EDITORIA
*MalEdizioni

by Siriana F. Valenti

Indipendenti e consapevoli.

Per l’intervista a Nadia e Luigi, fondatori della casa editrice MalEdizioni, abbiamo immaginato di tracciare una carta d’identità metaforica divisa in tre sezioni: Anagrafica | Emozionale | Progettuale.
Il risultato, a nostro avviso, è una bomba densa di dinamicità che ricorda tanto le atmosfere energiche delle illustrazioni di Martoz. Non è un caso che, proprio MalEdizioni, presenterà a breve il primo fumetto lungo di un autore di cui abbiamo già avuto il piacere, più volte, di parlare.

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Bando alle ciance! Ecco a voi la Sig.ra e il Sig. MalEdizioni.

Stefano Alghisi, autore di Il porto delle anime, e Luigi Filippelli.

Stefano Alghisi, autore di Il porto delle anime, e Luigi Filippelli.

Anagrafica = Quando nasce la casa editrice – Dove germogliano e fioriscono le idee – Perché la scelta del nome MalEdizioni?
L: MalEdizioni nasce nel 2011 con la pubblicazione del nostro primo libro, la raccolta di racconti surreali 13 sardine circa. Nello stesso anno partecipammo per la prima volta alla Rassegna della Microeditoria di Chiari e organizzammo la prima edizione di Tra le Nuvole, festival itinerante di fumetto e illustrazione che si svolge nelle biblioteche di Brescia e provincia. Insomma, un anno da ricordare.

MalEdizioni alla Microeditoria: al centro Luigi Filippelli e Nadia Bordonali, da sinistra a destra gli autori e collaboratori Marcello Bergoli, Nicola Fantoni, Mattia Filippini, Enrico Mazzardi e Luca Grazioli.

MalEdizioni alla Microeditoria: al centro Luigi Filippelli e Nadia Bordonali, da sinistra a destra gli autori e collaboratori Marcello Bergoli, Nicola Fantoni, Mattia Filippini, Enrico Mazzardi e Luca Grazioli.

L: Le idee spesso nascono fuori dalla redazione, nei momenti di tranquillità e di confronto fra noi e i numerosi autori e amici di MalEdizioni. Penso che la contaminazione sia fondamentale, riuscire a incontrare persone e realtà diverse ci arricchisce e ci rende più consapevoli del nostro lavoro.
N: Il nome per la casa editrice è venuto fuori quasi per caso, giocando con le parole, e rappresenta un po’ l’anima della nostra piccola officina editoriale: MalEdizioni ci ricorda che non siamo un editore “classico”. Io e Luigi siamo degli “outsider”, quando ci siamo buttati in questa avventura non venivamo da esperienze in case editrici; non è un caso se ci rappresentiamo spesso come dei pirati… Allo stesso tempo il nome MalEdizioni è un manifesto, una linea editoriale che ci siamo promessi di rispettare: non vogliamo pubblicare libri ben scritti ma inoffensivi, ci interessa piuttosto dare spazio ad autori con uno stile personale e idee non convenzionali. Ci interessa tutto ciò che è sperimentale e coraggioso: questo per noi è il significato profondo del nome MalEdizioni.

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Emozionale = Vi ricordate il momento, il luogo preciso e soprattutto la sensazione, nell’attimo in cui vi siete guardati e avete deciso di buttarvi in questa avventura? Dove eravate all’epoca e dove sentite di essere arrivati oggi?
L: Non c’è stato un momento preciso, forse una serie di momenti in cui abbiamo maturato poco alla volta l’idea che “sì, ci si può provare”.
N: La sensazione è stata quella di buttarsi dalla troposfera a bordo di una moto da cross atterrando su una diga durante una tempesta… ah no, questo è il fumetto di Martoz.
L: Quando abbiamo iniziato eravamo entusiasti, curiosi e un po’ naif. Da allora la casa editrice si è evoluta e noi con lei, ma abbiamo mantenuto lo spirito incosciente e selvatico con cui ci approcciamo ai libri.
N: Se oggi siamo migliorati penso sia dovuto alle persone incontrate in questi anni, autori e amici che ci hanno dedicato del tempo e con cui abbiamo condiviso idee e progetti; penso sia questo il cuore della nostra officina editoriale.

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Progettuale = A breve sarete presenti al BilBOlbul con Remi Tot in STUNT, il primo fumetto lungo di Martoz, che racconta la storia di un matematico singolare e d’azione dal nome Remi: Stuntman della realtà. La promessa è quella, e qui vado di citazione, di scivolare insieme sul finimondo. Ci potete dare qualche anticipazione? Come è stato lavorare insieme a quel prodigio di Martoz? Se poteste dargli ora, a brucia pelo, un consiglio… quale sarebbe?
N: Abbiamo conosciuto Martoz durante il Treviso Comic Book Festival del 2014 e ci ha subito colpito per la potenza del suo segno. Poco dopo abbiamo iniziato a lavorare a Remi Tot in STUNT che, tavola dopo tavola, è diventata un’opera molto ricca, sia visivamente sia dal punto di vista narrativo. Sarà un fumetto esplosivo, che fonde matematica e azione in un crescendo esponenziale, un libro visivamente spettacolare e ricco di citazioni, che si discosta dalle atmosfere raccolte a cui abbiamo abituato i nostri lettori. Come dice Riccardo Mannelli nella prefazione, “un cataclisma irenico”.

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Una tavola tratta dal fumetto di Martoz: Remi Tot in STUNT

L: Avere a che fare con Martoz è stato molto stimolante, è un vulcano di idee e ha un entusiasmo contagioso ma è anche estremamente puntuale e lucido rispetto al suo lavoro. L’unico consiglio che mi sento di dargli è di continuare così, la strada tracciata è quella giusta e sicuramente non gli mancano cuore, testa e inchiostro per continuare a stupirci nei prossimi anni.

Una tavola tratta dal fumetto di Martoz: Remi Tot in STUNT

Una tavola tratta dal fumetto di Martoz: Remi Tot in STUNT

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In Home: Luigi e Nadia di MalEdizioni ritratti in formato fototessera da Sara Menetti di Mammaiuto durante il Treviso Comic Book Festival.