tavoletta grafica e il portatile. La mia schiena preferisce una sedia comoda e una scrivania.

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Chi sparecchia? (Vivi solo? Con la mamma? Con la fidanzata? Fai pure la spesa?!?)
Apparecchio, sparecchio, mi piace molto cucinare, specialmente per la mia ragazza. Allʼoccorrenza sono anche un bravo lavapiatti. Però non fatemi fare la spesa.

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Alla fine ne resterà soltanto uno.
Tutto quello che so fare lo devo ai grandi classici di Walt Disney e alla sua controparte più demenziale: i cartoni animati della Warner Bros. A questo mescolate la mezzʼoretta quotidiana dei Simpson (che quando avevo nove anni mi folgorarono) e qualche albo di supereroi.

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La lista della spesa di Lorenzo.
Mattatoio N°5 o La Crociata dei Bambini di Kurt Vonnegut, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, Flatlandia di Edwin Abbott Abbott, tutte le strisce quotidiane di Topolino di Floyd Gottfredson non importa in che edizione, basta che siano stampate bene, Very Casual di Michael De Forge, I Fantastici Quattro rigorosamente di Stan Lee&Jack Kirby, Amarcord di Federico Fellini.

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* La biografia senza agiografia di Lorenzo Mo’ *
Nasce in una calda notte dʼestate del 1988. Inizia a guardare i cartoni animati quando ancora è in culla. Quando scopre che non potrà mai essere uno di loro decide di creare dei personaggi tutti suoi. Predilige le cose contrastanti. Più le cose stridono tra loro, più sono perfette. In questo momento è molto soddisfatto dei suoi baffi e vorrebbe poter dire la stessa cosa delle basette.

WEB* www.b-comics.com
Lorenzo Mo’