FOTOGRAFIA
*ANNA MOROSINI

by Paola Cecchini

La corporeità dell’anima.

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Anna Morosini vive a Foligno in Umbria, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita all’Università degli studi di Perugia decide di continuare la sua formazione personale, specializzandosi presso il Master sull’Immagine Contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena. Eredita l’amore per la fotografia dal padre che le trasmette la curiosità verso questo mezzo di espressione.

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Nel corso del tempo ciò che era nato come un interesse si è trasformato in una necessità, così come si intuisce dalle parole della stessa fotografa: «Fotografare diventò un bisogno scaturito dal fatto che, a un certo punto, smisi di fare due cose che mi avevano sempre accompagnata come pratiche nel quotidiano; disegnare e scrivere. La fotografia, probabilmente, ha sintetizzato il significato di ciò che non riuscivo più a fare in altri modi.»

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La fotografia di Anna Morosini porta la coscienza in primo piano, utilizzando il linguaggio dell’immagine come strumento per l’introspezione cercando di decodificare, principalmente, la propria visione del mondo; configurando perciò una funzione terapeutica più che descrittiva dell’arte. In questo caso la fotografia piuttosto che rispondere alla domanda “Che cosa vedi?” risponde alla domanda un po’ contorta “Come vedi quello che vedi?”.

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La prospettiva dell’autrice scaturisce, primariamente, dall’istinto e da «un’insana ossessione nei confronti della bellezza, dei particolari, della luce.»

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Il dualismo è l’altra caratteristica stilistica che si sovrappone all’istinto, fotografie definite come “delicate e violente”, dove luci e ombre convivono e si completano.

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Riguardo al tema del dualismo degli opposti, la fotografa dice: «C’è sempre stato un velo d’ombra sopra tutta la luce che ha accompagnato la mia vita, spesso, lo percepisco nelle foto che faccio. Mi affascinano le cose belle e le persone belle, ma ancor più i loro piccoli difetti. Quando “costruisco” un’immagine, da un punto di vista compositivo-tecnico e concettuale, non rinuncio mai alla realtà; alla sua imperfezione e alla sua bellezza, riportando la sua crudezza e il suo mistero.»

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La corporeità è un tratto essenziale dello stile della fotografa, si può dire che è presente un legame fisico con le sue opere, legame che trova la sua origine nel rapporto che l’artista ha con il proprio corpo e con quello degli altri: «Ho sempre creduto – e fatto ricerche a riguardo – che i corpi delle persone raccontino molto di loro. I corpi hanno un’esistenza simbiotica ma anche avulsa da quella cerebrale: la pelle arrossisce, il corpo si ammala, il corpo invecchia. Inoltre, il corpo racchiude l’interiorità ma è anche tramite con l’esterno, con gli altri e l’altro. Attraverso il modo che ho di guardare i corpi e di fotografarli capisco molto di me; a volte, scattando insieme ad una persona, sono stata in grado di far comprendere qualcosa di sé al soggetto ritratto. Qualcosa che, magari, non era prima così chiaro, qualcosa che credevano di vedere solo loro, forse. Questi sono i momenti in cui capisco che ciò che faccio ha un valore per me.»

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WEB

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  • http://www.adolfovalente.com adolfo valente

    bellissime foto di una bravissima fotografa